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Roberto - Social2Tech
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Roberto

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Come scegliere il miglior smartphone? Qual è il miglior smartphone di fascia bassa? Qual è il miglior smartphone di fascia media? Qual è il miglior smartphone di fascia alta? Ormai gli smartphone sono diventati un organo aggiuntivo. Ci accompagnano in ogni momento della nostra vita: dal bagno ai viaggi passando per una uscita serale con gli amici fino ad una cena o pranzo in famiglia. Tra selfie e video-dirette gli smartphone assecondano la nostra “morte di fama”, alimentata dai Social. Manca che facciano solo il caffè. Con gli smartphone ci facciamo tutto: oltre alle tradizionali chiamate, chattiamo, facciamo ricerche, lo utilizziamo come navigatore, ci ascoltiamo la radio, ci guardiamo video musicali, ci ascoltiamo canzoni, li usiamo come torcia, e così via.

Il mercato lo sa bene, non a caso ad oggi esistono una miriade di smartphone delle più svariate marche. Il 94% di essi utilizza come sistema operativo Android, soprattutto grazie al successo di marche come le asiatiche Samsung, Huawei e Lg. Oltre al ritorno della rediviva Nokia, finita ai margini dopo gli anni gloriosi della prima metà 2000 complice il poco fortunato matrimonio con Microsoft. Ovviamente la sua la dice pure Apple, che come noto propone un solo telefono: iPhone. Considerato anche un vero status sociale.

Ma in questa miriade di marchi e modelli, come scegliere lo smartphone migliore? Tutto dipende ovviamente dalle vostre esigenze e possibilità economiche. Esistono smartphone per tutte le tasche, anche se occorre aggiungere che spesso si possono fare ottimi affari anche spendendo meno di 200 euro. Vediamo dunque cosa guardare per scegliere il miglior smartphone.

Come scegliere smartphone: il design

Come si sol dire: anche l’occhio vuole la sua parte. Dunque, come non partire proprio dal design di uno smartphone? Per design dello smartphone intendiamo lo spessore, il peso e il suo grip, termine con cui si intende la comodità della presa. Quindi, se è maneggevole. Per capirci meglio, possiamo dire che uno smartphone da 5” sottile, leggero e con un buon grip può risultare molto più comodo di uno da 4” o 4,5”, che però è poi più spesso, pesante e con angoli spigolosi. Le dimensioni non contano, o, quanto meno, contano fino ad un certo punto.

Altro aspetto importante sono i materiali con cui è stato realizzato: gli smartphone con una scocca in metallo, o in metallo e vetro, risultano più piacevoli al tatto e curati. Ma anche qui tutto è relativo, in quanto anche quelli fatti in plastica possono essere ugualmente validi, piacevoli al tatto, oltre ad essere meno soggetti a graffi o ammaccature. Oltre ovviamente alla questione che i primi materiali rendono lo smartphone più costoso (non a caso sono destinati ai Top di gamma).

Come scegliere uno smartphone: come deve essere il display

Come deve essere il display di uno smartphone? Gli aspetti da valutare sono 4: tipologia, dimensioni, risoluzione (in pixel) e densità di pixel per pollice (ppi). Come deve essere la risoluzione? Così come per la densità di pixel, più pixel ci sono, e meglio è (dato che ciò vuol dire che le immagini e le scritte risultano più nitide). C’è solo da fare un appunto sulla reale utilità degli schermi QHD o 2K, i quali hanno una risoluzione di 2560×1440 pixel che è sicuramente maggiore rispetto a quella Full HD (1920×1080 pixel). Tuttavia, è difficile che i loro benefici si notano ad occhio nudo.

Riguardo le dimensioni di un display, il consiglio se si vuole anche una certa maneggevolezza, è meglio non superare i 5”. Anche per una questione di tascabilità. Inoltre, dai 5,5” in su si parla di phablet, vale a dire una via di mezzo tra smartphone e tablet. Un altro aspetto da considerare è pure il rapporto di forma dei display, vale a dire la proporzione fra lato lungo e lato corto, che è solitamente di 16:9. Alcuni top di gamma aggiungono però degli accorgimenti, come le cornici ridotte e il display “allungato”, portando lo smartphone a forme tipo 18:9 o 18,5:9. Il primo smartphone ad eliminare le cornici laterali è stato il Samsung Galaxy Edge, il quale ormai sta facendo scuola.

Quindi, anche in caso in cui si superino i fatidici 5 pollici, possono esserci elementi aggiuntivi che possono rendere il telefono comunque non una padella. Il consiglio quindi non è solo quello di leggere i numerini che i negozi o gli annunci online riportano nelle descrizioni, ma di maneggiare il telefono e vederlo acceso.

Vediamo ora i 3 principali tipi display presenti in commercio:

Display LCD cos’è e com’è

Spesso sentiamo parlare di display LCD. Ma cosa sono? Essi possono essere di tipo TFT o IPS. Gli LCD TFT sono spesso destinati a smartphone a basso costo. Prevedono una qualità dell’immagine tutto sommato buona ma i colori risultano sbiaditi quando si varia l’angolo di visione. Inoltre consumano molta batteria. Gli schermi LCD IPS (come quello dell’iPhone per intenderci) consumano molto meno batteria e assicurano al contempo colori più vividi anche cambiando l’angolo di visione.

Display AMOLED cos’è e com’è

Cosa sono i display AMOLED? Sono quelli previsti generalmente sugli smartphone di fascia media e alta e garantiscono bassi consumi di batteria grazie al fatto che i pixel non necessitano di retroilluminazione. Il tutto grazie al fatto che i contenuti di colore nero riprodotti su schermo sono formati da pixel “spenti”. Assicurano una buonissima riproduzione dei colori, anche quando si varia l’angolo di visione, ma risultano leggermente meno visibili sotto la luce del sole rispetto ai migliori IPS. La loro nuova versione implementata, i Super AMOLED, prevedono una maggiore luminosità e sono ugualmente visibili in presenza del sole.

Display TRILUMINOS cos’è e com’è

Il Display TRILUMINOS è una tecnologia di Sony basata sulla succitata tecnologia TFT. Prevede un aumento di circa la metà di colori riproducibili su schermo rispetto agli LCD TFT, mentre per quanto riguarda gli angoli di visione non risulta ancora ai livelli degli schermi IPS e AMOLED.

Come scegliere miglior smartphone: come deve essere processore

Come deve essere il processore di uno smartphone? Il processore può essere definito il motore di uno smartphone. E’ il processore a stabilire la capacità di uno smartphone di passare velocemente da una operazione all’altra senza impallarsi (il cosiddetto multitasking). Il processore (CPU) viene integrato all’interno di un SoC (System on Chip), il quale contiene anche la GPU, vale a dire la componente dedicata ad eseguire i calcoli grafici, ed altre componenti fondamentali per il funzionamento dello smartphone. La potenza di calcolo del processore viene misurata in GHz (stante per frequenza operativa), sebbene ormai la maggior parte dei processori degli smartphone adottino soluzioni multi-core (dual, quad, esa, octa). I core sono delle unità fisiche separate che consentono di parallelizzare i calcoli e offrire prestazioni superiori in multitasking.

Come scegliere miglior smartphone: come deve essere la memoria

Come deve essere la memoria di uno smartphone? Quando si parla di memoria, occorre distinguere tra la memoria che serve per far svolgere allo smartphone il multitasking e la memoria che serve per immagazzinare dati. Nel primo caso parliamo di Ram, nel secondo di storage. Entrambe, comunque, sono espressi in Gb. Oggi possiamo dire che la dotazione di 2 GB di RAM è il “minimo sindacale” per gli smartphone Android, mentre risulta ancora sufficiente sugli iPhone in quanto iOS è un sistema operativo meglio ottimizzato. Comunque, in genere la media si tiene sui 4 dato che sono più che sufficienti, alcuni sui 6 Gb di Ram mentre qualche top di gamma si spinge sugli 8.

Diverso il discorso sulla memoria. Qui sarete voi a decidere quanto spazio vi serve di memoria, in base a quanti dati volete immagazzinarvi. Lo storage minimo ideale è di 16 Gb, poiché occorre anche considerare che circa metà della capienza viene occupata dal sistema operativo e dalle app native. Se però siete amanti delle foto e dei video e di conservarli sullo smartphone, allora dovrete acquistare una scheda microSD che espanda la memoria del telefono. Quindi valutate anche se la memoria dello smartphone è espandibile o meno e fate i vostri conti.

Come scegliere miglior smartphone: come deve essere la fotocamera

Come deve essere fotocamera di uno smartphone? Per il discorso fatto nell’incipit e per la nostra insaziabile sete di pubblicare tutto ciò che facciamo, la fotocamera è diventata una delle prime cose che vediamo. In genere ci soffermiamo sul numero di Megapixel che offre ma non è l’unico aspetto. I Megapixel sono importanti dal punto di vista della risoluzione, e se vogliamo una cosa discreta, meglio averne almeno 13 su quella posteriore e 8 su quella frontale. Ma dobbiamo vedere anche altri elementi come la presenza del Flash, l’apertura del diaframma, la tecnologia utilizzata per la stabilizzazione dell’immagine e altro ancora. Senza perdersi in tecnicismi che possono appassionare soprattutto i patiti delle foto, il consiglio è quello di vedere le recensioni degli utenti su come un device che ci interessa fa le foto, oltre a vedere come effettivamente fa le foto sulle recensioni (ci sono siti che confrontano le foto scattate da due device diversi ad uno stesso oggetto).

Come scegliere miglior smartphone: quale deve essere connettività

La connettività di uno smartphone è un elemento essenziale e lo differenzia dai cellulari della generazione precedente. Ormai tutti gli smartphone sono in grado di connettersi alla rete dati 3G e alle reti Wi-Fi di tipo b/g/n. Quelli un po’ più avanzati sono in grado di collegarsi anche alla rete dati 4G/LTE e alle reti wireless dual-band e AC che operano anche sulla frequenza a 5GHZ. Tutti hanno altresì il Bluetooth e la tecnologia NFC per velocizzare l’abbinamento fra diversi dispositivi (molto comoda quando si cambia device e si vuole velocizzare il downoload delle app).

Occhio poi ad un particolare riguardo la connettività 4G/LTE: molti smartphone prodotti in Cina, infatti, non hanno il supporto per la banda di frequenza a 800MHz che alcuni operatori italiani utilizzano per la rete 4G/LTE. Il che significa impossibilità a connettersi in certe zone.

Come scegliere miglior smartphone: i Dual Sim

Chi ha due numeri di telefono diversi e ugualmente utilizzati, può trovare molto comodo avere uno smartphone Dual Sim, vale a dire due differenti slot per inserire due Sim. Tuttavia, occorre precisa che i telefoni dual-SIM si dividono in smartphone Dual-SIM Dual Stand-by e Dual-SIM Full Active. I primi sono la prevalenza e rendono irraggiungibile la seconda SIM quando siamo impegnati in una conversazione con la prima SIM. I secondi invece mantengono entrambe le schede SIM sempre attive. Per quanto riguarda la connessione ad Internet, la prevalenza degli smartphone dual-SIM utilizza la connessione 3G/4G sulla SIM primaria e la connessione 2G (che basta solo per le chiamate) sulla SIM secondaria.

Cos’è invece lo “switch a caldo” della connessione 3G/4G? La possibilità di passare da una SIM all’altra tramite il menu del telefono, sebbene in alcuni casi bisogna comunque passare fisicamente la SIM da uno slot all’altro dato che solo uno di essi supporta la rete 3G/4G. Alcuni smartphone poi prevedono che la slot della seconda SIM sia la stessa per inserire la microSD. In questo caso sarete voi a decidere se ampliare lo storage a disposizione o disporre di una seconda scheda. Potreste fare anche entrambe le cose a seconda delle esigenze.

Come scegliere miglior smartphone: come deve essere la batteria

Come deve essere la batteria di uno smartphone? La batteria di uno smartphone è in genere l’anello debole di questa tecnologia, in quanto hanno reso ormai un lontano ricordo i tempi in cui i cellulari duravano anche 4-5 giorni. Ora speriamo di arrivare a fine giornata. La potenza di una batteria viene espressa in milliampere/ora (mAh). Quindi, per vedere quanto dura una batteria, dobbiamo vedere quanti mAh vanta. La capacità di autonomia di una batteria non è però l’unica cosa da valutare. Un conto è che con gli smartphone ci navighiamo giusto un po’ e facciamo qualche chiamata e un conto è che ci giochiamo pure o lo usiamo come navigatore GPS.

Qualche buon trucchetto per aumentare la durata della batteria è di tenere la luminosità bassa (si consiglia di impostare su automatico, così che il display si regolerà se siete in casa, se siete al buio, se siete al sole all’aperto e così via. Se il vostro smartphone non prevede questa opzione, tenete la luminosità sul 40% quando siete in casa o in ufficio e portatela a 100 solo quando siete all’aperto di giorno (altrimenti non vedrete nulla). Sempre a livello di schermo, inserite pochi secondo di accensione in stand by (massimo un minuto), perché tenerlo acceso consuma. Inoltre, controllate sempre le app che stanno consumando batteria a vostra insaputa.

Come scegliere miglior smartphone: la resistenza a liquidi e polveri

Come vedere se uno smartphone è resistente a liquidi e polveri? Tramite il certificato IP. La sigla “IP” è un acronimo di International Protection Rating ed è il marchio internazionale di protezione. Come stabilisce la norma internazionale IEC 60529, classifica i gradi di protezione forniti contro l’intrusione di corpi solidi, polvere, liquidi e contatto accidentale.

L’acronimo IP è seguito da due numeri, il primo corrisponde alle particelle solide, il secondo a quelle liquide. Essi vanno da 0 a 9, che è la protezione massima. La massima protezione attualmente garantita è IP68, e nel momento in cui scriviamo viene offerta da Samsung Galaxy S8, S8+, LG G6, Samsung Galaxy S7, S7 edge, S7 Active, Galaxy A3 e A5 (2017) Sony Xperia XZs, Xperia XZ Premium, Xperia Z5, Xperia Z5 Compact, Z5 Premium, Xperia M4 Aqua, Xperia M5.

Il consiglio, comunque, è che anche in caso di protezione IP68 è sempre meglio non testare troppo lo smartphone inserendolo in acqua volontariamente. O almeno, noi non lo faremmo. Inoltre, evitare sempre l’acqua di mare, in quanto, essendo molto salata, potrebbe danneggiare il vostro smartphone irreparabilmente. Meglio accorgersi della sua reale efficacia solo se ci capita in maniera involontaria. Sarà bello poter tirare un sospiro di sollievo.

Scegliere miglior smartphone: cos’è sensore impronte digitali

In un futuro prossimo il Pin per accedere al nostro smartphone, al nostro bancomat ed altri dispositivi sarà solo un ricordo. Del resto, alcune recenti statistiche hanno rivelato come la combinazione che utilizziamo per formulare le nostre Password siano ancora troppo facili da profanare. In tanti, infatti, scegliamo ancora la nostra data di nascita o il nostro nome, o comunque altri elementi facilmente intuibili. Il sensore di impronte digitali, invece, aumenta di molto il grado di sicurezza del nostro smartphone. Cos’è il sensore di impronte digitali? E’ uno scanner sul quale sarà sufficiente poggiare le nostre dita per essere riconosciuti. Alcuni Top di gamma prevedono anche lo scanner dell’iride, vale a dire un laser biometrico che “legge” il nostro occhio e ci farà accedere allo smartphone solo dopo averlo autenticato.

Come scegliere miglior smartphone: quale deve essere il sistema operativo

Veniamo ora al sistema operativo di uno smartphone. I tre principali sul mercato sono Android di Google, iOS di Apple e Windows 10 di Microsoft. Secondo una statistica di inizio 2017, sul mercato il sistema operativo imperante è Android di Google, che arriva a coprire 94 smartphone ogni 100. Ciò, come detto già in precedenza, soprattutto grazie alla massiccia diffusione dei device di casa Samsung, Huawei e Lg. I quali propongono più linee di telefono a seconda delle fasce qualitative. Ad essi si è aggiunto come detto anche Nokia, che ha lanciato una nuova gamma di smartphone recanti il proprio nome. Il resto della fetta è in buona parte presa da iOS, montata come noto su iPhone. Mentre Microsoft sta provando a portare anche sui device il suo Windows, che tanto è stato utile per la diffusione in larga scala dei Pc, rendendone facile l’utilizzo. Tuttavia, dopo il fallimento del progetto Lumia, nato dal sodalizio finito male con Nokia, difficilmente Windows potrà dire la sua.

Android

Android nel momento in cui vi scriviamo è giunto alla sua settima versione, con Nougat 7.0. Il che conferma il vezzo di Google di chiamare i suoi sistemi operativi con nomi di dolciumi (la sesta versione si chiama Marshmallow). Android ha dalla sua quella di essere altamente personalizzabile, ma come pecche presenta il fatto che gli aggiornamenti non arrivano contemporaneamente a tutti i dispositivi. Inoltre, è più esposto a virus e malware degli altri due. Il consiglio, comunque, è quello di scaricare le app necessarie e farlo sempre tramite l’apposita app Google Playstore.

iOS

iOS è un sistema operativo molto chiuso e non personalizzabile. Vanta una gamma di app e di giochi addirittura più vasta di Android e con una qualità media più elevata. Gli aggiornamenti arrivano inoltre al day one su tutti i modelli di Apple. Mentre i rischi di incorrere in virus e malware è praticamente nullo. E’ arrivato alla undicesima versione

Windows

Windows Mobile è invece arrivato alla decima versione, ma conta un parco smartphone davvero di nicchia. Dato il dominio di Android difficilmente riuscirà a risalire le proprie sorti. Ha dalla sua il fatto di essere esente da malware ed è molto rapido anche su terminali economici. Gli aggiornamenti arrivano in maniera più frammentata rispetto ad iOS ma più organizzata rispetto ad Android.

Migliori smartphone economici

Detto quindi dei vari aspetti da considerare per scegliere uno smartphone, vediamo ora come scegliere il miglior smartphone in base alle fasce di prezzo. Partiamo dai miglior smartphone economici in circolazione al momento della redazione dell’articolo. Intendendo per essi quelli sotto i 200 euro, mentre quelli economicissimi, sotto i 100 euro, sono soprattutto quelli cinesi che tendiamo a sconsigliare.

Huawei P8 Lite 2017

Visto il successo del suo P8 Lite, Huawei ha deciso di offrire una versione aggiornata al 2017. Forse è il miglior smartphone presente in circolazione tra quelli economici, in quanto offre delle ottime prestazioni in termini di durata della batteria, nitidezza diplay, velocità multitasking, qualità foto. “Rischia” di offuscare il suo predecessore, il P9 Lite, forse messo già fuori mercato. Viene proposto con Nougat. Su Amazon viene offerto sui 147 euro, una grande occasione.

Lenovo K6

Nella fascia inferiore ai 200 euro merita di essere citato anche il Lenovo K6. Trattasi di uno smartphone completo: buona qualità costruttiva (in metallo), buon display, fotocamera sopra la media e anche un hardware degno di nota, grazie anche al suo processore recente. Il prezzo su Amazon è di 157 euro.

Honor 6X

Dopo il buon successo di 5X Honor prova a bissare con il 6X, aggiungendo anche una seconda fotocamera. Ma a parte questo dettaglio, questo smartphone di fascia bassa si distingue per l’ottimo mix di display, autonomia della batteria, hardware e software. Su Amazon viene proposto a 185 euro.

Migliori smartphone tra i 200 e i 399 euro

Lenovo K6 Note

Lenovo offre anche una versione Note del suo K6. Si tratta di uno smartphone venduto ad un prezzo estremamente competitivo rispetto alle sue caratteristiche. Ottimo display, buona fotocamera e ottima autonomia. Su Amazon proposto a 209 euro.

Samsung Galaxy A3 (2017)

Anche Samsung ha deciso di lanciare una versione 2017 del suo Galaxy A3, sebbene sia stato il più consistente della casa coreana. Al Galaxy A3 è stata aggiunta l’impermeabilità, il lettore di impronte digitali e un design rinnovato. È disponibile in varie colorazioni e ciascuna ha il profilo metallico dello stesso colore del vetro posteriore. Il prezzo è estremamente competitivo: 219 euro su Amazon.

Huawei P10 Lite

Il colosso cinese Huawei ha proposto un ottimo P10, sempre nelle tre versioni Plus, normale e Lite. Il Huawei P10 Lite offre velocità, un buon hardware, una discreta fotocamera e un discreto display. Il tutto a 239 euro su Amazon. Avrete un telefono simile ad un Top di gamma ma a metà e passa di prezzo.

ASUS Zenfone 3

Dato il buon successo di Zenfone 2, ASUS ha realizzato uno smartphone ancora più interessante, con una bellissima scocca in vetro e un profilo in metallo. Ma soddisfacente è anche il lato software, il tutto mantenendo prezzi competitivi. Infatti, su Amazon lo trovate sui 290 euro.

Sony Xperia X Compact

Sony è molto conosciuta per i videogame (il mitico Play Station) e le Tv, ma riesce a proporre anche smartphone interessanti con la sua linea Xperia. Sony Xperia X Compact si presenta piccolo, con un ottimo display e un’ottima fotocamera. Rispetto ad altri anni non è più un top di gamma (per quello c’è XZ1 Compact), ma anche il prezzo è sceso. Quindi, perché non approfittarne? Su Amazon viene venduto a 297 euro.

Motorola Moto X4

Non sarà più quel marchio rampante a cavallo degli anni ‘90 e 2000, mostrando una certa difficoltà con l’arrivo degli smartphone. Tuttavia, possiamo dire che il Motorola Moto X4 è uno smartphone accattivante esteticamente e con specifiche interessanti. È poi dotato di un sistema di doppia fotocamera (la seconda fotocamera è grandangolare) ed è anche impermeabile. Dunque eleganza e funzioni interessanti, come il suo prezzo: 316 euro su Amazon.

Lenovo P2

Uscito a fine 2016, il Lenovo P2 propone uno schermo AMOLED molto brillante, una buona fotocamera e un’ottima autonomia. Costo su Amazon: 348 euro.

LG G6

LG riesce ancora a dire la sua e G6 è stato il suo top di gamma 2017. Molto bene la doppia fotocamera, di cui una grandangolare e capace di scattare foto veramente uniche (LG in fatto di foto ha sempre detto la sua). Da segnalare poi il display allungato ma nonostante questo maneggevole. L’hardware non è però eccellente, almeno rispetto alla concorrenza. Su Amazon viene proposto a 395 euro.

Migliori smartphone dai 400 euro ai 499 euro

Samsung Galaxy S7 e S7 Edge

Scalzato dal Galaxy S8 Plus in qualità di Top di gamma Samsung, il Galaxy S7 rimane comunque un ottimo telefono, anche perché oggi lo paghereste almeno 300 euro in meno rispetto a quasi 2 anni fa. Vanta una ottima fotocamera, un display da migliore della categoria, ottime prestazioni e dal 2017 anche con memoria espandibile e resistente ad acqua e polvere. Amazon lo propone a 409 euro. Un vero affare.

Se però avete qualcosina in più da spendere, allora potete puntare anche sul Galaxy S7 Edge, che si distingue per lo schermo doppiamente curvo, maggiore autonomia della batteria. Prezzo 449 euro.

Huawei P10

Il Top di gamma di casa Huawei, ancor più rifinito e curato rispetto al passato. Nuova doppia fotocamera Leica rinnovata, nuovi colori Pantone e dimensioni ancora più compatte. Esteticamente somiglia forse un po’ troppo ad iPhone 7. Chi lo ha provato parla però di un telefono particolarmente maneggevole. Prezzo su Amazon 410 euro.

Sony Xperia XZ Premium

Sony XZ Premium è per chi ama avere tra le mani un grosso telefono. Ma è interessante anche per quanto concerne il software: schermo 4K, resistente all’acqua e dotato di una nuova fotocamera capace di registrare video in super slow motion. Prezzo proposto su Amazon 461 euro.

Nokia 8

Come abbiamo più volte detto, Nokia è tornato a produrre smartphone in autonomia dopo il matrimonio infelice con Microsoft. Acquistare il Nokia 8 non è solo una mera operazione dettata dalla nostalgia. Il design è accattivante, mentre a livello di software manca qualcosa rispetto ai Top di gamma della concorrenza. La vera notizia però è che ha abbandonato Windows come sistema operativo, e viene proposto con Nougat 7. su Amazon è trovabile a 480 euro.

OnePlus 5T

OnePlus 5T è rimasto invariato a livello di prezzo, ma la novità è che il display copre quasi interamente la superficie frontale dello smartphone. Anche la fotocamera è migliorata, specie per foto con scarsa luce. Ottima poi la qualità costruttiva e l’autonomia della batteria. Prezzo Amazon: 499 euro.

Migliori smartphone più costosi

Samsung Galaxy S8 e S8+

Dopo il clamoroso flop estivo 2017 dell’attesissimo Galaxy Note 7 – ritirato dal mercato complice le batterie che esplodevano – Samsung si è rifatto con il Galaxy S8. Per il quale si è rinviata anche la presentazione (da febbraio ad aprile 2017) proprio per non commettere gli stessi errori in fase di testing. La prima chicca che balza all’occhio è il bellissimo infinity display, con cornici eliminate di lato anche per la versione normale e ridotte al minimo per quelle superiore ed inferiore. Ottima la fotocamera e software più snello e al tempo stesso più ricco di funzionalità. Su Amazon c’è la grande occasione di trovarlo a 540 euro.

La versione Plus offre una batteria ancora più durevole, uno schermo ancora più spettacolare. Mentre software, fotocamera e prestazioni restano invariate. Prezzo: 601 euro.

Sony Xperia XZ1

Sony torna sul mercato a fine 2017 con un top di gamma molto interessante e completo. Il design non cambia particolarmente e non abbraccia la nuova filosofia del display stretto e lungo. Impermeabile, XZ1 è dotato di un buon display e di una fotocamera unica al mondo capace di fare scansioni 3D. Prezzo su Amazon 551 euro.

LG V30

LG oltre a G6 ha lanciato anche questo top di gamma. Elegante, ben costruito, impermeabile, ha una buona doppia fotocamera e un software già aggiornato ad Oreo con Google Assistant preinstallato. Tra le cose esaltate nella pubblicità il fatto che LG V30 è il miglior smartphone per realizzare video. Sarà così? Prezzo proposto su Amazon 719 euro.

Huawei Mate 10 Pro

Il colosso cinese si è ormai insediato nel duopolio Apple-Samsung, cercando di proporre anche Top di gamma di alto livello e non solo dispositivi di buon livello. Nel novembre 2017 ha lanciato sul mercato il suo miglior smartphone mai realizzato. Mate 10 Pro ha un display in 18:9 con tecnologia AMOLED, una buona doppia fotocamera, un software potente e flessibile, nonché un processore auto-prodotto tra i migliori mai realizzati. Su Amazon è possibile trovarlo sugli 819 euro.

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Come rintracciare una persona tramite la sua foto su internet? Il modo c’è. Anzi, ce n’è più di uno e te li elenchiamo in questo articolo. Del resto, può capitare di restare folgorati dalla foto di una persona conosciuta in un sito o app di incontri e vogliamo conoscere più di lei. Soprattutto quando il soggetto della foto è così bello da non poter essere vero. Quanti fake esistono sul web? Una marea. Gente che si iscrive alle chat col solo gusto di prendere in giro le persone. Oppure, con scopi ben più spietati, come quello di fregare loro dei soldi. Infatti, purtroppo sul web sta prendendo sempre più piede il fenomeno del Romantic scam. Vale a dire, di truffe messe in piedi da persone che cercano di attrarre sentimentalmente soggetti mentalmente deboli (over 50 che credono di essere di fronte “all’ultima spiaggia” per trovare una relazione, vedovi tristi e inconsolabili o quasi, persone molto sensibili e generose, ecc.).

Iniziano con belle parole in chat, sentendosi poi a telefono impostando una voce dolce e sensibile; poi via via, una volta che la “preda” ha iniziato ad affezionarsi in buona fede, chiedono lei dei soldi perché hanno qualche problema burocratico risolvibile solo dietro pagamento di una certa cifra. O sono in qualche Paese bloccati e non riescono a tornare a casa perché gli hanno rubato il portafogli. Così, chiedono una prima tranche, alla quale fa in genere seguito una seconda e una terza. Dopo le quali, spariscono, pronti a defraudare altri soggetti deboli e manipolabili.

E allora? Come difendersi da questo fenomeno? Oltre ad informarsi, si può appunto utilizzare un dei metodi che vedremo a breve per cercare una persona tramite foto su internet. Così vedremo chi è davvero. In genere, in caso di malintenzionati (burloni o ladri che siano), ci compariranno come risultati più profili fake.

Vediamo dunque come fare per risalire ad una persona dalla foto su Internet.

Come trovare una persona dalla foto su Internet tramite Google

Il primo metodo per rintracciare una persona dalla foto che ha su Internet è Google Immagini, uno dei tanti strumenti offerti da Google. Il quale permette come noto di trovare immagini in base ai termini digitati, ma anche di effettuare il processo inverso. Partire dalla foto per trovare il nome. In che modo? E’ possibile caricare la foto in questione del soggetto sospetto o che ci interessa per altri motivi sul sito e Google troverà tutte le immagini simili presenti in Rete. Certo, il risultato non è garantito però quanto meno è semplice, immediato e gratis.

Come fare per trovare l’identità di una foto tramite Google Immagini? Basta collegarsi alla Home page di Google e cliccare sull’icona della macchina fotografica presente di fianco alla barra di ricerca al centro pagina. Dopodiché fare click sulla voce Carica un’immagine ed pigiare il pulsante Scegli file/Sfoglia per caricare la foto in questione. Dopo poco tempo (istantaneamente o dopo qualche secondo, qui dipende dalla velocità del device che stai usando e della connessione internet) il servizio ci proporrà una serie di foto simili a quella che abbiamo caricato (Immagini visivamente simili), più dei link alle pagine Web che ne contengono una copia esatta.

Se invece la ricerca parte da un link e non da una foto (ad esempio se non vuoi scaricarla e poi cercarla oppure il sito non consente il suo download perché ad esempio prevede un ottimo sistema di privacy) allora dobbiamo pigiare sulla voce Incolla URL immagine di Google, incolla l’indirizzo dell’immagine da usare per la ricerca e cliccare sul pulsante Ricerca tramite immagine. Se siamo a digiuno di tecnologia e magari non sappiamo proprio come fare questa ricerca, possiamo usare proprio il link. Andiamo sulla barra in alto dove sono riportati gli url dei siti in cui siamo in quel momento, poi facciamo click destro sul link dell’immagine e selezioniamo la voce Copia l’indirizzo dell’immagine dal menu che si apre. Poi procediamo come detto.

Come cercare chi è una persona da foto su internet tramite TinEye

Cos’è TinEye? Come funziona TinEye? Se non vogliamo usare Google, perché non ci convince o ci sta antipatico (già, perché Big G non sta simpatico a tutti), possiamo usare questo sito semplice e intuitivo. Tutto ciò che dobbiamo fare è collegarci alla pagina principale e cliccare sull’icona della freccia che si trova accanto alla barra di ricerca. Selezioniamo poi l’immagine che vogliamo utilizzare per la ricerca e attendiamo qualche istante affinché venga portato a termine l’upload. Dopodiché ci saranno mostrate tutte le pagine Web che contengono immagini simili a quella che abbiamo caricato. Può darsi che tra le tante, troveremo proprio le info sul soggetto che ci interessa. Possiamo anche trovare foto simili a immagini già presenti sul web: in tal caso dobbiamo incollare l’indirizzo web nel campo Upload or enter image URL e cliccare sull’icona della lente d’ingrandimento che troveremo sul lato destro.

TinEye non è solo un sito in sé, ma esiste anche una comoda estensione per tutti i principali browser più usati: Firefox, Chrome, Safari, Internet Explorer e Opera. Qual è il vantaggio? Non dovremo più andare sul sito di TinEye, ma potremo cercare un’immagine sul sito semplicemente facendo click destro su di essa e selezionando l’apposita voce dal menu che si apre (un po’ come si fa con altre estensioni per immagini come Pinterest ad esempio).

Come trovare una persona da una foto tramite app per smartphone o tablet

Naturalmente, possiamo cercare una persona tramite una foto tramite app per smartphone o tablet. Queste app sono collegate a Google. Vediamo quelle più interessanti:

1. CTRLQ.org (Online)

Partiamo da CTRL.Q, un servizio online che consente di sfruttare la ricerca per immagini di Google come detto comodamente dal proprio device mobile. Peraltro, nello stesso servizio Google non è presente. Occorre avviare il browser nativo del sistema operativo del proprio smartphone o tablet (quindi Chome per Android e Safari per iOS) e collegarsi all’indirizzo ctrlq.org/google/images/.

Si aprirà una pagina dove dovremo cliccare sul pulsante Upload picture, selezionare la foto che vogliamo cercare, fare “tap” sul pulsante Show matching images e attendere che vengano mostrati i risultati della ricerca su Google Immagini. Semplice no?

2. Image Search di QiXingchen (solo per sistema operativo Android)

Se CTRLQ.org non ti convince, è possibile provare Image Search di QiXingchen. Trattasi di una app gratuita disponibile solo per Android, che offre un’interfaccia molto semplice al fine di trovare immagini su Google.

Usarla è molto semplice. Basta cliccare sull’icona della nuvola collocata in basso a destra, selezionare ciò che vogliamo cercare e attendere la pagina di Google con i risultati ottenuti. Interessante pure la presenza della funzione Custom search engines, tramite la quale è possibile aggiungere dei motori di ricerca personalizzati all’applicazione. Questa app è utilizzabile solo per il sistema operativo Android.

3. Veracity (solo su iOS)

Se invece avete un iPod o iPhone non disperate: c’è una app anche solo per il sistema operativo iOS. Trattasi di Veracity (il cui nome è tutto un programma), un’applicazione aggratis che consente di effettuare la ricerca inversa delle immagini utilizzando il rullino di iOS, Dropbox o la clipboard di sistema. Per scoprire come funziona Veracity, basta fare il download gratuito della app sul proprio dispositivo mobile, avviarla avviala e cliccare sull’icona Camera roll. Autorizziamo poi l’accesso alla libreria fotografica di iOS, scegliere l’immagine che vogliamo usare per la ricerca e attendere il termine dell’upload.

Dopodiché si aprirà una schermata con l’immagine che abbiamo appena selezionato e, in basso, pure la lista delle pagine Web che contengono (o contengono) immagini simili.

FaceSearch cos’è e come funziona

Cos’è FaceSearch? Come funziona FaceSearch? Questo sito non parte dalla foto per trovare una persona ma dal classico procedimento inverso: digito nome e cognome e mi compaiono una serie di risultati. Simpatico da utilizzare, può essere una ulteriore controprova per smascherare furbetti, burloni o truffatori. Ma anche immagini dei siti ad esso associati (ad esempio se ha un blog, se scrive su portali, e così via). E’ sempre una prova in più, non trovate?

Pipl cos’è e come funziona

Cos’è Pipl? Come funziona Pipl? Qualcosa di simile, ma molto più ricco e divertente, è il sito Pipl. Esso consente di cercare un ragazzo o una ragazza digitando nel motore di ricerca interno cognome, nome, città e nazione. E’ possibile effettuare la ricerca anche per soprannome, nickname o per indirizzo Email. Come risultato otterremo non solo la foto usata nel profilo di qualche sito, ma anche immagini di avatar usati nei social network o nelle chat, le immagini pubblicate, gli interventi scritti su blog o forum e documenti pdf dove compare il nome. Pipl usa per il suo motore di ricerca Google e i vari Social network.

Twins or not? cos’è, come funziona

Cos’è Twins or not? Come funziona Twins or not? Se vogliamo confrontare due foto tra loro per capire se appartengono alla stessa persona, possiamo utilizzare Twins or not? Il sito è molto semplice da utilizzare: richiede di caricare 2 fotografie di visi presi in primo piano, di due persone differenti. Può essere utilizzato per scopi ludici, come ad esempio confrontare il nostro volto con quello di un Vip o di un amico a cui in tanti dicono che somigliamo. Ma può essere utile anche per il nostro scopo. Ad esempio se sospettiamo che una persona conosciuta sul web sia la stessa vista su un altro sito con un’altra foto.

Le due foto devono essere selezionate insieme per essere caricate. E per fare ciò vanno messe nella stessa cartella e poi cliccate tenendo premuto il tasto CTRL. Alla fine il sito ci dirà la percentuale di somiglianza tra le due facce. Più alta sarà la percentuale di somiglianza, più quella persona potrebbe essere la stessa.

Come cerca una persona dalla foto con PicTriev

Cos’è PicTriev? Come funziona PicTriev? Un altro interessante strumento che possiamo utilizzare è il sito PicTriev. Tramite questo sito possiamo trovare facce simili tramite l’analisi di una foto, per trovare persone che somigliano, con tratti somatici del viso simili. Per avviare la ricerca, si deve solo caricare la foto in formato jpeg o jpg, con una dimensione non più grande di 200KB. Il motore di ricerca darà, come risultato, le immagini trovate online di altre facce somiglianti e l’età stimata della persona in foto. Così potreste anche smascherarlo sull’età (quanti di loro barano!). Naturalmente non prendete il risultato come la verità assoluta. Comparatelo sempre con gli altri strumenti che vi stiamo fornendo.

Cercare una persona su internet tramite foto: Kuznech

Dalla Russia con furore arriva Kuznech, un sito che di fatto funziona solo in lingua inglese o russa (del resto i russi, come ci insegnano vari film su James Bond, sono dei maghi dello spionaggio). Su questo sito si può caricare una fotografia selfie del volto di una persona per provare a trovare il suo nome oppure altre corrispondenze di immagini su internet. Un’altra freccia al nostro arco.

Find Face cos’è e come funziona

Navigando sul web non manca occasione di incappare in quei profili di splendide donne russe. In genere si tratta di Fake, ma chissà, potremmo anche chattare con una persona reale (buon per noi!). Per capire se la russa o il russo in questione è reale (e non scontrarsi con la realtà che diventerebbe peggio del pugno del pugile russo Ivan Drago, visto in Rocky IV), possiamo utilizzare il sito Find Face. In madre lingua russa ma utilizzabile anche in Inglese. Il sito è collegato al social network Vkontakte. Per quanto per un non russo il suo utilizzo sia molto ridotto e forse inutile, risulta comunque ben fatto nel trovare l’identità della persona che cerchiamo partendo dalla foto.

Come cercare una persona su Facebook tramite foto

Come fare per trovare una persona su Facebook dalla foto? Ad oggi, il Social Network co-ideato da Mark Zuckerberg nel 2004 (impazzato in Italia a partire da 2008) non prevede uno strumento interno per cercare una persona da una foto. Può infatti tornare utile quando ad esempio abbiamo dubbi su una persona conosciuta su Facebook e vogliamo capire se essa è registrata sul popolarissimo sito con altre identità. Tuttavia, non dobbiamo scoraggiarci e possiamo usare sempre gli strumenti detti in precedenza. E sempre caricando l’immagine o l’Url. Per farlo, basterà scaricare l’immagine sul nostro device o prendere il suo Url (sul Pc faremo tasto destro col mouse, su device terremo premuta l’immagine) e poi eseguiremo i procedimenti descritti nei paragrafi precedenti. Sempre meglio di niente no?

Face.com non funziona più?

In realtà esisteva un sito per cercare una persona dalla foto di Facebook. Si chiamava face.com, ma Facebook lo ha rilevato inizialmente con lo scopo ufficiale di implementarlo ed integrarlo alla piattaforma. In realtà il sito non funziona più e oggi rimanda ad un’altra url. Evidentemente il progetto è fallito o forse gli scagnozzi di Zuckerberg lo hanno prelevato proprio con lo scopo di reprimerlo. La situazione ai fan dei Simpson potrebbe riportare alla mente la puntata in cui Bill Gates fa distruggere l’idea di Homer, nella puntata in cui decide di diventare obeso per lavorare a casa. Se non altro, a WhatsApp o ad Instagram le cose sono andate meglio…

Per quanti non abbiano avuto il tempo di conoscerlo ed usarlo, face.com consentiva di caricare una foto e faceva poi il confronto con tutte quelle presenti su Facebook. Poi dava come risultato il profilo (o i profili) di coloro i quali potevano somigliare alla foto da noi caricata

Consigli su come trovare una persona dalla foto

In tutti questi casi, i consigli principali per trovare una persona da una foto su Internet, sono due:

  • Cerchiamo di ottenere più foto della persona in questione, così avremo maggiori possibilità di rintracciare quella giusta (più tentativi sono meglio di uno, poi li incrociamo)
  • Cerchiamo di caricare foto che ci ritraggono con lei. Così avremo risultati più dettagliati (ci sarà anche la nostra presenza a fare da elemento in più) e restringeremo il campo dei risultati sbagliati

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Facebook sta sperimentando la possibilità di adottare un collegamento diretto tra le app del proprio “universo”, in maniera tale che non siate costretti a chiuderne una per passare all’altra, e velocizzando così l’interazione all’interno del network delle proprie fortunate creazioni. Stando a quanto emerge sulla stampa americana, il primo test dei tecnici dell’azienda di Zuckerberg sarebbe già stato effettuato con successo su Instagram, rappresentando dunque un primo passo concreto nei confronti della fruizione più “allargata” di tale agevolazione.

Insomma, anche se per il momento non è ancora ben chiaro in che modo (e quando) riusciremo a godere di tale novità, dalle parti di Menlo Park sembrano avere ben chiaro il proprio obiettivo: permettere a centinaia di milioni di utenti che hanno già un account sui vari social network del gruppo di poter passare da una piattaforma all’altra in maniera più rapida e, soprattutto, senza dover effettuare noiose chiusure e riaperture nelle applicazioni.

Sebbene – ribadiamo – non sia ancora ben chiaro in che modo funzionerà tale innovazione tecnica, qualche anteprima è già disponibile sulla base delle gradite aggiunte disponibili per chi ha uno smartphone con sistema operativo Android. Costoro potranno notare che Facebook ha voluto inserire nella propria principale piattaforma social un tasto con un telefono bianco su sfondo verde, da utilizzarsi come scorciatoia privilegiata per poter inviare messaggi di testo, vocali, foto e video tramite smartphone, in sinergia con WhatsApp.

Il nuovo tentativo di Facebook – ricorderanno i lettori che hanno una memoria più lunga – è una evoluzione di quello già effettuato nel corso del 2015, quando però le velleità furono abbandonate per rinviare l’aggiornamento a tempi più propizi. Ebbene, i tempi più propizi sembrano essere arrivati, visto e che il collegamento da Facebook a WhatsApp è disponibile per il sistema operativo Android (per ora, solo impostando la lingua danese, visto e considerato che la Danimarca è stata scelta come patria della sperimentazione), e ben presto dovrebbe esserlo anche sui dispositivi che “girano” con iOS.

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Non si esauriscono le novità sul mondo WhatsApp, con l’app di messaggistica istantanea più nota e usata al mondo che, evidentemente, ha ben scelto il periodo estivo per poter lavorare su alcune innovazioni più o meno tangibili. Ultima, in ordine di tempo, è l’indiscrezione che vorrebbe la società del gruppo Facebook lavorare a una nuova funzionalità che permetterà di eliminare i messaggi inviati per sbaglio a più destinatari nei gruppi. Un pulsante “Cancella per tutti” che, forse, vi risparmierà qualche figuraccia. Ma come funziona?

Annullare l’invio dei messaggi

È capitato più o meno a tutti: inviare un messaggio ad un destinatario e poi subire un ripensamento tanto forte da desiderare di non averlo mai inviato. Purtroppo, però, non sempre è possibile, e non tutte le app di messaggistica dispongono di una funzione “recall” in grado di tornare sui propri passi. Così, per lo meno, non avviene sui gruppi di WhatsApp dove, una volta inviato un messaggio a più destinatari, diventa impossibile riavvolgere il nastro del tempo e cancellare un contenuto che, per distrazione o emotività, può rappresentare imbarazzante.

Per fortuna, il servizio di messaggistica istantanea ha testato un nuovo antidoto contro le più comuni figuracce di questa categoria: alcune fonti bene informate affermano infatti che WhatsApp starebbe provando l’utilizzo di un pulsante “Cancella per tutti” in grado di rendere invisibile il messaggio inviato erroneamente e, dunque, risparmiando ben poche incomprensioni all’utente.

Quando sarà disponibile la nuova funzione

Pur non fondamentale, la possibilità di poter metter mano su una nuova e simile funzione ha acceso l’interesse e la curiosità del mondo WhatsApp, con la community di utilizzatori che ha insistentemente domandato alla società dei chiarimenti in merito.

Per il momento, però, non vi è ancora nulla di ufficiale, e l’azienda non ha fornito alcun riscontro ai numerosi quesiti. Non possiamo dunque che riprendere l’analisi delle indiscrezioni e, in particolar modo, fare affidamento su quanto contenuto nell’account Twitter di WABetainfo, secondo cui la funzione “Cancella per tutti” sarebbe oramai in dirittura d’arrivo con uno dei prossimi aggiornamenti. Il test sarebbe infatti ad ottimo punto sia per la versione iOS dell’app, sia per quella Android.

Peraltro, a conferma di ciò sia sufficiente domandare informazioni a quegli utenti (pochi rispetto al totale) che usano l’app per i sistemi di Windows Phone, e che già nel mese di agosto hanno potuto metter mano su una versione beta che conteneva anche la funzione di cui sopra. Certo è che dalla beta alla versione definitiva ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma tutto sembra essere pronto per poter assistere al lancio di questa opzione.

E voi che ne pensate? Avete mai desiderato di poter disporre di una simile funzionalità?

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WhatsApp vuole puntare all’utenza business (presumibilmente, quale tassello intermedio di un più ampio percorso di sfruttamento di tale target), e a tal fine ha annunciato di aver avviato le fasi di lavorazione che dovrebbero garantire l’implementazione di alcune funzioni business alla sua applicazione di messaggistica. Ma quali saranno le novità che sbarcheranno nell’app di messaggistica istantanea più nota al mondo?

Account business quasi pronti

La novità principale dei prossimi mesi dovrebbe essere il lancio di specifici account business. Non è ancora dato sapere quando avverrà una simile innovazione, ma è certo che – per il momento – WhatsApp sta sperimentando tali funzionalità. Peraltro, a essere ignote sono anche le imprese coinvolte in questa fase di testing, così come le caratteristiche e il meccanismo di funzionamento di tali account, con la società che si è limitata a rivelare che si tratterà di account business “verificati”, che permetteranno alle persone di identificare un account business di un altro utente.

Insieme a ciò, la società ha confermato la volontà di sperimentare diversi strumenti che attualmente sono parte di un’app gratuita di WhatsApp Business per le piccole aziende e una soluzione enterprise per aziende di maggiori dimensioni che operano in larga scala. È stato altresì dichiarato che WhatsApp arricchirà la propria soluzione business fornendo ai clienti aziendali alcune notifiche aggiuntive come gli orari di volo, le conferme di consegna e altri aggiornamenti che dovrebbero rendere più “utile” la fruizione del software.

Arriva anche la spunta verde

Tra le novità che WhatsApp sta sperimentando dovrebbe esserci anche una nuova spunta, di colore verde, che il programma di messaggistica sta approfondando per poter consentire agli utenti di comunicare con le aziende.

Come intuibile, trattandosi di una verifica dell’account, e non del messaggio, le spunte verdi non saranno assimilabili a quelle di “ricezione” e di “lettura” né per natura, né per posizionamento. La spunta verde non comparirà infatti di fianco al messaggio, come nel caso di quelle blu, bensì accanto al nome o al numero del contatto, al fine di permettere all’utente di avere la certezza che il numero di telefono appartiene ad un account verificato, ovvero ad un “account business”.

L’utilità di tale spunta verde è abbastanza palese, almeno agli occhi di WhatsApp: aiutare gli utenti a difendersi dalle truffe, sempre più frequenti anche sull’app di messaggistica, dove tanti sono i contatti avviati per tentativo di frode, con i truffatori intenti a fingersi note aziende e a invitare gli utenti a cliccare su link fraudolenti. Ma sarà sufficiente per evitare di cadere in pericolose trappole?

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L’edizione 2017 della berlinese IFA è stata improntata in misura piuttosto decisa (e sicuramente molto più di quanto non sia stato nel recente passato) sul mondo wearable. Le hi-tech companies hanno infatti presentato decine di novità nel campo dei dispositivi indossabili, e anche se è molto difficile cercare di intuire quali saranno i veri e propri must have della prossima stagione, abbiamo pensato di selezionare 5 produttori (e i loro prodotti!) che vi consigliamo di tenere sotto controllo…

Samsung

In questa breve panoramica delle novità più ghiotte dell’IFA 2017 non possiamo che partire da uno dei leader più innovativi, Samsung. Il gioiello della stagione sembra essere il Samsung Gear Sport, uno smartwatch con un look (appunto) sportivo, ghiera circolare, display super AMOLED da 1,2 pollici, tante applicazioni per la salute e per il benessere e, soprattutto, una promessa completa integrazione con tutti gli altri dispositivi abilitati a Samsung IoT e a Samsung Gear VR. Il design ci convince, le funzionalità anche: sarà uno degli smartwatch best seller per l’anno?

A proposito di smartwatch che forse diventeranno imperdibili, gli occhi dovranno aprirsi anche nei confronti del Gear Fit2 Pro, la nuova generazione del device made in SudCorea, con display curvo super AMOLED da 1,5 pollici, touchscreen ad altissima risoluzione, resistenza sott’acqua a 50 metri (non è cauale la partnership con Speedo), e accordo con Spotify per un ascolto libero anche offline.

Completa la gamma di wearable l’IconX. Non è uno smartwatch ma, come noto, una nuova gamma di auricolari che consentono non solamente di ascoltare musica dal proprio smartphone, quanto anche di dialogare con l’assistente digitale Bixby. Leggerissimi, hanno un design particolare e potrebbero rappresentare un passo in avanti molto importante nella fruizione di smartphone & co.

Fitbit

Quando si parla di dispositivi indossabili, un cenno non può che essere atto anche a Fitbit, che ha puntato parecchie risorse per potersi far trovare pronto all’IFA 2017. E di fatti, alla manifestazione berlinese Fitbit ci arriva con il bel Fitbit Ionic, uno smartwatch realizzato per poter rispondere in maniera ideale alle esigenze degli amanti del fitness, in grado di lavorare anche sulla psicologia degli utenti attraverso la motivazione personalizzata del Fibit Coach. Lo Ionic può inoltre essere utilizzato fino a 50 metri sotto il livello dell’acqua, e dispone di una serie di tecnologie e di app sviluppate con importanti operatori (come Adidas) per poter proporre solo il meglio per chi vuole allenarsi con serietà ed efficacia.

Oltre a Ionic, l’azienda americana ha presentato i Flyer: si tratta di auricolari wireless che (ovviamente!) sono progettati per il mondo fitness, garantendo la massima resistenza al sudore e a qualsiasi attività – anche le più intense. La vestibilità sembra essere assicurata da diversi elementi di personalizzazione.

Garmin

Il trittico dei produttori di device wearable che abbiamo scelto di selezionare non può che concludersi con gli americani di Garmin, che a IFA 2017 hanno presentato Garmin Vivomove Hr, uno smartwatch che strizza l’occhio pesantemente al wellness con una serie di funzionalità che possono migliorare la nostra vita e le nostre attività fisiche. Sono comprese tutte le opzioni di monitoraggio fitness più gettonate, e tante altre meno frequenti. Il device sarà disponibile con una versione Sport e una Premium.

Unitamente al Vivomove, Garmin ha presentato anche il suo Vivoactive 3, nuova generazione di uno smartwatch già ben sperimentato. Lo schermo antiriflesso da 1,2 pollici, pannello touch, funzioni di controllo del proprio benessere, gestione interattiva degli allenamenti, buon design, sembrano essere alcune delle principali caratteristiche in grado di convincere i consumatori a prendere in seria considerzione l’acquisto di tale dispositivo.

Il terzo dispositivo wearable presentato da Garmin è poi stato il Vivosport: con touchscreen a colori, notifiche in tempo reale e funzioni basilari e avanzate per gli sportivi, Vivosport sembra essere un buon compromesso per tutti coloro i quali vogliono entrare nel mondo degli smartwatch con un prodotto di qualità, e dal buon rapporto con il prezzo.

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Che la continua evoluzione di YouTube dovesse condurla a divenire anche un maggiore strumento di informazione era piuttosto prevedibile da diverso tempo. E, pertanto, non stupisce scoprire che il sito della galassia Google ha scelto di introdurre una sezione “Breaking News” all’interno del proprio portale, con una funzionalità che – al momento in cui scriviamo – non risulta però essere ancora disponibile in Italia.

Un triste esordio

La novità relativa alla sezione delle Breaking News è stata notata da qualche attento utente americano nel momento in cui iniziavano ad essere diffuse le drammatiche notizie legate agli ultimi attentati terroristici che hanno colpito la città di Barcellona. In quel frangente, Google ha alimentato di video la sezione Breaking News, trasformandosi in una preziosa fonte di notizie in costante aggiornamento.

La disponibilità di tale nuova area interna alla home di YouTube è peraltro apparsa sia per la versione web del noto portale, sia per la app mobile: in entrambe le modalità, Breaking News è in grado di raccogliere tutti quei video che possono informare gli utenti sugli ultimi avvenimenti più importanti.

Come funziona Breaking News

Considerato il recente lancio di tale funzionalità, non è ancora ben noto quale sarà il suo funzionamento. È tuttavia molto probabile che non vi siano particolari “sorprese”, e che Google pertanto alimenterà tale sezione attraverso l’uso di un algoritmo che potrà cercare alcune parole chiave (quelle più ricorrenti, minuto per minuto?) nei titoli degli ultimi video pubblicati sul proprio portale.

Non è comunque escluso che possa esserci anche qualche intervento manuale, come avviene in ogni redazione giornalistica: attendiamo conferme e informazioni dalla grande G per poterne sapere di più…

Come appare Breaking News

Da un punto di vista estetico, la nuova sezione si inserisce tra i canali consigliati sulla home page, consentendo di scorrere i video suggeriti. Non vi è pertanto una vera e propria modifica nel layout di YouTube, quanto – più semplicemente – l’aggiunta dell’area Breaking News in una posizione di evidenza nella pagina principale del sito.

Quando sarà disponibile in Italia

Come già ribadito, al momento in cui scriviamo la novità di YouTube non è disponibile per gli utenti italiani. Sebbene non vi siano state comunicazioni ufficiali in tal senso, riteniamo comunque che la funzione sia in fase di rollout in tutto il mondo, e che pertanto possa essere usufruita anche qui in Italia nel corso dei prossimi giorni.

E voi che ne pensate? È una novità gradita, o non ritenete sia una funzionalità particolarmente utile?

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A meno che non siate stati fuori dal web nel corso dell’ultimo mese, è molto probabile che i vostri contatti (virtuali o meno) abbiano discusso tra di loro di Sarahah, una delle app che nelle scorse settimane ha riscosso il maggiore successo, e che sembra essere diventato il trend estivo per eccellenza. Ma che cosa è Sarahah? A cosa serve? Ed è veramente il caso che la installiate?

Cerchiamo di rispondere a queste e altre domande con una mini guida ad un’app che rischia di far parlare di se ancora a lungo…

È l’ora di Sarahah

Come ben noto, ogni estate porta in dote i suoi tormentoni e… non solamente musicali. E se lo scorso anno il mondo impazziva alle prese con Pokemon Go, l’estate 2017 sembra essere il momento più propizio per Sarahah, una nuova app che si sta rapidamente diffondendo tra giovani e meno giovani, con la consueta prevalenza dei primi rispetto ai secondi. Le statistiche, d’altronde, parlano chiaro: sugli app store Sarahah continua a guadagnare posizioni, conquistando milioni di download e decine di migliaia di recensioni… non sempre positivissime.

A proposito: che cosa è Sarahah?

Nomen omen, per capire che cosa è Sarahah e quali siano le sue caratteristiche può esser utile rammentare come il nome dell’applicazione, in arabo, significhi “franchezza”, “onestà”. Una qualità certamente invidiabile, che è sicuramente più facile ottenere quando due contatti chattano nel più completo anonimato. Ed è proprio questa l’idea di Sarahah: sviluppata dal 29enne Zain al-Abidin Tawfiq, è un ibrido tra un sistema di messaggistica istantanea e un social network, che permette di inviare e di ricevere messaggi completamente anonimi.

Perché è nata Sarahah?

Come molte app che si rispettino, anche Sarahah è nata per un’esigenza diversa rispetto a quella a cui è stata “piegata”. Lo scopo con cui è sorta l’app non era infatti quello di favorire le rilevazioni anonime tra amici, bensì quello di assicurare un ambiente di lavoro più sereno, permettendo ai dipendenti di presentare lamentele per i comportamenti scorretti dei loro capi in forma anonima, in maniera tale che non vi fossero ripercussioni per simili denunce.

Sebbene inizialmente Sarahah non sia riuscita a riscuotere il successo preventivato da Tawfiq, la sua “flessibilità” di utilizzo ha permesso all’app di uscire dall’ambiente aziendale e, qualche mese fa, presentarsi in maniera più versatile e ampia in tutti i principali Paesi arabi. Poi, in primavera, ha fatto la sua apparizione sull’App Store, velocizzando un’espansione già comunque avviata.

Ma serve veramente?

Fin qui, la breve storia di Sarahah e le sue caratteristiche di utilizzo. Rimane però da comprendere un elemento preminente: serve davvero? Ne possiamo fare a meno?

Quel che sembra certo è che la possibilità di esprimere i propri pensieri senza doversi palesare, e rimanendo nel profondo anonimato, continua ad esercitare una crescente attrazione per gli utenti del web. E proprio tale specificità rischia di essere croce e delizia di Sarahah, il cui nome vorrà pur dire “onestà”, ma il cui utilizzo può fin troppo facilmente piegarsi alle assurde logiche del cyberbullismo.

Già negli scorsi mesi diverse sono state le segnalazioni su un’incongrua fruizione dell’app, frequentemente individuata come strumento di diffusione di una cattiveria gratuita, dinanzi alla quale si può fare ben poco (tranne, difendersi “alla cieca” dalle anonime sentenze). Lo sviluppatore Tawfiq ha dichiarato di volersi impegnare per poter mantenere un ambiente positivo e sereno, ma non è ancora chiaro come sarà possibile e quali saranno le evoluzioni dell’app.

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WhatsApp è sempre più vicina a entrare nel settore dei pagamenti elettronici: un comparto sul quale l’app del gruppo di Zuckerberg vorrebbe giocare un ruolo da protagonista, seguendo l’esperienza di qualche suo competitor (WeChat) e allargando le funzionalità in modo ancora più innovativo.

Il sistema Payments su WhatsApp

Per rendersi conto di quanto siano prossimi i passi del sistema di messaggistica istantanea in tale settore, sia sufficiente ricordare come in una nuova versione beta dell’applicazione per sistemi operativi Android sarebbe stato avvistato in rete il supporto a Payments, un sistema di pagamento fruibile da tutti gli utenti interessanti a trasferire denaro mediante UPI (Unified Payments Interface).

Se tale spunto si concretizzerà in una nuova funzionalità da rendere massivamente disponibile ai propri utenti, è presto per poterlo dire con certezza. Tuttavia, i primi passi verso l’ingresso nel settore dei pagamenti elettronici sembrano essere compiuti, e gli sviluppi degli ultimi giorni sembrano ribadire l’impressione che gli utenti di WhatsApp potranno presto inviare denaro ai propri contatti, esattamente come – in Cina – fa già l’app WeChat, una diretta concorrente di WhatsApp.

Secondo qualche indiscrezione, è molto probabile che almeno per una prima fase Zuckerberg scelga di lanciare tale nuova funzionalità nel solo mercato statunitense, seguendo così la strada già tracciata da Facebook Messenger, e rimandando in un secondo momento l’eventualità di un allargamento a una platea più ampia di utenti del proprio servizio Payments (del quale, peraltro, si parlava già nella scorsa primavera, quando un rumor proveniente dall’India anticipava che un lancio sperimentale del servizio sarebbe partito proprio dal subcontinente).

Per quanto attiene gli sviluppi futuri più pragmatici, riteniamo ben possibile che WhatsApp scelga di entrare in questo settore con ambizioni di protagonismo: offrire pagamenti elettronici ai propri utenti significa poter cogliere l’occasione di diversificare la gamma dei propri servizi, conferendo nuovi valori aggiunti al suo miliardo di utenti giornalieri (traguardo certificato pochi giorni fa), per un numero che sale a quota 1,3 miliardi su base mensile.

Insomma, se quotidianamente WhatsApp assiste allo scambio tra i propri utenti di 55 miliardi di messaggi, 4,5 miliardi di foto, 1 miliardo di video, presto a tali statistiche si potranno aggiungere anche i trasferimenti di denaro.

Tante le novità in arrivo

Pur preminente, quella di cui sopra non è l’unica novità in arrivo sul mondo WhatsApp, con il sistema di messaggistica istantanea che, anzi, si appresta ad accogliere numerose innovazioni di forma e di sostanza che potrebbero contribuire a rendere ancora più appagante l’uso delle proprie funzionalità.

È di pochi giorni, ad esempio, l’annuncio della personalizzazione dello sfondo dei post, con colori e combinazioni di colori che ricordano quelle già in uso su Facebook, o ancora la possibilità di segnalare la propria posizione e condividerla con i propri contatti o con i propri gruppi. Ancora, sarà possibile fruire di un nuovo servizio di eliminazione dei messaggi (anche quelli già recapitati), di gestione della memoria e… di zoom delle immagini. Che ne pensate?

Una nuova truffa si è recentemente affacciata sulle schermate del più noto sistema di messaggistica istantanea al mondo. Tanto che, sull’account Facebook del Commissariato di Polizia Postale Online Italia, vengono messi in allerta gli utenti di WhatsApp sul pericolo di una nuova frode che mira a estorcere dati sensibili (e denaro) a tutti coloro che utilizzano questa diffusa app. Ma in cosa consiste tale tentata truffa? E come potersi difendere?

La nuova truffa su WhatsApp

Il nuovo messaggio di truffa comparso negli ultimi giorni su WhatsApp ha il seguente tenore:

Caro cliente, uso gratuito per il tuo account scadrà entro 48 ore. Il tuo account verrà bloccato. È necessario rinnovare il tuo account o i vostri dati saranno persi (foto, video, messaggi).

Naturalmente, un simile messaggio non può provenire dalla società titolare del sistema di messaggistica, considerato che da qualche tempo WhatsApp è un servizio completamente gratuito, e non vi sono alcune limitazioni circa il suo utilizzo. Si tratta pertanto di un messaggio giunto da terzi non autorizzati, dinanzi ai quali sarebbe opportuno seguire le indicazioni di maggiore cautela fornite dalla Polizia di Stato e dalla stessa compagnia. Peraltro, si tratta altresì di una bufala non recente, considerato che dal 2012 – anno in cui WhatsApp è divenuto free – molte frodi basano la propria “validità” presunta proprio sul fatto che il sistema di messaggistica starebbe tornando a pagamento.

Cosa fare se arrivano messaggi “strani” su WhatsApp

Qualora dovesse arrivare un messaggio con il contenuto di cui sopra, o altri messaggi che intimano pagamenti per poter evitare la disattivazione del servizio, la Polizia Postale raccomanda tutti gli utenti di eliminare subito il testo e segnalare agli enti competenti l’utente che lo ha diffuso.

Dal canto suo, WhatsApp è ben consapevole di quanto siano frequenti tali truffe e, proprio per questo motivo, ha recentemente ribadito i suoi consigli anti-truffa. Sul suo sito, la compagnia ha rammentato che lavora con intensità per poter ridurre qualsiasi messaggio di spam che passa attraverso il proprio sistema, ma che nonostante gli sforzi può comunque succedere che altri utenti di WhatsApp che hanno il vostro numero di telefono possano contattarvi.

Per aiutare tutti gli utenti a riconoscere i messaggi-truffa, WhatsApp evidenzia come i contenuti indesiderati da parte di terzi non autorizzati arrivano in molte forme, come ad esempio lo spam, le bufale e i messaggi di phishing. “Tutti questi tipi di messaggi sono ampiamente definiti come messaggi indesiderati da parte di terzi non autorizzati che cercano di ingannarti e ti chiedono di agire in un certo modo” – vi ricorda WhatsApp nelle proprie FAQ, per poi aggiungere che potreste essere l’obiettivo di un sistema fraudolento se una delle seguenti situazioni descrive un messaggio che avete ricevuto:

  • il mittente sostiene di essere affiliato a WhatsApp;
  • il contenuto del messaggio contiene istruzioni su come inoltrare il messaggio;
  • il messaggio afferma che si può evitare una punizione, come la sospensione dell’account, se si inoltra il messaggio;
  • il contenuto del messaggio include un premio o un regalo, da parte di WhatsApp o un’altra persona.

Ma che cosa fare se si ricevono questi messaggi? I consigli di WhatsApp non differiscono, naturalmente, da quelli già visti in relazione ai comportamenti indicati dalla Polizia. Pertanto, è opportuno bloccare il mittente, ignorare il messaggio ed eliminarlo, e segnalare alle autorità competenti l’accaduto.

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