Come funziona Bixby, il nuovo assistente vocale per smartphone Samsung

Come funziona Bixby, il nuovo assistente vocale per smartphone Samsung

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Dopo tante indiscrezioni, e la delusione di non averlo “toccato con mano” al recente Mobile World Congress di Barcellona, Samsung ha finalmente rotto gli indugi e ha annunciato ufficialmente il varo del proprio nuovo assistente virtuale Bixby, l’equivalente coreano di Siri, Cortana, Alexa e Google Assistant. Tuttavia, forse chiamarlo “equivalente” è riduttivo, almeno secondo quanto ambisce a ritenere Samsung, ben fiduciosa di poter conquistare un ruolo di massimo rilievo nella competizione accesa all’interno del settore dell’intelligenza artificiale (o, per lo meno, dei supporti smart), sul fronte degli smartphone.

Bixby, il futuro di Samsung inizia ora

Stando alle informazioni finora diffuse, e a qualche deduzione conseguente, il primo dispositivo che dovrebbe inglobare Bixby sarà il nuovo Galaxy S8 e il proprio fratello S8 Plus: smartphone che faranno da apripista a una nuova epoca nelle interazioni con i device Samsung, visto e considerato che sembra che la società sudcoreana voglia utilizzare Bixby come trampolino di lancio per poter arricchire, sotto il profilo tecnico, non solamente i telefonini che verranno, bensì anche tutti gli elettrodomestici che Samsung ha già in portafoglio, e che nel prossimo futuro verranno dotati con nuove competenze di interazione con l’utente, al fine di fornire un’esperienza di fruizione dell’intelligenza digitale sempre più coinvolgente. Bixby viene infatti presentato come un’interfaccia dotata di modalità di apprendimento automatico, più evoluta rispetto alle attuali, e in grado di poter sviluppare via via un’interazione più completa, maggiormente capace di interpretare la volontà degli utenti senza dover necessariamente “passare” mediante parole chiave, e in grado di analizzare autonomamente il contesto in cui opera.

Le caratteristiche di Bixby

In attesa di poter comprendere con una prova live quali sono le potenzialità di Bixby, non possiamo che affidarci con atto di fede a quanto spiegato in una nota aziendale, nella quale viene precisato che il software intelligente sarà in grado di eseguire “qualsiasi” tipo di operazione, supportata da “qualsiasi” applicazione in modalità tradizionale, mediante la normale interfaccia di comunicazione con l’utente. A nostro giudizio, le premesse sono fin troppo allettanti per poter essere… totalmente vere. Se infatti così fosse, si tratterebbe di un passo in avanti enorme rispetto all’attuale generazione di attuali assistenti vocali, i cui comandi sono limitati a delle funzioni dei diversi applicativi.

In aggiunta a quanto sopra, come peraltro brevemente predetto qualche riga fa, Bixby sarà in grado di condurre una nuova evoluzione nella comprensività, considerando che riuscirà a recepire – ma bisognerà comprendere fino a quali limiti – anche eventuali comandi parziali o incompleti forniti dall’utente, aggirando l’ostacolo legato alla necessità di interfacciarsi con parole e frasi standard che gli attuali assistenti utilizzano per poter riconoscere la volontà dell’utente di compiere e far compiere specifiche azioni.

Bixby diverrà il nuovo vantaggio competitivo degli smartphone Samsung?

Con un simile carico di auspici, Bixby arriverà sul mercato con tanti punti interrogativi ma – contemporaneamente – anche con grande ottimismo. Se infatti Bixby manterrà le promesse, potrebbe realmente costituire un plus di grande valore, in grado di elevare i nuovi smartphone top di gamma rispetto ai rivali di Apple, Huawei, ecc. Peraltro, come se quanto sopra non fosse già sufficiente, l’obiettivo ultimo del colosso coreano è quello di arricchire e integrare via via l’esperienza di utilizzo di questa tecnologia con nuove applicazioni che si aggiungeranno a quelle già preinstallate sull’apparecchio. E per questo motivo verrà presto rilasciato un apposito tool che aiuterà gli sviluppatori di terze parti a rendere compatibili le loro app con Bixby.

Tutto bene, dunque? Quasi: rimangono ancora inesplorate alcune questioni fondamentali, come la disponibilità di Bixby in lingua italiana, e la capacità di Bixby di costituire il “differenziale” di preferenza concorrenziale che aiuterà Samsung a vendere più e meglio i propri nuovi top di gamma?

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