La poltrona di Tim Cook è a rischio?

La poltrona di Tim Cook è a rischio?

Tim Cook con Steve Jobs

Serpeggia malumore, molto malumore tra gli azionisti Apple, soprattutto tra i grandi investitori. Il perché è presto detto: il prezzo delle azioni è passato da 700 a 390 dollari in appena nove mesi. Una perdita di valore verticale che ha costretto molti di coloro che avevano avuto fiducia in Apple a mettere a bilancio perdite pesantissime. Tra l’altro, a causa di questo crollo azionario, l’azienda ha perso anche l’ambitissimo scettro della massima capitalizzazione di Wall Street.

Tim Cook con Steve Jobs

Tim Cook con il suo grande predecessore, Steve Jobs

Ed è in questo contesto che si vanno diffondendo sempre di più le voci secondo cui il Consiglio di Amministrazione di Apple si appresterebbe a dare il benservito a Tim Cook, l’uomo a cui era stata affidata la difficile missione di traghettare l’azienda della mela morsicata nell’era post Steve Jobs.

Tuttavia il passaggio non è stato indolore, malgrado lo stesso Jobs abbia lasciato numerosi progetti e idee per il futuro. Il problema però non sta nella figura di Tim Cook che è un buon amministratore. Il fatto è che per guidare un’azienda come Apple e portarla al successo ci vuole un visionario, capace di anticipare il futuro e trasformarlo in costosi oggetti del desiderio tecnologico. E queste persone sono rare, molto rare.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, visto che la trimestrale è stata appena pubblicata: l’utile, su base annua, scende per la prima volta dal 2003, anno in cui venne introdotto iTunes.

Il motivo di questa caduta sta tutto nel rallentamento delle vendite dei prodotti di punta, iPhone e iPad: si fa sentire forte la concorrenza di Samsung, ma anche Google sta entrando pesantemente nel mercato e potrebbe erodere ulteriormente la fetta di utile che Apple riesce a portare a casa.

Gli analisti, dopo tutto, si aspettavano questa debacle: tutti i fornitori principali di Apple avevano segnalato, nelle settimane scorse, un crollo del fatturato a causa delle minori vendite. In pratica Apple non vende iPhone e iPad a sufficienza e quindi anche coloro che vendono componenti risentono fortemente della crisi.

A questo punto la poltrona di Tim Cook diventa ogni giorno più traballante: gli azionisti hanno bisogno di risultati concreti in termini di utili e di valore dell’azione. Se non ci saranno, probabilmente dovrà cercarsi un altro lavoro.

Laureato in Informatica, si occupa da 10 anni di internet e nuove tecnonologie attraverso diverse iniziative imprenditoriali.

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