Mario Monti sale su Facebook

Mario Monti sale su Facebook

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mario monti Facebook

Dopo aver annunciato la sua salita in politica via Twitter, Mario Monti sale anche su Facebook, con un profilo ben curato e sicuramente commissionato ad un’agenzia che sa lavorare bene. Dopo tutto dopo l’esperienza di Beppe Grillo, che deve gran parte del suo successo al sapiente burattinaio Casaleggio, tutti i politici italiani stanno apprendendo l’importanza di essere social e di farlo nel modo giusto.

mario monti Facebook

Dal profilo del senatore Monti apprendiamo alcune informazioni carattere privato: è sposato da più di 40 anni con la moglie Elsa (magari qualcuno potrà fare il confronto con chi lo ha preceduto a Palazzo Chigi, ma non qui), ha due figli e quattro nipote.

Scopriamo anche i gusti musicali (Mina e Domenico Modugno) e letterari del Presidente. Insomma, una piccola incursione nella sua vita privata, accompagnata da una propaganda politica fatta in modo, devo dire, piuttosto ingenuo.

E i commenti non sono moderati o almeno non lo sono in tempo reale. Quindi è possibile leggere perle di saggezza come questa:

Come si fa a votare una persona che ha massacrato la gente senza toccare banche, chiesa e casta politica?!?L’egregio sig. Monti nn si candida neanche in prima persona x nn rinunciare alla poltrona di senatore a vita.E bisognerebbe credere a un tale ipocrita???

E questo ci fa capire il rischio che si corre utilizzando i social in politica: la gente parla, esprime i suoi giudizi positivi o negativi che siano. E un politico che ha messo, purtroppo, le mani nelle tasche degli italiani deve aspettarsi una grande mole di commenti negativi.

Come rispondere a questi commenti?

Quando si parla di marketing tradizionale, la teoria insegna che bisognerebbe dialogare con il cliente o potenziale cliente scontento. Ma quando si tratta di politica tutto è più complesso, visto che di solito che si lamenta è spinto dall’ideologia o, ancora peggio, dal fatto di aver dovuto pagare delle tasse  molto elevate.

La soluzione giusta ce l’ha, come sempre, Beppe Grillo, la cui macchina di repressione del dissenso, anche interno, è davvero oliatissima. Ma non tutti hanno Casaleggio come consulente, e si vede…

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