Roaming è rischio di rinvio per gli operatori minori

Roaming è rischio di rinvio per gli operatori minori

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La questione del roaming sembrava data per scontata e i cittadini europei impegnati nei viaggi avevano già tirato un bel respiro di sollievo, preparandosi a non fare più i salti mortali per telefonare o inviare messaggi in Unione Europea e a dare il benvenuto a una civilizzata tariffa base senza l’odiato roaming. Così non sembra però essere.

Il direttore della Dg Connect della Commissione Ue Roberto Viola ha infatti chiarito che, per quanto riguarda le compagnie telefoniche più importanti, quindi Tim, Vodafone e Wind3 il rinvio è poco probabile, mentre per gli operatori minori potrebbe essere messa in atto la deroga stabilita dalle linee guida Berec.

Si tratta di una notizia poco cara a una novità molto attesa dai consumatori ma, in linea di massima, dal 15 giugno del 2017 i consumatori non pagheranno più l’odiato costo aggiuntivo quando effettueranno chiamate, invieranno messaggi o navigheranno in rete con i propri device. Le eccezioni alla regola potrebbero quindi essere minoritarie e potrebbero chiedere 12 mesi per portare tutte le compagnie al felice adeguamento. La deroga interesserebbe infatti solo le compagnie che mostrerebbero perdite complessive del tre per cento dall’eliminazione del roaming gratuito al proprio piano tariffario. La valutazione nel mercato italiano spetta ora all’Agcom e i dati dimostrano che la deroga difficilmente interesserà i big della telefonia. A ciò si aggiunge che la situazione italiana si dimostra molto bilanciata in termini di traffico e che gli italiani, per loro natura, viaggiano gran poco. La media è di 8 giorni pro-capite, quindi l’impatto complessivo sugli operatori sarà davvero molto basso. Gli operatori più a rischio sono infatti, quelli attivi dove la popolazione si muove molto, in primis quelli che lavorano nelle penisole scandinave, che mostrano una grande quota di viaggiatori.

A conti fatti, il roaming gratuito verrebbe quindi erogato solo per gli operatori che ci rimetterebbero troppo dalla manovra e solo dopo un’attenta valutazione di Agcom.

I consumatori possono quindi ritenersi sicuri?

Gli esperti tentennano, perché la situazione non è ancora stata definita. La deroga Berec serve a proteggere i piccoli operatori, soprattutto quelli che lavorano virtualmente che non sarebbero pronti ad offrire la gratuità del roaming. Chi si avvale di offerte virtuali e molto economiche potrebbe quindi rimetterci se si trova a viaggiare in Unione Europea rispetto a chi si affida ai big della telefonia internazionale. Al termine del mese di maggio scadrà, in ogni caso, il tempo utile per chiedere la deroga, quindi la situazione si proporrà decisamente più definita. Resta quindi un po’ di amaro n bocca per una manovra che era stata pubblicizzata e data per scontata da tutti, ma che dovrà forse attendere ancora un pochino per concretizzarsi in una conveniente realtà per le comunicazioni del Vecchio Continente.

Il tutto si lega, infatti, a una situazione di concetto, ovvero l’Unione Europea ha certamente deciso di togliere i costi del roaming ma ha lasciato i costi all’ingrosso, ovvero quelli che l’operatore affronta quando il suo utente si reca all’estero. La situazione ha quindi una natura simmetrica e può pesare sulle società piccine e che non hanno l’ampio respiro per affrontare questo sgravio per i loro consumatori.

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