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Domenico Sacchi

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Appassionato di Web Marketing, di motori di ricerca e strategie SEO. Lavoro come freelance offrendo consulenza a società e clienti che vogliono migliorare la loro presenza e visibilità sul web.

Non posso dire di essere un fan sfegatato di Microsoft dato che lavoro principalmente in ambiente Linux tuttavia credo ci sia sempre un atteggiamento troppo critico nei confronti di Microsoft.

E’ il prezzo di essere leader di un mercato (quello dei PC fissi) che ha visto una decrescita sostanziale a favore dei tablet.

Di fatto Microsoft e la sua gestione non proprio oculata hanno causato un grande ritardo nello sviluppo di un sistema operativo mobile degno di nota. Da anni Apple e Google avevano assorbito quasi tutta la richiesta ed il lancio di Windows 8 si è rivelato un mezzo fallimento. A mettere il dito nella piaga arrivano i dati riportati dal sito di Bloomberg che rivelano come la compagnia guidata da Ballmer è riuscita a vendere solo 400 mila unità nella sua versione Pro.

surface-pro

Meglio hanno fatto i modelli RT ma anche qui sono state vendute queste tavolette ibride non come ci sarebbe aspettato, 1 milione di pezzi il risultato. Insomma ci si aspetterebbe di più da un colosso del genere che da anni domina il settore dei sistemi operativi. Invece hanno perso tempo, molto tempo ed ora sono costretti a recuperare.

Il risultato è un discreto sistema operativo mobile che non decolla anche se i dati sulla vendita degli smartphone non sono poi così male. Meglio non scoraggiarsi comunque, anche Apple stessa sta vendendo meno delle aspettative. E cos’ mentre era stata profetizzata la fine dei tablet da 7 pollici, dalle parti di Cupertino hanno dovuto ricredersi lanciando una versione mini.

In arrivo Surface mini ?

microsoft-surface-mini

Sul web circolano già le voci di un Surface mini, si stima infatti che nel 2014 ci sarà una richiesta di oltre 400 milioni di tavolette in un mercato dominato da Android e da Apple.

E’ evidente che Ballmer e soci hanno commesso degli errori di valutazione, tuttavia la strategia commerciale è da valutare in un contesto più ampio. Staremo a vedere se attueranno una politica aggressiva costruendo qualcosa di nuovo o dovranno arrendersi allo strapotere dei concorrenti.

Il web cresce alla velocità della luce e secondo Google in Italia le nostre connessioni non sono messe poi così male come molti pensano.

Sul blog ufficiale di Google Analytics è stato pubblicato infatti qualche giorno fa uno studio che trovi qui in cui si evince come il web diventi sempre più veloce sia dai computer tradizionali (desktop) che da mobile (smartphone e tablet).

Le velocità crescono ed i tempi di caricamento delle pagine si riducono. Chi si occupa di motori di ricerca sa benissimo come oggi i tempi di caricamento incidano sul posizionamento molto più che rispetto al passato. E’ per questo che l’obiettivo di molti professionisti fra le altre cose è quello di rendere più veloce l’accesso alle pagine dei siti. Un accesso più rapido significa avere un web migliore.

L’Italia soffre però di alcuni problemi infrastrutturali di cui molti italiani si accorgono ogni giorno. Nello studio è interessante notare come lo sviluppo delle reti mobili ha reso l’accesso ad Internet molto più veloce rispetto al passato, siamo passati da reti 3G al prossimo LTE, nel nostro paese siamo ancora indietro purtroppo. Processori sempre più potenti ed architetture mobili sempre più evolute hanno permesso di realizzare browser mobili con prestazioni sempre migliori.

Dalle parti di Google la pensano diversamente, ecco infatti alcuni risultati:

web-page-load-time

L’accesso via smartphone è diventato più veloce come vediamo anche se l’accesso dai computer tradizionali rimane ancora un po’ più veloce.

Italia veloce, ma problema di coperture

In Italia a vedere i dati dello studio non siamo mai messi così male. Siamo all’undicesimo posto dopo paesi in cui ci sono stati investimenti in infrastrutture pesanti. Non siamo a livello di Giappone e Stati Uniti ma non siamo messi così male. Mi sorprende non trovare altri paesi Europei in questo rapporto.

desktop_select

I problemi sulla banda larga e le connessioni ADSL in Italia sono noti a tutti, non facciamo finta che non esistano. Molti di noi sono già fortunati se riescono ad arrivare ad una ADSL 4 Mb. In passato mi è capitato di pagare per una 20Mb per poi avere una 8Mb degradata a 4-5 per problemi sulle centraline. Non parliamo poi delle performances disastrose di alcuni server DNS di compagnie anche leader in Italia. E’ probabile che il rapporto non tenga in considerazioni i dati sulla banda.

Sto facendo riferimento a città medio grandi, se abiti in una zona isolata probabilmente l’ADSL te la sogni. La cosa brutta è che siamo talmente abituati a connessioni pietose che non ci facciamo nemmeno più tanto caso.

Investimenti sul mobile : quando arrivano dei piani Flat veri ?

Ancora a più a sorpresa l’Italia raggiunge un ragguardevole 8° posto sul mobile.

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In Italia molte compagnie investono sul mobile e dunque questo dato mi sorprende di meno anche se per vedere delle reti davvero affidabili dovremo aspettare un po’. Probabilmente è anche inutile investire se poi non si naviga davvero in maniera illimitata. Tutti i piani sono soggetti comunque a limitazioni sul volume di dati scaricati che dovrebbero essere rimosse.

Domanda : che fine ha fatto la famosa agenda digitale ?

Uno dei principali problemi per chi fa business su Twitter sui social network è quello della misurazione.

Per convincere gli investitori e le aziende che il social media marketing funziona c’è un unico modo : quello di portare dei risultati misurabili e concreti. Tutto questo non è facile anche perchè i social media sono relativamente giovani mentre in altri settori come il marketing sui motori di ricerca ci sono più dati storici e più strumenti.

Grazie a Twitter e Facebook nascono ogni giorno nuove startup che forniscono servizi più o meno gratuiti per fare una serie di cose interessanti. Oggi voglio parlare di una beta molto promettente che si chiama Twitonomy.

twitonmy

E’ un tool che permette di analizzare le statistiche di un account, basta eseguire il login direttamente con le proprie credenziali Twitter.

Dashboard

dashboard-twitonomy

Nella schermata generale troviamo una serie di dati aggregati, come le statistiche sul numero di tweet, re-tweet e citazioni oltre alla media suddivisa per giorno con informazioni anche sui nostri follower.

In alto a destra troviamo il link più interessante “Analyze a Twitter Profile” dove si può analizzare il proprio account o quello di un altro profilo.

Le statistiche

Nella schermata di analisi ci sono molte informazioni e grafici interessanti, in particolare sull’andamento storico dell’account con informazioni sugli account che abbiamo re-twittato di più o sugli hashtag più utilizzati.

Gli hashtag più utilizzati
Gli hashtag più utilizzati

Interessanti anche le suddivisioni per giorno e ora della giornata con le informazioni anche sulle piattaforme utilizzate. Tutti dati che i marketers possono analizzare per le proprie statistiche.

La distribuzione per giorno e i dati sulle piattaforme
La distribuzione per giorno e i dati sulle piattaforme

Un tool da seguire con interesse.

Enhanced by Zemanta

twitter e la social tv

La popolarità di Twitter è dovuta principalmente alla sua facilità di utilizzo : in pochi caratteri si riesce a divulgare una notizia o a renderla popolare. Tutto questo ha come precondizione il fatto di avere qualcuno che ci segue : i followers.

Ma come si aumentano i propri followers ? E sopratutto corrispondono a vere identità ?

Se lo sono chiesti alcuni ricercatori che hanno stimato che l’industria dei cosiddetti “fake” muove cifre da capogiro. Per poche decine di dollari è possibile comprare su siti stranieri falsi followers, tweet e re-tweet. E’ questione di tempo, prima o poi anche Twitter dovrà fare i conti con i falsi profili.

Ma come si riconoscono i fake followers ? Ci sono alcuni aspetti che possiamo osservare per capire di che profili parliamo, vediamone alcuni.

twitter-fake-follower

Controllare l’attività dei followers

Cosa fanno i followers di un accoun ? Se non ci sono aggiornamenti per un periodo lungo è probabile che il profilo sia falso. E’ un grosso problema come ammettono dalle parti stesse di Twitter anche perchè un utente potrebbe aver creato un profilo solo per seguire qualcuno, non necessariamente vuole avere interazione con altri utenti o proporre suoi tweet.

Controllare la “timeline” dei follower

Profili interessanti tendono a condividere, re-twittare e proporre propri aggiornamenti o link. In generale gli account non contengono il 100% degli stessi argomenti, dunque se lo stesso contenuto viene proposte più volte o si tratta sempre lo stesso argomento in maniera artificiosa è probabile che sia falso. La sequenza temporale ha dunque il suo peso.

A proposito di “engagement”

Siamo abituati a interagire sui social network attraverso post, citazioni e messaggi. Un tipico profilo “naturale” presenta questo tipo di attività. Se non c’è nient’altro ma solo aggiornamenti legati ad uno stesso sito è probabile che il profilo sia stato costruito per attività di spam.

Gli strumenti automatici di classificazione

In rete è possibile trovare alcuni strumenti online che permettono di attribuire punteggi ad un profilo Twitter. Uno di questi è ad esempio Klout (http://klout.com), un tool online che ci dice quanto è “influente” un profilo. C’è da dire che alcuni non sono proprio affidabili al 100%, tuttavia possono dare alcune indicazioni. Uno score basso può indicare profili che non sono coinvolgenti e che non hanno alcuna attività interessante.

Ovviamente questi possono solo dare delle indicazioni, verificare se un profilo ha falsi followers in maniera automatica è difficile, tuttavia è un problema che Twitter, prima o poi, si troverà costretta ad affrontare in maniera seria.

privacy facebook

La scorsa settimana è stato lanciato da Facebook un nuovo servizio. Home non è altro che un layer applicativo o “launcher” che permette di mettere in primo piano le funzionalità di Facebook su Android.

Ci viene presentato il tutto come una rivoluzionaria novità che metterà al centro l’utente e non le applicazioni come avviene sui telefoni tradizionali. Siamo lusingati da tante attenzioni, la vera novità è che Facebook vuole monetizzare il più possibile nel settore mobile in cui ancora non ha raggiunto i suoi obiettivi. Buona parte della stampa tradizionale non ha capito nemmeno che non si tratta di un telefonino ma di una versione di Android personalizzata, mi chiedo ancora come facciano a scrivere delle simili sciocchezze.

facebook-home

Ma veniamo alla questione privacy. Dite la verità, quanti di voi leggono le condizioni d’uso nel momento in cui sottoscrivono un servizio o si iscrivono ad un nuovo sito ? Pochissimi, meno del 10% se non peggio. Eppure il lancio di Home ha fatto storcere il naso a molti che tirano in ballo i soliti problemi sulla privacy.

Per tenere buoni tutti qualche giorno fa è arrivata la risposta ufficiale di Facebook  riguardo alla questione privacy.

privacy facebook

In particolare vengono elencate una serie di FAQ a cui viene data una risposta in particolare:

  • Quali informazioni Home colleziona
  • Le informazioni legate ai servizi di localizzazione e la possibilità di disattivarli
  • Come sapere quali sono i nostri dati posseduti da Facebook

La cosa che sorprende parlando anche con alcuni utenti è la meraviglia nel sapere che Facebook conosce i luoghi dove siamo stati, le nostre amicizie, cosa ci piace, cosa fanno i nostri figli e così via.

E così, dopo che si passano tante ore della giornata a pubblicare di tutto, dalle foto dei minori ai singoli spostamenti fino ad arrivare a quello che si sta mangiando in tempo reale, fa sorridere che qualcuno ancora sia preoccupato della privacy.

Ma le leggete le condizioni d’uso ? Una soluzione a tutto c’è : cancellare il proprio account. Altrimenti fate più attenzione a cosa pubblicate senza crocifiggere la rete inutilmente con i vostri vaneggiamenti personali.

Dalle applicazioni in primo piano ai “contenuti”, ecco la nuova casa di Facebook.

Non è né un telefonino nuovo né un sistema operativo. Chi si aspettava una novità da Facebook non sarà rimasto deluso o forse si. E’ stato presentato poche ore fa alla stampa Facebook “Home” una versione personalizzata di Android confezionata per Facebook che verrà rilasciata presto su alcuni smartphone di vari produttori.

Un nuovo “strato” applicativo

facebook-layer

Si tratta essenzialmente di un nuovo “layer”, una nuova esperienza di home screen che sposta l’attenzione dalle applicazioni in primo piano ai contenuti. Se eravamo abituati a schermate piene di applicazioni sui nostri smartphone Facebook “home” porta al centro l’utente ed i contenuti che produce.

Grande spazio viene dato alla messaggistica ed alle notifiche. Le conversazioni così come tutta la presentazione ricordano un po’ le conversazioni di iPhone. In ogni caso Home supporta sia i messaggi privati di Facebook che gli SMS.

Dopo il nuovo feed lanciato nelle settimane scorse il nuovo layer avrà il feed nela schermata iniziale e con pochi gesti si potrà navigare agevolmente tra aggiornamenti e messaggi con una semplice strisciata.

facebook-home

Le applicazioni vengono “nascoste” ma è possibile comunque accedervi.

HTC first il primo a supportare Home dal 12 Aprile

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Dopo Zuckerberg è la volta del CEO di HTC che annuncia l’HTC first, il primo cellulare con Facebook Home preinstallato in vendita dal 12 Aprile. Già ora è possibile preordinarlo ad un costo che appare molto competitivo, 99 dollari ed un contratto di 2 anni.

Ma c’è di più. Facebook Home si potrà scaricare da Play Store come applicazione separata.

 

I nostri cellulari sono incentrati sulle applicazioni, Zuckerberg vuole “capovolgere” la situazione mettendo al centro le persone e sopratutto i ricavi di Facebook che per ora sono ancora carenti nel comparto mobile.

Enhanced by Zemanta

Ancora poche ore e domani sapremo finalmente se ci sarà l’attesissimo Smartphone targato Facebook.

Come per ogni nuovo prodotto o servizio Zuckerberg ha invitato la stampa ad un nuovo evento che si terrà il 4 Aprile presso il quartier generale

facebook-event-april2013-android-home

L’invito dice “Come see our new home on Android”, un messaggio che potrebbe voler dire tutto o niente. Ed in rete circolano già le prime immagini di un famigerato telefonino targato Facebook legato ad un hardware prodotto da HTC con un Android più leggero dedicato quasi esclusivamente al social più famoso del mondo.

Per fare un telefonino marchiato davvero Facebook servirebbe altro. Magari un sistema operativo prodotto dalla stessa Facebook con un hardware prodotto dal social di Mark Zuckerberg. Ma come sappiamo solo Apple e Google per il momento possono permettersi di sviluppare prodotti simili. Il tutto richiede tempo e grandi sforzi produttivi, per ora è presto e non penso neanche che siano interessati ad una cosa del genere.

Quello che è certo è che un po’ tutti provano a fare cassa come possono. La strada da seguire è la stessa. Non basta più puntare sui servizi, ci vogliono anche dei prodotti. E’ una strategia rischiosa che non è detto abbia successo, tanti in passato hanno fallito.

Dalle parti di Menlo Park hanno più volte smentito come per altre notizie. Ma il problema è sempre lo stesso. Non fanno soldi abbastanza.

E così Facebook “rivede” un po’ le sue strategie puntando sulla mobilità, una strada che potrebbe rivelarsi vincente. D’altra parte quando leggiamo i dati sull’utilizzo della rete ci accorgiamo che l’accesso da desktop si sta riducendo a favore del mobile che un po’ per moda, un po’ per facilità d’uso prende piede sempre di più in tutto il mondo.

Mentre si attende la risposta di Apple che pare abbia in cassaforte altri due prodotti approvati in passato da Steve Jobs non ci resta che attendere domani per scoprire quale sarà la nuova casa di Facebook.

Dopo Nexus Google, secondo alcune indiscrezioni, starebbe pianificando di lanciare il suo Motorola X Phone come primo dispositivo di una lunga serie di smartphone che potrebbero essere personalizzabili in termini di hardware e dovrebbero montare un Android più evoluto.

Ed il web si scatena con nuovi rendering del dispositivo con supposizioni su probabili caratteristiche tecniche. Alcuni parlano di metà maggio 2013 come lancio ufficiale, altri invece lo spostano più in là all’inzio dell’estate.

Ecco come potrebbe essere il nuovo telefonino by Google:

motorola-xphone-render

Come per gli altri colossi della tecnologia le voci si rincorrono anche se non trovano alcuna conferma. Il display dovrebbe essere più grande di circa 4,7 pollici ed il processore dovrebbe essere il famigerato Snapdragon 800. Speriamo che facciano qualcosa per le batterie perchè le applicazioni cominciano a “mangiare” davvero troppe risorse.

Anche il sistema operativo dovrebbe essere un più collaudato Android in versione 4.2 più che l’attesissima versione 5. Per il lancio Google che deve evitare di ripetere gli errori commessi con il Nexus potrebbe rilasciare il suo telefonino già predisposto per il futuro aggiornamento.

In realtà il sogno di Google è un po’ di diventare come la Apple ovvero produrre Hardware e sistema operativo senza legarsi a specifici vendor. Dopo le prove tecniche di monopolio a cui siamo abituati chissà che non si riesca a svincolare da altri giganti dell’hardware.

Per ora è troppo presto per dirlo, di certo l’acquisizione di Motorola non è avvenuta per caso

google+

Google Plus è molto di più di un social network, ormai l’avranno capito tutti dato che vengono introdotte sempre di più nuove funzionalità. Il settore delle immagini è molto caldo in questo periodo e tutti hanno capito che si può fare business anche con le foto. La dimostrazione è arrivata da Instagram che lo scorso anno fu acquisita a colpi di milioni di dollari da Facebook e dai dispetti tra questa e Twitter stessa che ha provato ad introdurre i propri filtri fotografici.

Dalle parti di Google non sono stati a guardare e hanno capito che dovevano fare anche loro qualcosa. E così proprio ieri è arrivata sul blog ufficiale la notizia di una nuova versione dell’applicazione mobile per android e ios che porta in dote alcuni miglioramenti. Vediamo quali.

Filtri fotografici

Quando si condivide ora una foto è possibile applicare dei filtri fotografici prima del post:

  • regolazione della saturazione e del contrasto con semplici gestures
  • confronto con la foto originale
  • filtri drama e retrolux
Nuovi filtri fotografici per Google +
Nuovi filtri fotografici per Google +

Per funzioni più avanzate si può scaricare Snapseed per avere ulteriori filtri aggiuntivi. Google insomma strizza l’occhio anche ai fotografic professionisti con una sua collezione Nik Collection che può essere provata per 15 giorni o acquistata (altro business per Google ? )

Non per niente Instagram ha fatto la sua fortuna con il mobile, dunque questa novità è dedicata ad utenti mobile.

Gif animate

Come annunciato sul profilo ufficiale Google+ ora è possibile inserire immagini animate nel proprio profilo. La novità è frutto delle recenti acquisizioni che hanno portato ad introdurre significative modifiche “visuali”.

Post : cosa cambia

Altra novità è dedicata agli utenti Android, sopratutto per regolare il flusso dei messaggi che spesso fanno scrollare l’utente e perdere tempo. Non a caso ieri Yahoo ha acquistato Summly , una applicazione che consente di fare un “summarize” delle news in modo più “compatto”.

Le novità per i post
Le novità per i post

Quello che si può fare :

  • più testo in commenti e messaggi
  • allegare video, foto, link in modo più rapido
  • anteprime immagini complete senza cropping
  • facilità di condivisione +1 e share
  • visualizzare comodamente ed inline scorrendo gli album fotografici

Comunità

Dopo le novità sulle schede e sulle foto di anteprima rese più grandi di cui si è parlato in questo post sono state migliorate le community molto apprezzate dagli utenti di Google.

La gestione delle Community in mobilità
La gestione delle Community in mobilità

In particolare è possibile sempre da tablet e smartphone:

  • moderare meglio la comunità sia nei contenuti che per gli utenti
  • regolare il flusso dei messaggi
  • invitare persone ad iscriversi e condividere contenuti con la comunità

Mappe e luoghi

La condivisione di mappe e luoghi è stata migliorata. Possiamo decidere ora se mostrare la posizione corrente sul profilo o renderla privata.

La condivisione dei luoghi con cerchie personalizzate
La condivisione dei luoghi con cerchie personalizzate

Sotto la foto del profilo sarà mostrata la posizione corrente che potrà essere condivisa con cerchie specifiche. Chiaro l’intento di competere ancora di più con servizi come Foursquare.

Insomma Google+ non vuole essere etichettato come comunità dedicata ai professionisti del web ma prova ad aprirsi ad una utenza meno “business”. Ci riuscirà ?

Summly

Molti la danno per spacciata, almeno nel settore della ricerca web. Stiamo parlando di Yahoo, storico portale che negli ultimi anni si sta evolvendo sempre di più.

Con l’arrivo della Mayer la compagnia sta facendo molte operazioni. Dopo il layout rinnovato ed una integrazione più stretta con i social network è arrivata la notizia di un’altra acquisizione.

Yahoo sta infatti rilevando una Summly una applicazione progettata da dei teenager britannici che consente di cercare e condividere in pochi gesti su smartphone news ed informazioni.

Summly
Summly

Sul blog ufficiale è apparsa oggi la notizia dell’acquisto di questa applicazione sviluppata niente meno da un ragazzino che all’epoca aveva 15 anni. Oggi il fortunato 17enne in soli due anni venderà la propria applicazione che aggrega contenuti come le più celebri applicazioni Flipboard ed altre e le mostra attraverso dei sommari per circa 30 milioni di dollari,

Per capire cosa fa Summly vi rimandiamo a questo video esplicativo:

Summly è in grado di estrarre contenuto rilevante sfruttando degli algoritmi genetici e presentare all’utente un riassunto da poter condividere facilmente in rete.

Insomma anche Yahoo si muove. Una storia interessante che dimostra come sul web le cose cambiano alla velocità della luce. Probabilmente ci vorrebbe un po’ più di fiducia verso i progetti italiani che credo non siano da meno rispetto a quelli stranieri.

Forse il problema italiano è che c’è troppa gente che analizza e sviscera e pochissima che “crea”. Anche voi, con un po’ di passione e fortuna potreste creare una vostra applicazione da rivendere magari a qualche gigante del web.

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