Internet: democrazia diretta, tecnodittatura o bar sport globalizzato?

Internet: democrazia diretta, tecnodittatura o bar sport globalizzato?

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franco marini

L’Italia sta vivendo dei convulsi momenti: una classe politica assolutamente incapace non solo di governare ma probabilmente anche di rendersi conto di quale sia lo stato del paese reala sta trascinando tutti nel baratro. I cittadini comuni, invece, conoscono bene la situazione. Loro devono fare la spesa tutti  i giorni e non hanno indennità o rimborsi spese. Devono camminare per le strade sempre più insicure e non hanno la scorta. Devono pagare tasse sempre più alte e non hanno alcuna certezza di mantenere il proprio lavoro o, ancora peggio, il loro reddito se sono lavoratori autonomi o imprenditori.

E i cittadini esasperati vanno su internet, su Facebook, su Twitter, sui blog come quelli di Beppe Grillo e dei suoi tanti epigoni e seguaci per testimoniare la loro rabbia e frustrazione.

Alcuni hanno parlato di democrazia diretta, altri di tecnodittatura, altri ancora semlicemente di bar sport tecnologico. In effetti l’ultima definizione calza a pennello per la stragrande maggioranza dei discorsi di politica che si fanno su Facebook: zero approfondimento, di solito anzi si passa direttamente all’insulto contro tutta la classe politica.

Ma ci sono anche dei momenti in cui il sogno della democrazia sembra farsi realtà: pensiamo ad esempio alla grande mobilitazione di centinaia di migliaia di aderenti al Partito Democratico che hanno bloccato il tentativo di inciucio orchestrato da Silvio Berlusconi e incassata da Bersani che avrebbe portato Marini sul colle più alto. In questo caso centinaia di migliaia di cittadini si sono fatti sentire e sono riusciti a fare la voce così grossa gli stessi grandi elettori del Partito si sono spaventati e hanno dovuto fare marcia indietro. In questo caso non c’è stata una piattaforma di voto elettronico, semplicemente la Rete ha fatto da megafono, da piazza virtuale, per un intero popolo che proprio non capiva i propri dirigenti.

franco marini

 

L’inciucio che avrebbe portato all’elezione al Quirinale di Franco Marini è fallito per la sollevazione on line del Popolo Democratico

Ci sono poi i casi in cui si utilizza una piattaforma centralizzata che dovrebbe consentire una democrazia diretta compiuta. Pensiamo al commovente tentativo di Fare per fermare il Declino che sta cercando di rinascere dopo le deliranti bugie a ripetizione del fondatore Giannino. E pensiamo anche all’esempio più famoso, il Movimento 5 Stelle che ha organizzato proprio sul web le primarie per designare il proprio candidato al Quirinale, le cossiddette Quirinarie.

E’ evidente che in questo caso i dubbi sulla regolarità della consultazione sono più che legittimi. Per prima cosa hanno potuto votare davvero in pochi. In secondo luogo, la consultazione è stata annullata per una prima volta con il sospetto di un attacco hacker. Come è possibile che l’occhiutissimo team di Casaleggio si sia fatto sorprendere da un attacco? Probabilmente le consultazioni non stavano andando come Casaleggio aveva deciso e dunque ha deciso di ripeterle. Insomma, più che democrazia diretta nel movimento 5 Stelle vige la volontà dell’ennesimo Uomo della Provvidenza che dovrebbe risolvere i problemi dell’Italia. Peccato che tutti gli appartenenti a questa categoria (da Benito Mussolini a Silvio Berlusconi) di solito i problemi del Paese li hanno peggiorati (e di molto), non risolti.

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