Jay Z lancia TIDAL, un nuovo servizio di streaming tutto nuovo

Jay Z lancia TIDAL, un nuovo servizio di streaming tutto nuovo

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Le startup passate di Will.i.am, 50 Cent e Justin Bieber sono senza dubbio un esempio. Questi sono solo alcuni esempi di artisti, che hanno fallito nel mondo delle startup.

Quello che ha fatto Jay Z nella giornata di ieri, è stato quello di riunire i suoi più grandi amici, tra cui Kanye West, Madonna, Chris Martin e moltissimi altri, per presentare TIDAL, quello che tutti pensano possa essere l’anti-Spotify. In realtà non è assolutamente così.

Tuttavia, i dubbi che gran parte degli attuali utenti di Spotify, oppure di Beats Music possano passare a Tidal, sono ancora molti. Inoltre, il prezzo per l’abbonamento che Jay Z ha chiesto ai suoi potenziali utenti, è all’incirca il doppio di quello che Spotify offre.

Sopratutto, una schiera di artisti multimilionari, che creano una piattaforma molto costosa che garantirà ottimi guadagni per loro, non è certamente un “regalo” per tutti i fans. Anzi, sembrerebbe che i ricchi, vogliano diventare sempre più ricchi. Ma vediamo nel dettaglio i costi di TIDAL:

Con Tidal è possibile ascoltare su iOS e Android, oppure tramite una Web App, al prezzo di 19.99 dollari/mese.

Il prezzo è senza dubbio molto superiore all’offerta di Spotify, che con un abbonamento di 0,99 per tre mesi, e una volta scaduti i 3 mesi, si dovrà pagare soltanto 9,99 al mese.

Tidal è assolutamente inadeguato per la clientela italia

In Italia, si sa, siamo tutti un po’ indietro, e considerando che quasi nessuno ha ancora la tecnologia ad alta velocità LTE, che è comunque lenta per lo streaming audio ad alta qualità (e quindi pesante) di TIDAL, che è lento anche da 4G e consuma gigabyte e gigabyte di memoria.

Forse buono solo per gli Audiofili

TIDAL potrebbe diventare un prodotto di nicchia, ottimo per gli audiofili. Spotify può quindi tranquillizzarsi, e ritornare sugli allori, nessuno riuscirà a scalzare il sistema di streaming che offre anche una versione desktop e mobile completamente gratuita.

In un articolo comparso su Time.com, il CEO di Spotify Daniel Ek, ha affermato che dal 2008 al 2014 sono stati pagati ben 2 miliardi alle etichette discografico, metà dei quali soltanto nel 2014.

Taylor Swift, che fece scalpore rimuovendo tutti i suoi brani da Spotify, nel 2014 guadagnò ben 2 milioni di dollari da tutte le sue canzoni su Spotify.

Tornando a Tidal, il sito dice che ci sono già 25 milioni di brani e 75 mila video musicali. Sono compresi artisti come Rihanna, Madonna e i Rolling Stones, e anche qualcosa di Taylor Swift.

Le parole di Jay Z, leader di Tidal, sono state queste: “Questa è la cosa che tutti volevano e che tutti temevano. Se questi artisti possono sedersi in una stanza tutti insieme, il gioco cambia per sempre. Ed è successo proprio oggi.”

Avrà ragione Jay Z, oppure TIDAL è destinato ad essere l’ennesimo flop dell’ennesima superstar, incapace di tirar su una startup? Vedremo, ma sicuramente TIDAL non è partito con il piede giusto.

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