Graph Search di Facebook: come funziona e cosa cambia nel mondo di...

Graph Search di Facebook: come funziona e cosa cambia nel mondo di internet

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Mark Zuckerberg spiega il graph search

Ieri, alle 19 italiane, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha illustrato al mondo intero quella che per il management del social network è una grande innovazine, il graph search. La conferenza stampa di ieri era attesa da tempo ed è stata seguita in diretta da moltissimi analisti ed esperti di nuove tecnologie.

Mark Zuckerberg spiega il graph search

Mark Zuckerberg spiega il graph search

Anche io ho seguito, ovviamente, l’evento in diretta e devo ammettere che la mia prima impressione è stata la delusione. Se avessi scritto ieri sera questo articolo probabilmente avrebbe avuto un tono diverso e un titolo diverso. Tuttavia ho deciso di aspettare e riflettere prima di scrivere e il mio giudizio è migliorato.

Non che avessi delle riserve a riguardo della graph search, il fatto è che io, come tanti altri in effetti, mi aspettavo una rivoluzionaria sfida a Google, per combattere un monopolio che sta stritolando il business della pubblicità online, almeno per i piccoli publisher indipendenti. Da qui è nato un sentimento di delusione, ma la colpa non è senza dubbio di Facebook.

Fatta questa premessa, che ritengo doverosa, passiamo ad analizzare quella che è, effettivamente, una grande innovazione capace di offrire un servizio migliore agli utenti di Facebook.

L’esigenza che il Graph Search risolve

Facebook è cresciuto in modo esponenziale, in pochi anni ha abbondantemente superato il miliardo di utenti (attualmente sarebbero 1,2 miliardi per la precisione). Ognuno di questi utenti ha generato connessioni, ha espresso il suo apprezzamento per luoghi, ristoranti, canzoni, film, ha pubblicato informazioni personali riguardo alla sua vita.

Utilizzando una terminologia tipicamente informatica, possiamo definire i dati gestiti da Facebook come un immenso grafo. Un grafo è una struttura di dati in cui sono presenti dei nodi (ad esempio gli iscritti a Facebook) e delle connessioni  tra i nodi (ad esempio le relazioni di amicizia tra gli utenti).

Ogni utente di Facebook ha una visione ristretta di questo grafo: per ragioni di privacy ha la visione solo di quella porzione composta dai suoi amici e dalle informazioni pubbliche. Ora in questo grafo (ristretto per ragioni di privacy abbiamo detto) è possibile da sempre navigare, cioè consultare i profili degli iscritti, le loro preferenze, ecc…

Ma non esisteva almeno fino ad oggi, un modo per fare interrogazioni e ricerche di carattere generale.

Per fare un esempio che ha fatto lo stesso Zuckerberg durante la conferenza stampa, supponiamo di voler conoscere tutti gli amici dei miei amici che vivono in California e provengono dall’India.

Come potremmo fare a costruire questo elenco?

Dovremmo consultare ad uno ad uno i profili dei nostri amici, annotando tutti i rispettivi amici dei nostri contatti. Poi dovremmo scorrere questo elenco, consultando le informazioni di provenienza e di residenza. Ovviamente solo se sono disponibili per noi queste informazioni secondo le impostazioni della privacy di tutti gli utenti connessi alla ricerca.

E’ evidente che è un processo lunghissimo, praticamente impossibile da svolgere a mano. Ebbene, è questa l’esigenza che il graph search risolve: consente di cercare in maniera rapida, efficiente e strutturata informazioni nel grafo delle connessioni di Facebook.

Come funziona il graph search

Slide che spiega il graph search

Slide della presentazione ufficiale che illustra le limitazioni della prima versione del graph search

Per prima cosa è necessario dire che non si tratta di ricerca sul web, ma di una ricerca interna al grafo delle connessioni di Facebook. Nella prima versione sarà possibile focalizzarsi solo su alcuni elementi:

  • persone
  • luoghi
  • foto
  • giochi
  • musica
  • ristoranti

Tramite un’interfaccia abbastanza semplice, sarà possibile estrarre informazioni dal grafo delle nostre connessioni su Facebook. Ad esempio potremmo pensare di chiedere a Facebook di farci un elenco di tutti i ristoranti di Milano che sono piaciuti ai nostri amici.

Possiamo definire questo tipo di ricerca come social search perché ci consente di cercare tra le informazioni prodotte e diffuse dai nostri contatti.

Il sistema, dal punto di vista informatico, è complesso visto la grandissima mole di dati che il social network deve gestire: questo giustifica sicuramente l’orgoglio che Zuckerberg e i suoi amici hanno esibito durante la presentazione.

Prossimi sviluppi

Siamo ancora in fase beta ( è possibile fare richiesta per partecipare al test qui) ma si nota subito una mancanza: il mobile. La prima versione, infatti, non sarà rilasciata anche per i dispisitivi mobili, si aspetta di rendere il sistema stabile prima di renderlo accessibile. Una scelta progettuale legittima, non c’è che dire, ma probabilmente mette il dito nella piaga del mobile, da sempre bestia nera di Facebook soprattutto per la mancata monetizzazione.

Lo sviluppo più interessante è l’open graph: visto che Facebook di fatto rappresenta una finesta aperta sul mondo di internet, che praticamente qualunque risorsa presente su internet è linkata o giudicata su Facebook, potrebbe essere interessante effettuare una ricerca social tra tutte queste risorse. Ed è lo sviluppo finale a cui si tende, ma come ha detto Zuckerberg ci vorranno anni per arrivare a questo.

Il cammino, ovviamente, prevede una maggiore integrazione con Bing: ogni qual volta Facebook non sarà in grado di trovare una risposta, sarà il motore di ricerca di casa Microsoft a entrare in gioco.

 Conseguenze per gli utenti

Devo ammettere subito che gli utenti avranno un’esperienza migliore, su questo non ci sono dubbi. Avranno la possibilità di trovare informazioni utili su questioni anche pratiche (ad esempio i ristoranti già nella prima versione) sfruttando i giudizi espressi dai propri contatti. Immagino, per inciso, che uno degli usi che maggiormente si farà delle nuove funzionalità sarà esplorare, per pura curiosità, i profili di moltissime persone. Ma sappiamo già che l’uso di Facebook è, in gran parte, ancora ludico, se vogliamo utilizzare questa parola…

Conseguenze sul business di Facebook: l’occupazione delle nicchie

Mark Zuckerberg sorride soddisfatto

Mark Zuckerberg sorride soddisfatto

Ieri è stato ripetuto più e più volte che non si tratta assolutamente di un sistema che può o vuole fare concorrenza a Google, almeno per i prossimi anni. Probabilmente ieri a Mountain View sono state stappate bottiglie di champagne.

Tuttavia Facebook si è dotato di uno strumento estremamente potente che consentirà al social network di occupare delle nicchie molto interessanti e profittevoli dal punto di vista economico.

Un esempio che è stato fatto ieri è stato il recruitment: già oggi le aziende tendono ad assumere persone conosciute dai loro stessi dipendenti. Ebbene, da domani sarà possibile ricercare tra i contatti dei propri dipendenti coloro che hanno gli skill giusti per la posizione lavorativa da coprire. E visto che Facebook offre la possibilità di inserire una gamma pressocchè infinita di informazioni, corredate da foto e filmati, sarà possibile conoscere tutto di un candidato anche prima del colloquio.

E’ evidente che si tratta della possibilità di occupare la nicchia di Linkedin, social network che fa profitti elevati perché è focalizzato in un settore ad alto valore aggiunto.

Ma le possibilità sono infinite: pensiamo ai sistemi per esprimere rating per hotel e ristoranti, come Trip Advisor. Facebook potrebbe occupare anche questa nicchia.

E’ evidente che potremmo continuare a fare questo elenco. In pratica il grande Social Network ha rinunciato a fare la guerra a Google per paura di perderla, ma si è messo nelle condizioni di occupare molto nicchie, relativamente piccole ma profittevoli.

Ovviamente queste nicchie dovranno essere sfruttate in maniera adeguata, probabilmente con lo sviluppo di applicazioni ad hoc e con la strutturazione dell’informazione.

Ma possiamo già immaginare, e in parte è già stato annunciato, che all’interno delle ricerche ci saranno degli annunci contestuali. E speriamo che questi annunci abbiano un tasso di conversione superiore a quello degli attuali annunci presenti sul social network.

Dopo tutto il destino del social network dipende proprio dal fatto di riuscire a creare un sistema di pubblicità contestuale che dia alle persone quello che vogliono ma nel momento in cui lo vogliono.

Se Facebook saprà monetizzare bene il graph search, probabilmente riuscirà a fare profitti nella stessa maniera in cui li fa Google, soprattutto se riuscirà ad espandere, in modo graduale, la portata della ricerca.

Se non ci riuscirà, il suo destino è segnato.

3 COMMENTI

  1. Un articolo semplicemente fantastico, spiega le cose in modo chiaro e semplice. Una grande innovazione che probabilmente porterà grandi benefici per tutti gli utenti

  2. Ho come il sospetto che ci saranno conseguenze negative su molte coppie, chissà quanti ragazzi scopriranno che la loro ragazza non è così pura come se la immaginano ah ah ah

  3. Vedo i giochi tra gli elementi che fanno parte del graph search, penso che Facebook possa cogliere una grande opportunità se tra quei giochi ci saranno anche giochi a soldi veri. Tra l’altro in Gran Bretagna già ci sono applicazioni dove si può giocare a soldi. In questo caso Facebook potrebbe avere una vera e propria gallina dalle uova d’oro a sua disposizione. Che ne pensate?

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