Promuovevano l’antisemitismo via web: condannati

Promuovevano l’antisemitismo via web: condannati

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stormfront neonazista

Il tribunale di Roma ha condannato 4 militanti neo-nazisti, accusati di aver diffuso attraverso il sito web Stormfront, propaganda antisemita, incitamento all’odio etnico e alla discriminazione.

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Il logo del sito neonazista Stormfront, i cui moderatori italiani sono stati condannati dalla magistratura

Il sito ha operato per anni e spesso è salito agli onori della cronaca per operazioni davvero al di là dei limiti della legalità: ad esempio è famoso per aver pubblicato una lista di proscrizione per docenti universitari di origine ebraica o comunque vicini alle posizioni di Israele.

Ha fatto bene, dunque, la magistratura ha sanzionare pesantemente i gestori del sito stesso visto che migliaia e migliaia di ragazzi, magari molto influenzabili, hanno potuto leggere  per anni proclami deliranti e incitamento all’odio.

Le sentenze sono state abbastanza pesanti, superiori ai 2 anni da scontare agli arresti domiciliari  e hanno colpito i moderatori della sezione italiana del forum, che è disponibile in effetti anche in altre lingue. E il gup ha previsto anche un risarcimento pecuniario per Roberto Saviano, violentemente attaccato dalle pagine del forum.

Il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici ha commentato:

Siamo soddisfatti per la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Roma. Una decisione esemplare che segna un punto importante nella lotta all’odio razziale. Oggi il pericolo della diffusione tramite la rete di ideologie xenofobe, antisemite e razziste è una piaga che non può lasciarci indifferenti e abbiamo il dovere di combatterla.

Non possiamo che sottoscrivere queste parole. Tuttavia rimane una grande, immensa perplessità riguardo ai tempi della giustizia italiana e soprattutto al suo immenso grado di discrezionalità. Se invece di incitamento razziale si fosse trattato, giusto per fare un esempio, di promozioni di casino online non autorizzato da AAMS, il sito in questione sarebbe stato bloccato immediatamente,  nel giro di poche ore.

Invece ci sono voluti anni per arrivare a questa prima sentenza, anni in cui i vaneggiamenti e soprattutto le iniziative deliranti di questo gruppo neonazista sono finite sistematicamente sui giornali e hanno suscitato quasi unanime condanna.

Evidentemente l’interesse per la protezione degli interessi economici dei soliti noti è molto più forterispetto alla protezione dei valori della convinvenza civile che dovrebbero caratterizzare la nostra società.

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