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Hackintosh

A metà anni 2000 la Apple di Steve Jobs fece un incredibile cambio di direzione, affermando di voler abbandonare l’architettura Power PC dei suoi Mac, per abbracciare l’architettura basata su processori Intel. Questo fu un cambio di rotta inaspettato, che diede vita ad un neologismo e nuove possibilità: “Hackintosh”.

A cosa serve un Hackintosh

Ma a cosa serve un Hackintosh? Hackintosh serve per installare ed utilizzare il sistema operativo macOS su personal computer con architettura x86 quindi non prodotti da Apple, risparmiando molto sul costo finale e sulle possibilità di creazione e personalizzazione di computer con prestazioni enormemente superiori rispetto ai Mac originali di Apple.

MacOS non è infatti completamente compatibile con le periferiche x86, ma è possibile modificare il firmware per poter utilizzare senza troppi problemi il sistema operativo MacOS anche sul proprio Personal Computer.

Iniziare a fare un Hackintosh

Tuttavia, per ottenere una macchina Hackintosh il più compatibile possibile con l’ultimo sistema operativo macOS disponibile, è necessario acquistare le periferiche del computer seguendo alcune linee guida. In particolare, per massimizzare la compatibilità, è necessario seguire delle linee guida durante l’acquisto dei seguenti componenti:

Scheda madre: senza dubbio il componente più importante nella creazione di un computer hackintosh. Le marche raccomandate sono: Gigabyte, ASUS, MSI e ASRock.
Processore: ovviamente qui la scelta è limitata, in quanto soltanto i processori Intel sono supportati.
Scheda video: la scelta qui non è molto vasta. È possibile utilizzare le schede con chipset NVIDIA anche in tandem, doppio o triplo anche di default. Quelle raccomandate sono le EVGA oppure le Gygabyte.

Una volta che si avrà scelto dunque il processore più adatto e la scheda madre e video più compatibili, sarà possibile iniziare a scegliere tutti gli altri componenti non così importanti per la compatibilità con Mac:

– Sistema di raffreddamento (ad aria oppure a liquido);
– Ram (con gli ultimi macOS è consigliabile almeno 16 giga di ram DDR4);
– Disco a stato solido (dove verrà installato il vostro sistema operativo MacOS);
– Disco rigido;
– Alimentatore (deve essere commisurato al consumo della vostra configurazione);
– Monitor (con le schede video di ultima generazione un monitor 4k è ormai lo standard);
– Accessori vari (Mouse, Trackpad, Tastiera, Casse, NAS etc).

Ovviamente hardware come Ram e Monitor devono essere scelti rispettivamente in base alla propria scheda madre e scheda video.

Come scegliere i prodotti per una configurazione Hackintosh

Se avete intenzione di fare seriamente un computer Hackintosh (oppure di farvelo fare in un negozio specializzato) è prima di tutto necessario tirar giù una lista di componenti da acquistare. Come abbiamo già detto i più importanti sono: Scheda Madre, Processore e Scheda Video. Se anche solo uno di questi tre non sarà al 100% compatibile, la vostra esperienza macOS ne risentirà fortemente. È quindi necessario scegliere i componenti più compatibili.

Guida all'acquisto Hackintosh
Guida all’acquisto Hackintosh

In questo caso viene in nostro soccorso il sito chiamato TonyMacx86, che attraverso la sua “Buyer’s Guide” (una guida all’acquisto molto valida) fornisce una lista sempre aggiornata delle periferiche più compatibili per l’ultima versione di macOS.

Quindi è sufficiente crearsi una configurazione scegliendo l’hardware direttamente dalla lista presente sul sito di TonyMacx86 per essere sicuri di costruire un hackintosh il più compatibile possibile.

È importante ricordarsi però che le periferiche presenti sul sito di TonyMacx86 potrebbero non essere le sole che funzionano, ma sono comunque prodotti testati e certificati dal sito in grado di fornire le opzioni più supportate.

Come comprare i prodotti per Hackintosh

Solitamente la soluzione migliore e più a buon prezzo è quella di cercare ogni singola periferica all’interno dell’e-commerce Amazon. Una volta fatto l’ordine, i prodotti arriveranno ovviamente a casa e sarà possibile iniziare ad assemblare il proprio Hackintosh.

Inutile dire che serve un minimo di praticità nell’assemblaggio di un computer. Sarà necessario avere un minimo di infarinatura nel cablaggio e sopratutto nel delicato processo di installazione “fisica” della CPU sulla scheda madre.

Nel caso in cui non si avesse tempo oppure le capacità per assemblare un hackintosh, si può sempre ricorrere ad un negozio di informatica specializzato, oppure addirittura all’acquisto di un pre-assemblato Hackintosh-ready (attenzione però alle fregature, bisogna semrpe essere al 100% sicuri che i componenti siano il più possibile compatibili).

Come installare macOS su un computer hackintosh

Una volta che si avranno tutti i componenti acquistati e assemblati su un computer, e il nostro Hackintosh sarà pronto per quanto riguarda la parte hardware, arriva senza dubbio la parte più importante: l’installazione di macOS sul proprio computer appena assemblato. Solo così sarà possibile trasformare un “qualunque” computer in un vero e proprio Mac, o meglio: Hackintosh!

In questo caso non c’è bisogno di avere alcun tipo di esperienza o di smanettare sul Terminale da riga di comando, in quanto tutti gli strumenti sono disponibili direttamente sul sito di Tonymacx86.

Prima di iniziare è necessario scaricare le ultime versioni di Unibeast e Multibeast direttamente dal sito di Tonymacx86, nella sezione download. È necessario avere anche a portata di mano una penna USB da 16 giga. Volendo è possibile anche fare un backup utilizzando Carbon Copy Cloner.

Che cos’è Unibeast? Unibeast è un tool che crea un file di installazione avviabile dell’installazione di macOS. Per crearlo, è necessario avere un computerr con almeno OS X Lion 10.7.5. Va semplicemente scaricato macOS dall’app store e creare il drive di installazione.

Ecco gli step da seguire per installare MacOS sul proprio Hackintosh.

Scaricare macOS

Apri il Mac App Store, entra con il tuo Apple ID e scarica l’ultima versione di macOS. Ricordati che l’app “Installa macOS” comparirà all’interno della cartella /Applicazioni.

Creare la USB “bootabile” con Utility Disco + UniBeast

Hackintosh Creazione Penna USB Installazione
Hackintosh Creazione Penna USB Installazione

1. Inserisci la penna USB;
2. Apri Utility Disco (lo puoi cercare direttamente attraverso la ricerca spotlight in alto a destra;
3. Seleziona l’USB nella colonna di sinistra;
4. Clicca su Inizializza;
5. Scegli un nome per la penna;
6. Per la parte Inizializza seleziona MacOS esteso (Journaled);
7. Per Schema seleziona Mappa Partizione GUID.

Clicca sul bottone Inizializza e aspetta che la procedura sia finita. Clicca poi su Fine.

Adesso la penna USB è pronta per accogliere il sistema operativo. Arriva la seconda parte per creare le penna.

Hackintosh Creazione Penna USB Installazione Unibeast
Hackintosh Creazione Penna USB Installazione Unibeast

9. Scarica e avvia Unibeast
10. Clicca su Continue, Continue, Continue, Continue, Agree
11. Su destinazione scegli USB e poi clicca su Continue.
12. Alla voce “Select OS Installation” scegli la versione del sistema operativo scelto e poi clicca su Continue.
13. Alla voce Bootloader Options scegli UEFI Boot Mode oppure Legacy Boot Mode. UEFI Boot Mode è raccomandato per le 7/8/9/100 Series CustoMac desktops e tutti i sistemi UEFI. Legacy Boot Mode è consigliato per 5/6 Series CustoMac desktops e tutti i sistemi BIOS. Se avete fatto quindi un computer da zero molto probabilmente dovrete scegliere UEFI Boot Mode. Dopo aver scelto l’opzione idonea, clicca su Continua per andare avanti.
14. Alla voce “Graphics Configuration” sarà necessario scegliere le opzioni adatte alla propria configurazione. Clicca poi su continua per andare avanti.
15. Verifica il tutto, clicca su Continua, inserisci la password e clicca su “Installa”.

Unibeast creerà adesso la penna USB che verrà utilizzata per installare macOS sul proprio Hackintosh nuovo di zecca. É un processo che solitamente dura una decina di minuti.

16. Successivamente sarà necessario trascinare MultiBeast all’interno della penna USB. Multibeast fornisce un supporto bootloader di default per i sistemi Customac raccomandati (quelli della lista di TonyMacX86). Se si vuole ancora più personalizzazione, conviene sfruttare il pacchetto Clover.

Impostare il AMI UEFI BIOS

Prima ancora di installare macOS è necessario impostare il proprio AMI UEFI BIOS con alcune semplici impostazioni.

1. Accedi al BIOS tenendo premuto delete dalla tastiera mentre il sistema si sta avviando.
2. Carica “Optimized Defaults”
3. Se la tua CPU supporta VT-d, disabilitalo
4. Se il tuo sistema supporta CFG-Lock, disabilitalo
5. Se il tuo sistema supporta Secure Boot Mode, disabilitalo
6. Imposta il tuo OS come: “Other OS”
7. Se il tuo sistema ha una o più IO SerialPort, disabilitale
8. Abilita XHCI Handoff
9. Se hai una serie 6 o un sistema x58 con AWARD BIOS, disabilita USB 3.0
10. Salva ed esci. Il grosso è fatto!

Installare macOS sul proprio Hackintosh

Adesso tutto quello che c’è da fare è avviare da USB e installare macOS. Per una installazione migliore, inserisci la USB in una porta 2.0.

1. Accendi il computer
2. Premi il tasto per scegliere la periferica di avvio (solitamente è F12, F11, F10, or F8)
3. Scegli dunque USB
4. Alla schermata Clover, scegli Boot Mac OS X from USB
5. Quando arriva a schermo l’installer, scegli la lingua e continua ad installare il sistema operativo.
6. Ricordarsi di formattare il drive di destinazione (OS X Extended (Journaled) e GUID Partition Map) attraverso “Utility Disco”.

Post installazione con Multibeast

Multibeast Configurazione Hackintosh
Multibeast Configurazione Hackintosh

Multibeast è un tool appositamente creato per installare i driver audio, network e della scheda video. Adesso l’installazione è stata completata, ma il drive non è ancora bootabile. Sarà necessario avviare nuovamente da USB, scegliendo la versione del proprio sistema operativo.

1. Avvia il computer
2. Premi il tasto per scegliere la periferica di avvio (solitamente è F12, F11, F10, or F8)
3. Scegli USB
4. Alla schermata di Boot, scegli l’installazione del sistema operativo
5. Completa il setup di MacOS
6. Apri e avvia Multibeast
7. Clicca su Quick Start. Scegli UEFI Boot Mode se il tuo computer è recente (7/8/9/100 Series CustoMac) oppure legacy se è più vecchio. Clicca su continua.
8. Clicca le opzioni audio e network appropriate. È possibile anche cliccare su Customize per personalizzare ancora di più il proprio OS.
9. Quindi si è pronti. Cliccare su Salva.
10. Cliccare poi su Build e poi su Installa.
11. Riavvia il sistema.

Hackintosh Multibeast
Hackintosh Multibeast

Il tuo Hackintosh è pronto!

L'Hackintosh è pronto!
L’Hackintosh è pronto!

Se steve jobs fosse nato a napoli, cosa sarebbe successo? Se il genio della Apple, fosse nato a Napoli, cosa sarebbe successo? Avrebbe avuto lo stesso successo che ha avuto partendo dalla California? Secondo il blog post, poi diventato libro (di Antonio Menna), non sarebbe esattamente andata così, anzi. Se Apple fosse stata una start-up a Napoli, le conseguenze sarebbero state disastrose.

Napoli come lo sappiamo, è certamente un paese con milioni di controversie, popolato da persone oneste, ma anche da tantissima illegalità, che ha in qualche modo “macchiato” la reputazione di Napoli nel mondo. E la Mafia, è proprio uno di quei fattori che avrebbe contribuito a cambiare per sempre la storia della Apple Italiana.

La storia parte con la versione italiana di Steve Jobs e Steve Wozniak, che sarebbero Stefano Lavori e Stefano Vozzini, che non abitano a Palo Alto, ma bensì nei quartieri spagnoli a Napoli.

Stefano Lavori e Stefano Vozzini hanno una bella idea per inventare un computer, la base del progetto c’è già, è soltanto necessario metterla in pratica.

È quindi necessario avviare un’attività, ma i problemi iniziano ad arrivare, a causa della grande burocrazia.

È difficile avere un prestito, perché solitamente in Italia i prestiti si fanno solo a chi ha già soldi, oppure agli amici “Più stretti”. La burocrazia non esiste soltanto per i cosiddetti “raccomandati”, e funziona solo per quelli che non hanno un soldo. È impossibile quindi poter pensare di chiedere un prestito, in quanto a chi non ha nulla, non viene assolutamente fatto crediti.

Il garage non è a norma, e quindi i vigili urbani minacciano di fargli chiudere tutto. Stavano solo sperimentando, ma sono già nei guai.

All’inizio, riescono tuttavia a racimolare qualche soldo, vendendo il primissimo computer, che viene assemblato grazie alla vendita del motorino. Ma per aumentare ed espandere il business, serve un capitale. Ma le banche non aiutano.

Si mette in mezzo anche la Finanza, l’Ufficio Igiene, Ispettorato del Lavoro etc. Tutti i soldi fatti con le vendite fatte dai primi computer se ne sono ormai andate in queste spese secondarie. Il computer però è molto richiesto e piace, dove prendere altri soldi quindi?

Se steve jobs fosse nato a napoli pdf

Questo libro, disponibile anche in formato PDF, continua a raccontare le vicissitudini dei due ragazzi, che finalmente riescono a trovare una scappatoia. Ecco cosa succede.

Fortunatamente esistono i fondi europei, che sono praticamente degli incentivi per l’autoimpresa. Trovano quindi un commercialista per cercare di capire come attingere a questi fondi. Il commercialista gli promette di trovarli un finanziamento di circa 100 mila euro, a fondo perduto. I soldi arrivano, ma a rendicontazione, in quanto prima è necessario accollarsi realmente le spese. Va aperta dunque una partita IVA (che è molto costosa), andare dal notaio e registrare lo statuto, la pratica dal fiscalista, conto corrente, posizioni previdenziali. Chi non ha nulla non può aprire un conto corrente, e quindi i genitori si prodigano per aiutarli, entrando nell’azienda. Qualche regalo deve essere poi fatto a chi eroga il finanziamento, altrimenti non se ne fa di nulla.

Troppi costi, Stefano Lavori e Stefano Vozzini non ce la fanno a sostenere questa miriade di commissioni, tasse e quant’altro. L’ultima spiaggia è vendersi tutto, qualsiasi cosa ci sia nella cameretta, chiedendo anche un prestito ai propri genitori. Riescono quindi a fare tutto quello che c’è da fare. La società c’è, i costi sono alti e ci sono anche tanti altri problemi: se il commercialista, l’ispettorato del lavoro, l’ufficio tecnico del Comune o i vigili sanitari se vendono che il garage non è a norma, sono altri soldi da spendere.

Qualche computer, bene o male, riescono a venderlo. Gran parte dei guadagni viene speso in tasse e spese fisse varie, che continuano ad aumentare. Ma tutto sommato, il business inizia ad ingranare.

Stefano-Lavori

Anche se i due piccoli imprenditori fossero abbastanza “affamati e folli” per non smettere di credere nel loro computer e perseguire il loro sogno, prima o poi sarebbero arrivati i problemi. E infatti, un bel giorno, alla porta bussa anche la Camorra.

Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera”.

I due ragazzi, stupefatti, rispondono: “Come sarebbe?”.

I due camorristi rispondono: “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono tutti i risparmi e chiudono l’azienda. Se non pagano, la Camorra gli piazza una bomba nel garage, e forse li ammazza pure. Se vanno alla polizia e li denunciano? Sono morti e sepolti. Se non li denunciano e la polizia scopre quello che è successo, vanno pure i due Stefano in galera.

Non c’è quindi una scappatoia, il sogno è destinato a finire.

Per Stefano Lavori e Stefano Vozzini, l’avventura finisce qui, sono costretti a pagare la Camorra. I fondi regionali non arrivano. Le tasse sono altissime. Un giorno, il padre dice una cosa al figlio Stefano Lavori: “Svuota il garage così lo affitto per le auto, sarà meglio.” Dal quel momento si occuperanno del posteggio per le auto, altro che Apple.

La Apple di Napoli non avrebbe mai potuto vedere la luce giorno”, scrive Antonio Menna, “la Apple in provincia di Napoli non sarebbe mai nata, perché saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.”

Netflix è un fornitore globale americano di film in streaming e di serie televisive. Netflix iniziò come un servizio di spedizione DVD nel 1998, e incominciò il suo business con lo streaming on-demand nel 2007. Il servizio fu ampliato con lo streaming in Canada nel 2010 e ora il suo servizio va in oltre 190 paesi. La prima serie originale ampiamente pubblicizzata di di Netflix è stata “House of Cards”, che ha debuttato nel 2013, Netflix ora produce centinaia di ore di programmazione originale in tutto il mondo. La società è stata fondata nel 1997 e ha sede a Los Gatos, California.

A partire da aprile 2016, Netflix ha registrato oltre 81 milioni di abbonati in tutto il mondo, tra cui più di 46 milioni negli Stati Uniti.

Netflix in Italia

Netflix è arrivata ufficialmente in Italia il 22 Ottobre, disponibile in tutte le città d’Italia allo stesso prezzo. Il popolare servizio in streaming USA è sbarcato in Italia, offrendo a tutti gli utenti un canale alternativo per guardare film, documentari, serie TV e molto altro ancora.

I prezzi sono diversi, ottimi per tutte le tasche:

prezzi netflix

Interessante anche l’abbonamento gratuito per un mese, che consente a tutti di provare Netflix senza impegno, basta una carta di credito. Ci sono anche molte persone (i furbetti) che continuano ad utilizzare Netflix gratuitamente, inserendo ogni mese una carta di credito diversa, sfruttando quindi il mese gratis, per molti mesi.

Tuttavia, i vantaggi del mese gratis non hanno niente a che vedere con l’offerta “Standard”, che a differenza di quella base, offre anche l’HD e la possibilità di vedere Netflix su ben due schermi. La versione premium offre anche la visualizzazione in 4K e la possibilità di vedere Netflix in tutta la casa su ben 4 schermi, ottimo per tutta la casa, ma anche per vedere da smartphone o tablet.

Netflix può essere infatti visualizzato attraverso i più disparati metodi:

netflix

Netflix è possibile guardarlo direttamente sulla propria Smart-TV, Playstation, Xbox, Chromecast, Apple TV, lettori Blu-Ray e anche con gli Android Box. In viaggio è possibile utilizzare Netflix anche con iPhone, iPad, smartphone e tablet Android oppure Windows. Anche i computer sono perfetti per Netflix, in quanto è possibile utilizzare Netflix direttamente da Netflix.com.

Come accedere a Netflix

Oltre al dispositivo da utilizzare, è necessario rispettare dei requisiti minimi di banda per accedere al servizio. I requisiti di banda per accedere al servizio sono di 0,5 megabit al secondo (requisiti minimi) e 1,5 Mbps (consigliata). Per sfruttare a tutto tondo le potenzialità del servizio, Netflix suggerisce connessioni da 3.0 Mbps per trasmissioni in qualità standard, 5.0 Mbps per quelle in HD e 25 Mbps per l’Ultra HD (4k).

Come funziona Netflix

Netflix funziona un po’ come qualsiasi altro servizio per guardare film e serie TV, con la sola differenza che tutto è praticamente on-demand. Sceglie l’utente cosa vedere, in quanto per adesso non sono presenti dei veri e propri canali live. Ecco com’è l’interfaccia di Netflix:

come funziona netflix

Una volta che si è avviata l’app sul telefono, tablet o televisore, basta cliccare sull’immagine del film e serie TV, per farla partire e guardarla subito.

Non è necessario pagare per guardare Netflix
, in quanto è disponibile anche la versione gratuita di Netflix per ben un mese. Per 1 mese, sarà possibile guardare in streaming istantaneo un numero infinito di film e serie TV da smart TV, console per videogiochi, lettori streaming, smartphone o tablet. È possibile anche guardare Netflix online sul computer!

Se poi al termine della prova gratuita, si decide di continuare ad usare Netflix, ogni mese verrà addebitata la quota prevista dell’abbonamento selezionato, che essenzialmente corrisponde alla data della registrazione. Possono essere utilizzati svariati metodi di addebito, tra i quali:

  • Carta di credito o di debito: vengono accettate tutte le Visa, MasterCard, American Express e PostePay. Le carte devono essere abilitate per le transazioni di e-commerce ricorrenti, ed inoltre le carte internazionali devono essere abilitate per le transazioni internazionali.
  • Carte di credito prepagate
  • Carte regalo Netflix
  • Paypal
  • iTunes
  • Google Play
  • Fatturazione tramite Partner

Netflix cos’è

Che cosa è di preciso Netflix? Netflix è essenzialmente un servizio che consente di guardare film e serie TV tramite un’iscrizione gratuita, e dopo un mese attraverso un abbonamento che costa davvero poco rispetto alla concorrenza di Sky e Mediaset Premium. Si tratta quindi non di una “integrazione” alla pay tv tradizionale, ma una soluzione estremamente più avanzata e moderna, e ovviamente più economica.

Il 2016 è stato l’anno della consacrazione di Netflix. Ormai è un anno che Netflix è arrivato in italia, con il suo catalogo tutto digitale per guardare film, documentari, serie tv e molto altro ancora.

Per iscriversi a Netflix è molto semplice, basta andare su www.netflix.com e cliccare sul bottone rosso che reca la scritta “Inizia il tuo mese gratuito”, utilizzando un’email e una password per creare il proprio account, esattamente come si fa su tanti altri siti internet.

Una volta che ci si è iscritti, sarà possibile scegliere tra i tre piani disponibili. Ovviamente quello Premium è migliore degli altri, in quanto consente di vedere in ultra HD su diversi schermi contemporaneamente.

Se non si è soddisfatti dell’abbonamento di Netflix, non è difficile disdire l’abbonamento, e sopratutto non ci sono raccomandate con ricevuta di ritorno o fax da inviare. Basta andare sul sito ufficiale di Netflix (netflix.com), effettuare l’accesso con il proprio account e cliccare sul tasto “Disdici il tuo abbonamento” nella tab “Il Tuo Account”.

Svantaggi di Netflix

Netflix ha molti vantaggi, che abbiamo elencato. Ma in quanto grandi esperti di streaming online, la nostra redazione è riuscita a trovare anche svariati punti deboli del servizio.

È indubbio che la quantità di serie TV e film disponibili siano davvero molti, ma se si è dei veri e propri “Binge Watcher”, il catalogo Netflix potrebbe sembrare “ridotto”. Tuttavia, negli ultimi mesi Netflix ci ha abituati a grandi cambi di catalogo. Vengono aggiunti dei film e serie TV, e altri vengono invece tolti. Netflix ha infatti una pagina dedicata alle novità, che vengono prontamente comunicate attraverso i canali di Facebook e Twitter. Importante anche seguire la pagina Netflix Lovers, che recensisce le nuove uscite.

Questo potrebbe essere un problema, in quanto se Netflix togliesse una serie TV o un film, molti appassionati potrebbero arrabbiarsi.

Un’altra grande mancanza di Netflix, è la possibilità di scaricare un film o una serie TV per vederla poi offline. Netflix infatti è una servizio che richiede sempre la connessione internet, per fare qualsiasi cosa. Questo potrebbe essere un problema, in quanto in caso di disservizio internet, non sarà possibile usufruire di Netflix.

Cosa mi consigli per Netflix? TV e Box?

Per guardare Netflix, è consigliabile acquistare una TV Ultra HD (4K) e un dispositivo “Box” estremamente semplice da utilizzare, per fare in modo che tutta la famiglia possa utilizzarlo con semplicità.

I TV migliori sono i Sony, e se in negozio consigliano sempre i Samsung, è sbagliato. I Sony costano di più, ma durano veramente tanto e la resa è veramente migliore rispetto alla concorrenza.

sony netflix

Il Sony KD55X8005C 55″ 4K Ultra HD Smart TV Wi-Fi Nero potrebbe essere una soluzione a metà per il rapporto qualità prezzo, ottimo per l’utilizzo con Netflix. Ha anche un sistema operativo Android incorporato, che permette l’utilizzo delle applicazioni senza dover utilizzare nient’altro. La risoluzione è incredibile: 3840 x 2160 Pixel, Ultra HD quindi. Consuma solo 20 watt, è un televisore all’avanguardia, colori realistici e una visione veramente superlativa.

Per vedere Netflix, è consigliabile collegare al televisore una Apple TV:

apple tv netflix

L’Apple TV è il box perfetto per Netflix, può essere collegato tramite ethernet o Wi-Fi alla connessione, e garantisce un’esperienza Netflix senza pari. Ultraveloce, e ultrahd. Con l’efficienza e semplicità che contraddistingue Apple da sempre.

Adesso è possibile iniziare ad utilizzare Netflix al meglio, con una spesa che tutto sommato è estremamente contenuta. Tuttavia, se non si ha bisogno di comprare TV e/o Box nuovo, Netflix funziona, come è stato specificato in precedenza, anche su un vecchio computer tramite il sito web netflix.com, oppure anche tramite le app smartphone e tablet. Le possibilità sono molte, vanno semplicemente sfruttate. Buona visione!

apple logo

La storia di Apple è la storia di un’azienda che è riuscita a distinguersi grazie all’estrema cura nei prodotti, grazie anche alla maniacale ossessione del suo fondatore, Steve Jobs.

Apple è una delle aziende più note e discusse al mondo, e detiene il record di smartphone più venduto al mondo, con iPhone 5S. L’azienda fu fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne nel 1976 a Cupertino, in California.

Negli anni 80 si è imposta con la serie di computer Macintosh, per poi inventare l’iPod negli anni 90, e il marketplace di musica online iTunes Store, l’iPhone, uno smartphone basato sul sistema operativo iOS (che a sua volta è basato su MacOs), l’iPad, un tablet che ancora detiene gran parte del mercato mondiale, Apple TV ed Apple Watch. Tutti grandi successi, ma durante la lunga storia di Apple non sono mancati gli insuccessi, che hanno portato la Apple ad entrare in una grande fase di crisi a metà degli anni 90, proprio durante l’assenza di Steve Jobs.

Nel corso del tempo, Apple è diventata una delle aziende più apprezzate nel campo dell’hi-tech e design, per capire il perché, basta osservare alcune delle pietre miliari più importanti nella storia della Mela.

apple mac

L’iMac, uscito nel 1998, è senza dubbio una delle pietre miliari nel design di Apple. Costruito “sfacciatamente in plastica”, ma trasparente (in modo da dare un feel “premium” e non “cheap”) che consente di guardare all’interno i componenti del computer, con la sua forma ovoidale avveniristica, sembra ancora oggi, decenni dopo la sua uscita, un oggetto arrivato dal futuro, per atterrare sulla propria scrivania, quando al tempo i computer seguivano ancora le linee guida anni 70: forme squadrate e color beige.

Ma per diventare quello che è oggi, l’azienda con il maggior valore al mondo, davanti all’eterna rivale Microsoft di Bill Gates, il percorso è stato molto lungo ed accidentato per l’azienda di 1 Infinite Loop.

La Storia di Apple, dagli inizi ad oggi


Nel 1975, Steve Wozniak era un programmatore ed hacker per la HP, ma fu il primo progettista del primissimo modello di computer venduto dalla Apple
. Incominciò a scrivere una versione del linguaggio di programmazione BASIC per un processore nuovo ed economico, il chip 6502 della MOS Technologies. Una volta fatto ciò, inizio a progettare un computer, nel suo garage, dove far eseguire il software. Ci riuscì, e andò a mostrarlo all’Homebrew Computer Club, lì incontrò il suo vecchio amico Steve Jobs, che lo convinse ad assemblare la macchina e a venderla insieme a lui, al “The Byte Shop”, un negozio di computer della zona. Riuscirono a prendere accordi per vendere 50 esemplari a 500 dollari l’uno. La macchina si chiamava Apple I, ed era rivoluzionaria: poteva essere collegata ad un televisore, e aveva la disponibilità di salvare i file e caricare programmi su un lettore a cassette. Era un computer molto semplice (peculiarità di Apple) ma discretamente potente, e molto economico, grazie alle grandi qualità di Wozniak come progettista (era riuscito ad assemblarli utilizzando pochi componenti, rispetto alla concorrenza). Non era certamente un capolavoro di design come le successive creazioni di Jobs con il capo dell’ID Jonathan Ive, ma considerando che era assemblato totalmente a mano in un garage, i risultati sono comunque soddisfacenti:

apple computer

Dopo essersi associati con Ronald Wayne (che poco dopo avrebbe venduto il suo 10% di Apple, ignaro del successo che avrebbe raggiunto Apple negli anni successivi) i due ragazzi iniziarono con la liquidità dei computer venduti, a traslocare nel garage della famiglia Jobs, dove potevano lavorare in tranquillità. Vennero costruiti 200 esemplari di Apple I, che oggi valgono svariati milioni di euro.

primo apple

Un anno dopo arrivò il successore, l’Apple II, grazie anche all’iniezione di liquidità da parte dell’investitore Mike Markkula, che credette nel progetto, a differenza di Wayne, che decise di abbandonare il progetto a causa di un fallimento precedente con un’altro suo progetto.

Con l’Apple II, iniziò l’era del personal computer. Con questo computer, forse quello che ebbe più successo nei primi anni dell’azienda, Apple si quotò in borsa e generò così tanta ricchezza che furono creati così tanti milionari che nessun’altra IPO riuscì a fare nella storia delle Offerte Pubbliche Iniziali. Era il più grande successo dall’IPO di Ford nel 1956.

apple2

Gli anni ottanta, segnarono la consacrazione di Apple nel mondo del personal computer, grazie all’Apple II. Ma un nuovo player arrivò sul mercato, ed era l’IBM che decise di entrare nel settore dei PC, con MS-DOS, il sistema operativo Microsoft. La potenza commerciale dell’IBM era molto forte, e conquistò grosse fette di mercato.

Wozniak, dopo un incidente aereo, abbandonò l’azienda nel 1981, e Jobs decise che un’altro computer doveva uscire al più presto. Uscì l’Apple III ma si dimostrò un vero fallimento, a causa dei frequenti surriscaldamenti a causa della mancanza della ventola (Jobs ha sempre considerato l’utilizzo di ventole come una soluzione “non-elegante”). Altri gruppi tecnici all’interno di Apple, stavano lavorando ad un computer basato sulle ultime tecnologie del tempo, quali: un’interfaccia grafica, un mouse, la programmazione orientata agli oggetti e il supporto per le reti informatiche.

L’illuminazione arrivò durante la visita allo Xerox Parc, dove Jobs osservò il nuovo sistema Alto, prodotto da Xerox:
xerox apple

Quel giorno Jobs capì che quel qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il mondo dei computer, stava arrivando. L’alto aveva un’interfaccia grafica, che nessun computer aveva mai avuto prima (al tempo, i computer funzionavano ancora tutti a riga di comando). Decise quindi di prendere spunto da quelle idee per creare due nuovi progetti: Lisa e Macintosh. Jobs ebbe accesso ai laboratori Xerox per tre giorni, grazie ad un accordo di 1 milione di azioni Apple (oltre 18 milioni di dollari) prima dell’IPO. Gli ingegneri Xerox, non erano comunque molto contenti di vedere Jobs lì, “un pirata che assaltava il tesoro nel vascello”.

Fu prodotto Lisa, e venduto a 10 mila dollari, ma fu un vero e proprio insuccesso. A causa del fatto che fu troppo avanzato e costoso. Jobs fu estromesso dal progetto, e passò al Macintosh, che venne presentato nel 1984 con una pubblicità storica al Super Bowl, uno spot molto celebre basato sul romanzo “1984” di Orwell.

macintosh

Arriva quindi l’interfaccia grafica (GUI) e il mouse, che consentono anche ai non-esperti di utilizzare un computer. È la rivoluzione che è ancora ciò su cui si basano i moderni computer.

Il Macintosh è quindi la chiave del successo, anche se non è mai stato un vero e proprio successo commerciale. Steve Jobs mostrò un anteprima della GUI a Bill Gates. Quindi Windows progettò la GUI per sistemi IBM, che avevano una diffusione molto ampia, anche se in realtà i computer Windows erano molto meno avanzati, ma molto più economici, decretando quindi l’insuccesso del Macintosh. Windows, fu uno dei più grandi successi del ventesimo secolo, ad appannaggio di Macintosh. Era l’inizio della fine per Apple.

Nel 1985, Jobs viene estromesso dalla Apple, fondando la NeXT
, un’azienda produttrice talmente avanzata e avveniristica, che fu utilizzata come primo server durante l’invenzione del World Wide Web da parte di Tim Berners-Lee, nei laboratori del CERN, a Ginevra. Tuttavia, NeXT non riesce a conquistare grosse fette di mercato, e la società si avviò verso la chiusura.

NeXT è tuttavia la base per la rinascita di Apple, che a metà degli anni 90 si trovava in grave crisi
. NeXT fu acquistata per 400 milioni di dollari, con l’intenzione di usare NEXTSTEP come base di Mac OS. Jobs divenne consigliere personale di Gil Amelio, diventando qualche anno dopo CEO ad interim, con un compenso simbolico di un dollaro all’anno, guidò la rinascita di Apple, promuovendo lo sviluppo dell’iMac.

L’idea di Jobs, era la solita. Sviluppare sia il software che l’hardware, raggiungendo la completa e perfetta integrazione tra i due. La Apple, con questo concetto ha creato prodotti di grande successo, come: iPod, iPhone, iPad, Apple Watch, MacBook, iMac, e molti altri ancora.

apple jobs

Il 2000 è l’anno in cui Apple presenta Mac OS X, bastato su NeXTSTEP, e ancora oggi il sistema operativo su cui si basa tutto l’ecosistema Apple. Il sistema unisce la sicurezza e stabilità di Unix, con la solita eleganza dei sistemi Apple. Il nuovo millennio porta una nuova ventata di freschezza, che permette alla Apple di diventare quello che è oggi, la più grande azienda al mondo, produttrice non solo di computer e smartphone, il famoso iPhone, ma anche di indossabili, come l’Apple Watch.

iwatch apple

Nonostante la sua morte nel 2011, Steve Jobs, è ancora e sarà per sempre alla base dello spirito Apple.

Neanche Apple può fare a meno di Google. Molti colossi dell’informatica provano a introdurre dei loro prodotti vincolandoli a store proprietari.

E’ il caso, come abbiamo visto, di Amazon ed Apple che oltre a produrre dei dispositivi di qualità puntano anche alle applicazioni spesso tentando maldestramente di sostituire dei prodotti che tutti ormai siamo abituati ad usare. Chi di voi non usa Google Maps ad esempio ? E così il tentativo di Apple di sostituire Google con una sua applicazione di Mappe integrata è miseramente fallito così come quella di non rendere più nativa l’installazione di You Tube.

Per il momento neanche Cupertino può far a meno dei prodotti Google e così è arrivato ieri l’atteso annuncio ufficiale relativo a Google Now sul blog ufficiale.

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L’ecosistema Google aggiunge un altro tassello al mosaico di applicazioni mobili disponibili. Google Now è in grado di fornire informazioni riguardanti il meteo, suggerire percorsi di navigazione a piedi o in auto, ricordare un evento tramite il calendario.

La ricerca vocale è una delle sfide del futuro ma anche del presente, Google Now già adesso riesce ad eseguire delle ricerche prendendo in input dei comandi vocali anche se per ora le lingue diverse dall’inglese hanno ancora dei problemi. Mentre su Play Store abbiamo una applicazione dedicata anche se funzionante pienamente sulle versioni più recenti di Android, su Itunes Google Now è stato rilasciato come aggiornamento di Google Search per rendere la ricerca vocale più efficiente.

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L’aggiornamento da Search a Now è stato comunque semplificato anche se l’App è più completa ovviamente per i dispositivi dotati di Android. Se avete un Ipad o un Iphone potete comunque scaricala dall’Apple Store andando qui.

Per vedere cosa è in grado di fare Google Now vi lascio a questo video :

Nessuno di noi può più immaginare la vita senza i nostri smartphone dicono dalle parti di Big G, neanche i produttori di smartphone per ora possono immaginare i loro prodotti senza Google.

problemi tecnici iphone

Arriva dalla Cina la notizia di nuovi guai per Apple, dopo i problemi finanziari che rischiano di costare la comoda poltrona di CEO a Tim Cook (ne abbiamo parlato in questo articolo) pare che ci siano anche problemi di natura tecnica. La Foxonn, l’azienda che produce assembla i dispositivi della mela, pare si sia vista restituire ben 8 milioni di dispositivi difettosi o comunque non adatti allo standard qualitativo di Apple. Un danno immenso per l’azienda cinese, pari ad almeno 250 milioni di dollari. Probabilmente la Foxconn sta subendo un calo di produttività e qualità ma questo significa che i prodotti Apple arriveranno sul mercato con un livello qualitativo inferiore a quello del passato. E visto che il prezzo rimane elevatissimo, i consumatori si dirigeranno rapidamente verso i prodotti della concorrenza, erodendo ulteriormente le quote di mercato di Apple.

problemi tecnici iphone

E se tutto questo non basta, anche l’iPhona 5S, il prossimo modello di melefonino che gli appassionati stanno aspettando da tempo, presenterebbe problemi tecnici di difficile soluzione. In particolare uno dei dispositivi più innovativi che sono stati introdotti nello smartphone, il lettore di impronte digitali, non funziona bene. Secondo alcune indiscrezioni sarebbe colpa del calo qualitativo della Foxconn, secondo altre i problemi risiedono nella progettazione tecnica.

In ogni caso, il risultato è lo stesso: si allontana sempre di più il lancio dell’iPhone 5S che potrebbe salvare i conti di Apple e quindi, almeno temporaneamente, la traballante poltrona di Tim Cook. Probabilmente non è solo il genio creativo di Steve Jobs che manca, ma anche il suo proverbiale caratteraccio, capace di far marciare al massimo ingegneri, tecnici e progettisti.

 

Non è ancora disponibile nell’Itunes italiano eppure tutti già ne parlano. E’ il nuovo servizio #music di Twitter che si prepara, come dicono in molti, a rivoluzionare il settore della musica online.

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Ci hanno provato in molti, da MySpace ad altri ed hanno quasi sempre fallito. Le case discografiche si sono però dovute arrendere allo strapotere di Apple quando venne lanciato Itunes e furono degli accordi che hanno permesso a molte di loro di limitare i danni.

Per ora sul sito ufficiale http://music.twitter.com/ troviamo una pagina temporanea. In alcune versioni in lingua inglese di iTunes è possibile però già scaricare una App per Iphone e vedere alcune anteprime.

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Un micro ascolto in stile Twitter

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Twitter ci ha abituato a cambiare le nostre abitudini, sopratutto nella ricerca di notizie. Come dichiarano i fondatori, il nuovo servizio #music cambierà il modo in cui le persone trovano la musica.

Un servizio simile a Spotify ? Non proprio. Tramite la App su Iphone,infatti, sarà possibile ascoltare un estratto di un brano e condividerlo con un tweet sul proprio account in pieno stile Twitter. Il social ha però dalla sua una carta vincente : gli utenti.

Spotify potrebbe essere una applicazione fatta meglio e più completa ma non ha gli utenti. Come sappiamo invece le star della musica hanno quasi tutte un loro account su Twitter che usano regolarmente per tenersi in contatto con i loro fans e distribuire i propri aggiornamenti.

Un nuovo strumento pubblicitario ?

A poche ore dal lancio i risultati son buoni anche se in Italia non è ancora possibile usare #music. Tuttavia i tweets generati potrebbero essere altri dati preziosi che le major ed i social potrebbero sfruttare per monetizzare.

Grazie agli hashtag infatti twitter può diventare ancora di più uno strumento di marketing fondamentale per rilevare i gusti musicali degli utenti. A questi sarà possibile probabilmente proporre delle pubblicità in base al proprio genere preferito, dati fondamentali che sia l’alleanza Twitter-Apple che le major potranno sfruttare.

Tim Cook con Steve Jobs

Serpeggia malumore, molto malumore tra gli azionisti Apple, soprattutto tra i grandi investitori. Il perché è presto detto: il prezzo delle azioni è passato da 700 a 390 dollari in appena nove mesi. Una perdita di valore verticale che ha costretto molti di coloro che avevano avuto fiducia in Apple a mettere a bilancio perdite pesantissime. Tra l’altro, a causa di questo crollo azionario, l’azienda ha perso anche l’ambitissimo scettro della massima capitalizzazione di Wall Street.

Tim Cook con Steve Jobs

Tim Cook con il suo grande predecessore, Steve Jobs

Ed è in questo contesto che si vanno diffondendo sempre di più le voci secondo cui il Consiglio di Amministrazione di Apple si appresterebbe a dare il benservito a Tim Cook, l’uomo a cui era stata affidata la difficile missione di traghettare l’azienda della mela morsicata nell’era post Steve Jobs.

Tuttavia il passaggio non è stato indolore, malgrado lo stesso Jobs abbia lasciato numerosi progetti e idee per il futuro. Il problema però non sta nella figura di Tim Cook che è un buon amministratore. Il fatto è che per guidare un’azienda come Apple e portarla al successo ci vuole un visionario, capace di anticipare il futuro e trasformarlo in costosi oggetti del desiderio tecnologico. E queste persone sono rare, molto rare.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, visto che la trimestrale è stata appena pubblicata: l’utile, su base annua, scende per la prima volta dal 2003, anno in cui venne introdotto iTunes.

Il motivo di questa caduta sta tutto nel rallentamento delle vendite dei prodotti di punta, iPhone e iPad: si fa sentire forte la concorrenza di Samsung, ma anche Google sta entrando pesantemente nel mercato e potrebbe erodere ulteriormente la fetta di utile che Apple riesce a portare a casa.

Gli analisti, dopo tutto, si aspettavano questa debacle: tutti i fornitori principali di Apple avevano segnalato, nelle settimane scorse, un crollo del fatturato a causa delle minori vendite. In pratica Apple non vende iPhone e iPad a sufficienza e quindi anche coloro che vendono componenti risentono fortemente della crisi.

A questo punto la poltrona di Tim Cook diventa ogni giorno più traballante: gli azionisti hanno bisogno di risultati concreti in termini di utili e di valore dell’azione. Se non ci saranno, probabilmente dovrà cercarsi un altro lavoro.

steve jobs

Tra gli appassionati di Apple si è sempre favoleggiato di interi cassetti pieni di progetti già approvati da Steve Jobs. E ovviamente anche la Apple ha sapientemente coltivato queste voci, che hanno aiutato il titolo a galleggiare in borsa. Ebbene, probabilmente le voci non sono completamente infondante.

steve jobs

Il CEO di Apple Tim Cook ha comunicato ufficialmente al procuratore di San Francisco George Gascón che i modelli iPhone 5S di prossima uscita e iPhone 6 sono stati già pensati e approvati da Steve Jobs durante l’ultima parte della sua vita e quindi non possono essere modificati.

Il procuratore, infatti, aveva sollecitato ripetutamente la casa della mela a inserire un meccanismo di protezione contro i furti che consentisse di disabilitare completamente e in modo irrimediabile il dispositivo in caso in cui fosse stato rubato. Da Apple hanno fatto sapere che la progettazione esecutiva dei prossimi modelli è già terminata e quindi non è possibile fare ulteriori modifiche.

In particolare il prossimo modello di iPhone, il 5S disporrà di funzionalità avanzate come NFC, ricarica wireless, display di nuova concezione, forse persino di un sistema di identificazione personale. E l’iPhone 6, pare, avrà finalmente il display a 5 pollici, come i più blasonati concorrenti Android targati Samsung.

Inoltre  entro l’estate dovrebbe uscire un nuovo modello, low cost, che sarà realizzato utilizzando materiali di qualità più bassa e quindi sarà venduto ad un prezzo minore. Pare che a differenza del passato, i colori disponibili saranno diversi e non i soliti bianco e nero. Fatto insolito per Apple, ma normale se si pensa che il target ideale del nuovo prodotto è costituito proprio dai giovani.

Ma se a livello di progettazione ci sono tante novità interessanti, pare che a livello di sviluppo le cose vadano a rilento. Probabilmente il brutto carattere di Steve Jobs, ormai diventato leggendario, riusciva a imporre agli sviluppatori Apple un ritmo che oggi hanno perso. Lo sviluppo del nuovo sistema operativo iOS 7 è in forte ritardo, tanto a indurre i vertici della mela a spostare, secondo indiscrezioni, un gran numero di sviluppatori desktop proprio sul sistema operativo mobile nella speranza di riuscire a rilasciare tutto entro giugno.

display avvolgente

Ormai è ufficiale: Apple ha presentato una richiesta di brevetto per un display avvolgente, che dovrebbe consentire di visualizzare contenuti su entrambi i lati di uno smartphone o di un qualunque altro dispositivo portatile. Un’innovazione sensazionale, depositata il 27  marzo scorso all’Ufficio USA che regola i brevetti e che potrebbe portare finalmente quel tocco di innovazione vera che manca alla Apple da quando è venuto a mancare Steve Jobs.

display avvolgente

Il brevetto è stato così formulato:

un prodotto di consumo elettronico comprendente: un involucro trasparente e un schermo flessibile racchiuso dentro l’involucro trasparente

Inoltre, sempre dalla richiesta depositata si evince che il nuovo dispositivo sarà dotato di diverse telecamere, in modo da essere utilizzato indifferentemente in qualunque posizione. Non solo sarà molto comodo, ma potrà scatenare la creatività dei creatori di applicazioni che avranno a disposizione la possibilità di creare interazioni con l’utente completamente nuove. Ci saranno anche problemi tecnici da risolvere: per come è stato progettato, il nuovo iPhone (o qualunque altro dispositivo dotato di questa tecnologia) non potrà avere tasti fisici e tutto dovrà essere realizzato mediante touch screen. Inoltre bisognerà dotarlo di un apposito riverstimento oleorepellente per evitare che venga ricoperto, in pochissimo tempo, di impronte.

Ovviamente non si sa quando vedremo effettivamente sul mercato dispositivi dotati di questa innovativa tecnologia: potrebbe già essere il prossimo iPhone, che finalmente riguadagnerebbe un vantaggio competitivo vero rispetto ai concorrenti, o potrebbe volerci più tempo per risolvere tutti i problemi pratici e di progettazione.

Di sicuro però ne vedremo delle belle: la corsa all’innovazione tecnologica non si è affatto fermata!

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