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Leonardo Biasi

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Esperto di software e nuove tecnologie. Web writer per passione.

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Xiaomi Mi 8 è l’ultimo prodotto della multinazionale cinese Xiaomi. In forte ascesa anche in Italia. Con sede a Pechino, Xiaomi progetta, sviluppa e vende smartphone, app mobili, laptop e relativi dispositivi elettronici di consumo. Ha lanciato il primo smartphone nel 2011 e nel 2014 in Cina è diventata la più grande azienda di smartphone. Non solo, tre anni dopo, è diventata la quinta più grande azienda di smartphone al mondo. Anticipata solo da Apple, Huawei, Samsung e Oppo.

Xiaomi conta 15mila dipendenti tra Cina, India, Malesia, Singapore. Ma punta ad espandersi anche in Indonesia, Filippine e Sud Africa.

Il CEO di Xiaomi è Lei Jun, che vanta un capitale netto di $ 6,8 miliardi. Tanto da piazzarsi nel 2017 al 24mo nella classifica delle persone più ricche della Cina.

Insomma, Xiaomi è un’azienda che non scherza e il suo nuovo Xiaomi MI 8 contribuirà ad aumentarne sicuramente lo spessore. Ecco una recensione di Xiaomi MI 8.

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Xiaomi MI 8 recensione, design e scocca

Com’è il design di Xiaomi MI 8? A prima vista, il Mi 8 potrebbe sembrare il solito smartphone medio del 2018: display con proporzioni alte con il notch in cima. Assomiglia anche molto a un dispositivo Apple particolarmente noto. Anche se, una volta sollevato e sentito il dispositivo, diventa una storia completamente diversa. Xiaomi ha dato al Mi 8 un pannello posteriore in vetro molto lucido e liscio che è bello al tatto e riflette la luce in certi angoli per un tocco in più. Quello stesso pannello posteriore più i bordi arrotondati lo fanno sentire come un dispositivo elegante e premium.

Anche se purtroppo lo rende scivoloso e soggetto a sbavature. Abbiamo il layout dei pulsanti standard qui con il pulsante di accensione / blocco situato a destra e lo slot per schede dual-SIM sulla sinistra. I pulsanti sono silenziosi e facilmente cliccabili ma sono un po’ difficili da raggiungere durante le operazioni con una sola mano. Se c’è una cosa che manca qui, è l’opzione per lo storage espandibile in quanto il Mi 8 non ne ha, nemmeno una configurazione ibrida.

Un’ammiraglia 2018 non sarà un’ammiraglia se non è dotata di una porta USB Type-C. Per fortuna, nella parte inferiore del dispositivo c’è la porta suddetta racchiusa da due griglie dei diffusori (il microfono principale sulla sinistra e l’altoparlante sulla destra). Se hai notato che non c’è una porta audio da 3,5 mm ma Xiaomi non ci ha lasciato appesi perché c’è un adattatore USB da tipo C a 3,5 mm nella confezione. Poi sul retro ci sono le due fotocamere AI da 12 MP accompagnate da un flash LED e uno scanner di impronte digitali.

Il dispositivo è relativamente sottile e leggero ma si sente ancora robusto nelle mani. È facile da impugnare ma di nuovo scivoloso, soprattutto se posizionato su una superficie piana senza alcuna protezione. Si adatta bene alle tasche dei nostri pantaloni e pantaloncini, quindi portarlo in giro non sarà un problema. Xiaomi per il suo Xiaomi MI 8 ha incluso una custodia in silicone trasparente nella confezione, così abbiamo potuto apprezzare ancora quell’elegante retro in vetro senza lo stress della pulizia continua. Rimuove anche la natura scivolosa del dispositivo.

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Xiaomi MI 8 recensione, display

Com’è il display di Xiaomi MI 8? Xiaomi Mi 8 è dotato di un display AMOLED FHD (2248 x 1080) da 6,21 pollici progettato da Samsung. Essendo uno schermo AMOLED, i colori sono ben saturi, i neri sono più visibili e gli angoli di visualizzazione sono eccezionali. Potrebbe non avere un display QHD o 4K, ma la qualità del suo schermo è più che sufficiente per offrire un’esperienza di visione piacevole. Ha anche un rapporto schermo-corpo generoso all’88,5%, rendendolo perfetto per il consumo di video e film.

Xiaomi ha anche rimosso la seccatura di nascondere manualmente la tacca quando guardava i video mentre il telefono lo fa automaticamente. L’opzione è ancora presente nel menu delle impostazioni anche se si desidera nascondere la tacca anche durante le normali operazioni.

Xiaomi MI 8 recensione, audio

Com’è l’audio di Xiaomi MI 8? Nonostante abbia un solo diffusore nella parte inferiore, il dispositivo emette ancora un buon audio. I medi e gli alti sono nitidi e i suoni sono nitidi e chiari anche ai massimi volumi. Ancora una volta, le minime sono quasi inesistenti, ma la qualità audio complessiva non è troppo malandata.

Xiaomi MI 8 recensione, fotocamera

Com’è la fotocamera di Xiaomi MI 8? Il Mi 8 è dotato di due telecamere posteriori AI da 12 MP e di un frontale da 20 MP, con AI pure. La parte posteriore ha stabilizzazione ottica dell’immagine a 4 assi e AF a doppio pixel. Per le modalità, abbiamo Video brevi, Video, Foto, Ritratto, Quadrato, Panorama, Manuale, un set di filtri e Beauty Pro per la parte posteriore.

Il fronte, d’altra parte, ha tutte le caratteristiche del retro eccetto Panorama e Manuale. Le funzioni AI degli sparatutto possono essere attivate o disattivate se vuoi una versione inedita dei tuoi scatti. La qualità delle immagini delle doppie videocamere AI posteriori è piuttosto impressionante. Gli scatti hanno una qualità sorprendente, nitidezza, gamma dinamica e riproduzione e accuratezza dei colori spot-on.

L‘intelligenza artificiale aiuta molto a postare immagini nello scenario previsto, come cibo o natura. Anche i colpi di luce scarsa sono impressionanti, nonostante il rumore sia visibilmente notevole. All’inizio eravamo addirittura delusi perché il rumore era davvero evidente sull’interfaccia utente della fotocamera, ma una volta che l’intelligenza artificiale ha fatto la sua magia è diventato minimo. La messa a fuoco automatica era anche veloce, scattante e on-point.

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Questa straordinaria qualità d’immagine si traduce anche nella fotocamera frontale. I selfie sono nitidi e chiari, hanno una buona riproduzione dei colori, nitidezza e accuratezza. L’intelligenza artificiale funziona perfettamente anche nel levigare la pelle senza sembrare troppo artificiale. Le opzioni di bellezza sono ancora lì, ma pensiamo che l’intelligenza artificiale sia più che sufficiente per le tue esigenze di selfie.

La messa a fuoco automatica è veloce e i filmati sono nitidi e chiari con una buona gamma dinamica, nitidezza e colore. Il microfono riprende abbastanza bene l’audio.

Xiaomi MI 8, recensione sistema operativo

Qual è il sistema operativo di Xiaomi MI 8? La nostra unità funziona sulla versione globale di MIUI 9.5 su Android 8.1 Oreo. L’interfaccia utente è abbastanza semplice: nessun cassetto app perché tutte le app sono gestite dalle schermate principali. È ancora un’interfaccia utente semplice e pulita da usare, specialmente se hai già familiarità con MIUI. Tuttavia, abbiamo il piacere di godere di alcune funzionalità eleganti come Second Space (divide la memoria e l’operazione del telefono in due), Full-Screen Gestures sullo schermo (sostituisce la navigazione sullo schermo per i gesti) e le doppie app. Questo è ovviamente da aggiungere a ciò che Android Oreo ha da offrire.

 

Xiaomi MI 8 recensione, memoria

Com’è la memoria di Xiaomi MI 8? Abbiamo la versione da 64GB a portata di mano, ma c’è una variante da 128GB più ampia disponibile sul mercato. Ci sono alcune app preinstallate come booking.com e iReader e alcuni Mi homebrew. Questo abbinamento con le app standard di Google Apps e Microsoft ci lascia con circa 52,6 GB di spazio utilizzabile dai 64 GB iniziali.

Xiaomi MI 8 recensione, performance

Powering the Mi 8 ha un processore Qualcomm Snapdragon 845 abbinata a 6GB di RAM. Il telefono è riuscito a gestire tutto ciò che abbiamo lanciato. Non importa quanto fosse pesante o intensa la grafica. Il multitasking non è stato un problema neanche grazie ai 6GB di RAM. I giochi sono anche un piacere da giocare, dato che anche i titoli più pesanti funzionano senza intoppi sul dispositivo. Non abbiamo riscontrato nervosismi, frame drop o ritardi con giochi come PUBG Mobile, Tekken 7 e Asphalt 9.

Il riconoscimento del volto è stato rapido e molto reattivo, soprattutto nelle aree luminose in quanto sblocca istantaneamente il dispositivo. Anche le prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione sono impressionanti con solo un secondo di ritardo.

  • AnTuTu (v7) – 267,200
  • Geekbench – 2422 (Single Core), 9,093 (Multi-Core)
  • 3DMark – 3,885 (SSE – OpenGL ES 3.1), 2,974 (SSE – Vulkan)
  • PCMark – 4,676 (Work 2.0), 5,315 (Work 1.0)

Xiaomi MI 8 recensione, connettività

Com’è la connettività di Xiaomi Mi 8? Il dispotivo racchiude un buon set di funzioni di connettività che include 4G LTE, WiFi, Bluetooth 5.0, NFC, GPS e OTG. La qualità delle chiamate è chiara e buona e il GPS funziona perfettamente per app come Waze, Maps e Grab. La ricezione del segnale è buona anche quando si è in aree schermate, utilizzandolo anche come come hotspot.

Xiaomi MI 8 recensione: la batteria

Com’è la batteria di Xiaomi MI 8? Il dispositivo è dotato di una batteria da 3400 mAh con ricarica rapida 4. La durata della batteria è davvero eccezionale, arriva fino ad un giorno o due in caso di utilizzo minimo senza Wi-Fi e circa un giorno con un utilizzo intenso su WiFi. Durante un Test del ciclo video standard, il telefono è durato per ben 20 ore e 35 minuti, il che è impressionante. Il caricamento dallo 0-100% dura circa un’ora a un’ora e mezza, grazie a QC4.

Xiaomi MI 8 recensione, prezzo

Qual è il prezzo di Xiaomi MI 8? Il prezzo di lancio di questo sorprendente smartphone è di 529 euro. Entrando dunque in concorrenza con OnePlus e Asus, che con OnePlus 6 e ZenFone 5Z, più o meno allo stesso prezzo, quest’anno hanno fatto un ottimo lavoro. Online è ovviamente possibile risparmiare molto, trovando anche prezzi di poco superiori ai 400 euro.

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Xiaomi MI 8 aspetti migliori

Quali sono i migliori aspetti dello Xiaomi MI 8? A nostro avviso i seguenti:

  • Display
  • Top-notch
  • Fotocamera
  • Altoparlanti
  • Batteria
  • Prezzo scontato

Xiaomi MI 8 aspetti peggiori

Quali sono gli aspetti peggiori dello Xiaomi MI 8? A nostro avviso i seguenti:

  • Pannello posteriore con vetro antiscivolo e antimanomissione
  • Porta audio da 3,5 mm

Xiaomi MI 8 conviene?

Conviene acquistare Xiaomi MI 8? Xiaomi dimostra ancora una volta che le specifiche e le prestazioni di punta non devono necessariamente arrivare a un prezzo elevato. Il Mi 8 è un dispositivo di punta per gli standard del 2018. Ha impressionanti telecamere, display, prestazioni, riconoscimento facciale e altoparlanti capaci. Si tratta di un pacchetto completo che offre il meglio che il mercato ha da offrire a un prezzo comprensibilmente accessibile.

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Se vogliamo confrontare Xiaomi MI 8 con uno dei Top di gamma in circolazione di altri marchi, ossia Samsung Galaxy S9, vediamo che quest’ultimo tecnicamente è superiore al prodotto cinese nel suo complesso. Ma esso comunque non sfigura ed è venduto peraltro a metà prezzo.

Galaxy Samsung S9 batte Xiaomi MI 8 per quanto concerne il design, il display, la sicurezza, l’audio, gli accessori. Mentre Xiaomi MI 8 batte Samsung Galaxy S9 per quanto concerne la durata della batteria, il software e ovviamente il risparmio. Un confronto tra le fotocamere di Mi 8 e S9 non produce invece un vero vincitore. Il Galaxy S9 ha certamente una modalità manuale più elaborata e molte modalità di ripresa e registrazione che Xiaomi Mi 8 non ha, ma lo smartphone Xiaomi ha una modalità automatica fenomenale grazie alle sue ottimizzazioni software. E grazie alla AI, il Mi 8 cambia le impostazioni al fine di regalarti prestazioni eccellenti.

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Come cambiare operatore telefonico mobile? Come cambiare operatore telefonico fisso? Se c’è una liberalizzazione che ha avuto successo in Italia, è quella del settore telefonico. Sia fisso che mobile. Un tempo c’era solo la Sip, poi dagli anni ‘90 diventata Telecom ed ora Tim. Ma soprattutto, deve vedersela con altri gestori. Infostrada, Vodafone, Tre e Fastweb in primis. Tutti colossi che si sfidano a colpi di promozioni, sia per la linea fissa che per il mobile. In genere anche combaciandole al fine di offrire un unico pacchetto convenienza. Quindi, possiamo scegliere tra più operatori e cambiarli anche con una certa nonchalance.

Certo, non mancano ancora zone d’ombra, con l’autorità garante per la concorrenza di tanto in tanto costretto ad intervenire per mettere fine a qualche abuso. Come il caso recente della durata di una promozione a cadenza di 28 giorni anziché mensile. Il che toglieva in pratica 2 giorni al mese in media a cliente. Ma torniamo a vedere come cambiare operatore telefonico mobile o fisso.

Cambiare operatore telefonico costi

Quanto costa cambiare operatore telefonico? Cambiare spesso operatore è una pratica che fanno in tanti, in quanti passare da un operatore all’altro consente di avere offerte esclusive a prezzi stracciati. Il tutto in maniera molto veloce e senza particolari scocciature burocratiche, né penali da pagare in caso di rescissione del contratto anticipato. Nel momento in cui vi scriviamo, l’unica cosa da pagare è 25 euro, a prescindere dell’operatore scelto, tra un costo e l’altro. Ma ci saranno accreditati anche 10 euro di ricarica. Inoltre, il credito residuo sul numero ci sarà trasferito velocemente senza costi.

Quindi, ci si va solo a guadagnare in termini economici. Almeno per il mobile. Come vedremo, diverso è il discorso per la linea fissa. Infatti, esiste comunque un costo di disattivazione del servizio. Certo, occorre però valutare la qualità del servizio, anche in base alla propria zona in cui si userà la linea. Se in linea di massima Vodafone e Tim, sembrano avere una copertura ottima pressocché su tutto il territorio nazionale, Tre e Wind risentono di qualche lamentela qua e là. Soprattutto Tre. La quale però in termini di offerte è fin da quando esiste la più attraente. Peraltro queste due compagnie si sono messe insieme, sebbene per il momento abbiano mantenuto le proprie peculiarità commerciali.

Come cambiare operatore telefonico per linea fissa

Partiamo col vedere come cambiare operatore telefonico della linea fissa. Intendendo per essa la linea voce e quella per connettersi ad internet. Le procedure vengono svolte in tempi brevi e le spese riguardano solo costi fissi per la chiusura della linea.

Per prima cosa, occorre contattare il nuovo operatore telefonico esprimendo la volontà di voler cambiare gestore mantenendo lo stesso numero. Tutto ciò di cui avrete bisogno sarà il codice di migrazione che si trova sulla bolletta di tutti i gestori telefonici. Spesso sono gli stessi operatori telefonici a contattarci a casa tramite agguerriti call center. Risultando peraltro molto fastidiosi e ai quali tendiamo a rispondere di no per paura di truffe o comunque di un peggioramento della condizione. In effetti è sempre meglio guardarsi con calma le condizioni per propria iniziativa, ad esempio facendosi rilasciare un opuscolo nei negozi di telefonia o scrutando nei siti internet ufficiali delle compagnie.

Il codice di migrazione permette di identificare la vostra utenza in maniera univoca, e senza di questo non sarà possibile eseguire il passaggio. Il cambio può essere fatto sia telefonicamente (dovrete accettare la registrazione della chiamata e attendere di ricevere l’invio della documentazione) o anche online direttamente sul sito ufficiale dell’operatore telefonico a cui vi state rivolgendo per la migrazione. La pratica di disdetta del vecchio contratto verrà gestita direttamente dal nuovo operatore; a voi non resterà che firmare e spedire la documentazione che vi verrà consegnata.

Cambiare operatore telefonico linea fissa tempi

Veniamo ora a due domande che interessano molto i consumatori: quanto costa cambiare operatore telefonico? Quali sono i tempi che ci vogliono per cambiare operatore telefonico? In effetti la prima domanda è importante, in quanto dobbiamo capire prima a quali spese andiamo incontro per concretizzare il passaggio, onde evitare brutte sorprese dopo aver firmato. La seconda pure è importante, perché la preoccupazione di molti è quella di restare in un limbo sospeso, ritrovando senza linea telefonica fissa avendo disdetto la propria e in attesa della nuova. Il che crea enormi disagi non tanto dal punto di vista del traffico voce, visto che c’è appunto il mobile (anche se potrebbe diventarlo in caso di clienti anziani non avvezzi all’uso di smartphone o cellulari old style), quanto per la linea internet. Specie per chi lavora da remoto. In tal caso, per arrangiare (come si dice a Napoli), l’unico modo è di usare lo smartphone come un Hotspot, trasformandolo in un modem. Occorrerà cercare questa opzione tra quelle della connessione di rete.

Quanto ai tempi, comunque, il nuovo gestore è tenuto ad attivare la linea entro 10 giorni dalla richiesta del cliente. Mentre sono 30 i giorni massimi di preavviso per la cessazione del contratto che un operatore può richiedere ai propri utenti.

Cambiare operatore telefonico linea fissa costi

Quanto costa cambiare operatore telefonico della linea fissa? Qui, come accennato all’inizio, la buona notizia è che le penali sono sparite, la cattiva è che sono state sostituite dai costi di disattivazione. Non sono cifre esorbitanti, a secondo dell’operatore si va dai 30 ai 100 euro.

Occorre poi aggiungere che bisogna pure pagare una penale nel caso in cui non si spedisca entro 15 giorni dalla cessazione del contratto, gli apparecchi ricevuti in comodato d’uso (modem, telefoni, eccetera). Ancora, se il contratto precedente prevedeva delle promozioni e procedete con la rescissione prima della scadenza naturale del contratto, vi verranno addebitati anche i costi di attivazione del cui pagamento siete stati inizialmente esentati. Quindi, se per esempio abbiamo sottoscritto un abbonamento che prevedeva l’attivazione della linea gratuita a fronte di un vincolo contrattuale di almeno 24 mesi e poi lo annulliamo prima che esso sia scaduto, allora dovremo pagare pure i costi di attivazione.

Quindi, consideriamo anche tutti questi aspetti prima di cambiare operatore. Calcoliamo bene se è in corso una promozione e quanto costerebbe recederla anzitempo. E valutiamo bene se abbiamo apparecchi di proprietà della compagnia in comodato d’uso.

Come cambiare operatore telefonico mobile

Come cambiare operatore telefonico mobile? In questo caso la cosa è più semplice. Di fatti, come dicevamo, c’è gente che cambia continuamente operatore per beneficiare di sconti e promozioni. Anche dell’operatore stesso che si sta lasciando. Anche in questo caso, le vie sono 3: o spulciamo i siti internet delle compagnie, o le telefoniamo ai customer care gratuiti oppure ci recheremo presso un loro punto vendita fisico. In caso abbiamo già le idee chiare e siamo decisi, meglio portare sempre con noi carta d’identità, codice fiscale e la sim che usiamo in quel momento. L’addetto stamperà il contratto che il cliente firmerà in tutte le sue parti dopo averlo letto. Farà anche fotocopia dei documenti e prenderà nota della Sim in uso. Il passaggio del credito residuo, invece, avviene dopo circa sei giorni. Ma dobbiamo essere noi a ricordarcelo di richiederlo.

Molto importante, quando si cambia operatore, è quello di richiedere seduta stante la disattivazione dei servizi a pagamento che si attivano automaticamente sulla sim e che scalano soldi ogni mese «di nascosto». Si pensi alla segreteria telefonica o l’SMS di avviso di chiamata a telefono spento. Queste disattivazioni possono essere anche fatte sul sito stesso del nuovo operatore. Previa registrazione. Ma ci vuole pochissimo tempo.

Fin qui i casi di numeri a ricarica. In caso di abbonamenti bisogna fare più attenzione, giacché in genere prevedono stretti vincoli contrattuali legati a un periodo minimo di sottoscrizione i quali, in caso di rescissione prima di questi termini, possono comportare penali esose. Se ad esempio abbiamo comprato uno smartphone a rate presso il nostro gestore, dovremo saldare il debito residuo per poterlo riscattare. Allo stesso modo, se abbiamo sottoscritto abbonamenti che prevedevano la gratuità dell’attivazione, ma solo a patto di rimanere abbonati per un certo periodo di tempo, dovremo saldare quei costi da cui siamo stati esentati.

Portabilità numero cos’è e come funziona

Cos’è la portabilità del numero? Come funziona la portabilità del numero? Per portabilità del numero mobile, conosciuta anche con l’acronimo MNP (dalla lingua anglosassone mobile number portability), si intende quella procedura con la quale il consumatore può procedere con il cambio operatore ma senza perdere il numero telefonico. Quindi, preserva il proprio numero di telefono pur avendo cambiato gestore telefonico. Ecco perché in giro vediamo tanti 33. non appartenere alla Tim, 32. non appartenere più a Wind, 36. non appartenere più a Tre e così via.

La portabilità del numero prevede il coinvolgimento di due soggetti:

il nuovo operatore telefonico, ovvero il ricevente

il vecchio operatore telefonico, ovvero il cedente

Come funziona la portabilità del numero? Sarà l’operatore ricevente che si occuperà di sbrigare tutte le pratiche necessarie. Lla portabilità del numero avviene nei seguenti passaggi:

  • l’utente decide di fare il cambio operatore e lo comunica alla nuova compagnia telefonica. Quest’ultima ricoprirà il ruolo di ricevente
  • il ricevente chiama il cedente (vecchio operatore) comunicando il passaggio
  • sbrigate le pratiche necessarie, il cliente passa al nuovo operatore

Il periodo di attivazione parte dalla richiesta del cambio operatore da parte del cliente e termina con l’effettiva portabilità del numero. In genere il tutto si completa nel giro di un’ora. L’Agcom ha poi imposto agli operatori telefonici che il periodo di realizzazione, vale a dire quel lasso di tempo nel quale le due compagnie intercedono affinché la portabilità si compia, non può superare il limite di un giorno lavorativo.

Cambiare operatore telefonico mobile tempi

Quanto tempo ci vuole per cambiare operatore telefonico linea mobile? Il passaggio dovrebbe avvenire entro le 24 ore, ma è bene mettere in conto eventuali disguidi tecnici. In genere, l’operatore vi dirà sempre 48 ore, che è una giusta media, in quanto non si esclude che ci vorrebbero pure 3 giorni. Ricordiamoci poi che occorre sempre calcolare i giorni lavorativi. Quindi meglio non cambiare operatore di venerdì, ma meglio farlo nei primi 3 giorni della settimana, così da avere il passaggio entro il weekend. Comunque, rispetto a quanto avviene per la linea fissa, dove può accadere di ritrovarsi senza linea per qualche giorno nella fase di passaggio, nel caso della linea mobile ciò non può accadere. In quanto la nostra vecchia sim continuerà a funzionare normalmente fino alla conclusione della portabilità di cui si viene avvisati tramite SMS. Ci accorgeremo comunque dell’avvenuto passaggio quando la vecchia Sim non avrà più campo. A quel punto bisogna sostituire la scheda con quella nuova.

In questa fase, ricordiamoci pure di disdire eventuali promozioni qualche giorno prima. Altrimenti le rinnoveremo inutilmente visto che poi passeremo ad altro operatore. Sarebbe un costo sostenuto inutile. L’unico problema in tal caso sarebbe di ritrovarsi senza alcuna promozione in caso di ritardi. Ma in genere i tempi di attivazione della nuova Sim sono celeri.

Cambiare operatore telefonico mobile costi

Quali sono i costi di cambiare operatore telefonico mobile? Diciamo che dipende dall’operatore. Attivare una nuova SIM Tim o Vodafone costa 10 euro con 5 euro di traffico incluso, mentre una nuova scheda Wind costa 10 euro e ha solo 1 euro di traffico incluso.

A ciò si aggiunga il versamento del primo canone mensile dell’offerta minuti+sms+dati scelta ed eventuali costi di attivazione della stessa. I quali solitamente, per i nuovi clienti sono in promozione, spesso contestualmente al primo rinnovo dell’offerta.

Cambiare operatore telefonico mobile offerte migliori

Quali sono le offerte migliori per cambiare operatore telefonico mobile? Riportarle sarebbe fuorviante, in quanto vengono cambiate spesso o riproposte ma ciclicamente o in determinate stagioni (di solito in estate e nei periodi natalizi). Tuttavia, riteniamo sia più interessante riportare le cosiddette promozioni “nascoste” delle compagnie telefoniche. Quelle cioè che gli operatori dei negozi fisici o dei call center non vi diranno, ma solo per preservare i clienti che vogliono passare ad altro operatore concorrenziale. Una sorta di ultima carta da giocarsi per farli tornare a casa. Infatti, da qualche anno le nuove disposizioni in materia prevedono che gli operatori non possono più telefonare i clienti in fuga durante la fase di passaggio come facevano prima, ma possono solo mandare sms a fuga avvenuta.

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Quali sono i migliori smartphone da regalare per Natale 2017? La tecnologia, si sa, è sempre un’ottima alternativa per i regali di Natale. La più semplice e gradita. Del resto, secondo le statistiche riferiscono che la spesa in tecnologia non ha mai conosciuto crisi, neanche negli anni bui tra il 2008 e il 2011. Così in tanti si buttano sugli smartphone per i regali di Natale, certi di non sbagliare. In quanto, il destinatario o ha bisogno di uno smartphone nuovo perché il suo è ormai obsoleto (del resto è risaputo che uno smartphone dura un paio di anni, specie quelli di fascia medio-bassa, poi inizia a dare problemi); o preferisce cambiarlo spesso stando a passo coi tempi. Ma c’è anche chi approfitta proprio del Natale per autoregalarsi uno smartphone.

Oltretutto, il mercato oggi come oggi offre una pluralità di marche e di fasce di prezzo. Quindi accontenta ogni fascia di prezzo e ogni tipologia di pubblico: da quello tecnologicamente esigente a quello che di tecnologia ci capisce poco. Oltre ovviamente alle tasche più o meno dotate.

Comunque, a prescindere che lo smartphone lo acquistiamo da noi o lo regaliamo agli altri o ce lo facciamo regalare, vediamo di seguito quali sono i migliori smartphone per Natale 2017.

Smartphone Natale 2017: come sceglierli

Come scegliere i migliori smartphone di Natale 2017? vediamo le caratteristiche da tenere in considerazione.

Sistema operativo: iOS o Android?

Come noto, sul mercato i principali sistemi operativi sono iOS del colosso Apple e Android del colosso Google. Mentre Microsoft non è mai stato realmente della partita col suo Windows Phone, nemmeno quando si sposò col colosso della telefonia Nokia. Diciamo che il sistema operativo Android è quello largamente più diffuso, dato che include circa il 94% degli smartphone in circolazione. Ciò soprattutto grazie alla diffusione di smartphone dei marchi principali come le coreane Samsung e Lg, il colosso più recente come la cinese Huawei e l’aggiunta della rediviva succitata Nokia. La quale, dopo il divorzio da Microsoft, ha deciso di adottare anch’essa il sistema operativo Android. Android dalla sua offre un sistema operativo molto intuitivo e open source, sebbene gli aggiornamenti non arrivino per tutti i modelli contemporaneamente (manca, insomma, il cosiddetto “One day”).

Diverso il discorso per iOS di Apple, che riguarda solo gli iPhone. Colosso co-fondato da Steve Jobs, che ha rivoluzionato l’idea di telefono portatile. Iphone è un sistema un po’ più complesso, che potrebbe far impiegare più tempo per essere compreso a chi è meno avvezzo di tecnologia. Inoltre, molte app sono a pagamento e tante cose non sono concesse. Ma ciò lo rende un sistema anche più sicuro sicuramente.

Il prezzo

Qual è il prezzo giusto per uno smartphone? Non esiste un prezzo giusto, dipende dalle vostre necessità e disponibilità. Se entrambe sono alte, allora è chiaro che dovrete puntare su uno smartphone dai 700 euro in su. Se invece sono entrambe basse, allora potete puntare ad uno smartphone sui 100 euro. Se invece avete alte esigenze ma basse disponibilità, allora meglio uno sui 200 euro. Se invece avete importanti disponibilità ma poche esigenze, allora potete anche prenderne uno sui 300-500 euro. Insomma, fate i vostri calcoli e mettere sulla bilancia tutti gli elementi utili per scegliere la corretta fascia di prezzo. Nel primo caso meglio un iPhone, nel secondo anche uno smartphone cinese o un Alcatel, nel terzo meglio un Huawei, nel quarto Samsung. Più in avanti vedremo meglio quali.

Le dimensioni

Qual è la dimensione migliore per uno smartphone. Anche qui dipende dai vostri gusti e dalle vostre esigenze. Cioè se per ragioni di dimensioni di mano e dita abbiamo bisogno di uno smartphone grande (i cosiddetti phablet), oppure se non abbiamo particolari esigenze possiamo optare per uno smartphone da pollici. La dimensione a nostro avviso perfetta e ottimo compromesso. Se invece volete uno smartphone non ingombrante, meglio uno da 4,5 pollici.

Processore e RAM

Quale processore e quale ram deve avere uno smartphone? Nel momento in cui vi scriviamo, il miglior processore in assoluto è l’A11 Bionic di Apple, a bordo di iPhone X, iPhone 8 e 8 Plus. Il top class dell’universo Android invece è Snapdragon 835, che offre il meglio in termini di performance di gioco, realtà virtuale, efficienza e durata della batteria.

Ottimo anche il processore Kirin 970 di Huawei montato su Mate 10. Si distingue dalla massa per essere il primo processore mobile dotato di un’unità di calcolo neurale tutta sua e funzionalità di intelligenza artificiale.

Altro punto cruciale sono però anche le RAM, molto importanti per il cosiddetto multitasking. Vale a dire la possibilità di passare agevolmente da una operazione all’altra. Meglio evitare smartphone con solo 1GB di RAM; per i modelli di fascia media 2GB di RAM sono lo standard, mentre sui modelli di fascia alta troveremo anche memoria di sistema da 4 o 6 GB. Si pensi al Note 8.

Lo storage

Quanta memoria deve avere uno smartphone? Anche qui dipende dalle vostre esigenze. Ossia da quanti dati decidete di immagazzinare. Soprattutto le foto. Ormai gli smartphone offrono un minimo di 16 GB, ma ci sono anche tagli superiori da 32GB, 64GB, 128GB e 256GB. Occorre poi aggiungere che a parte lo storage nativo, buona parte degli smartphone Android prevedono di estendere la memoria tramite microSD. Gli iPhone però non prevedono questa possibilità, quindi dovete valutare questo aspetto prima di prenderne uno.

Migliori smartphone Natale 2017: gli iPhone

Quali sono i migliori smartphone da regalare o comprare a Natale 2017? Non possiamo non partire dagli iPhone di Apple, lanciati come da tradizione nel settembre 2017. Vale a dire: iPhone 8 e 8 Plus sono un upgrade dell’iPhone 7 e 7 Plus usciti lo scorso anno. Quindi stesse dimensioni e comparto fotografico, mentre le differenze risiedono nella scocca all-glass, la ricarica wireless, il processore A11 Bionic, il Bluetooth 5.0, i video 4K a 60fps, i colori disponibili e i tagli di memoria a disposizione.

Il prezzo di iPhone 8 parte ufficialmente da 839 euro, ma sul web non mancano offerte anche con quasi 200 euro in meno. Occhio però a quale sito scegliete per acquistarlo. Offerte troppo vantaggiose potrebbero celare truffe in agguato. Iphone 8 Plus parte invece 959 euro e vale lo stesso discorso del suo gemello “normale”.

Di recente poi Apple ha lanciato pure iPhone X. Sebbene per mesi si riteneva che questo melafonino fosse pieghevole, sulla scia di quanto sbandierata Samsung col suo fantomatico Galaxy X (ma a quanto pare uscirà il prossimo anno), iPhone X è l’unico della famiglia Apple ad avere il design a tutto schermo con tasto Home invisibile. E ancora doppia fotocamera configurata in verticale e sensore di riconoscimento facciale FaceID che serve per sbloccare il telefono solo guardandolo. Naturalmente il tutto si fa pagare profumatamente: 1.189 euro e nel taglio di memoria minore. Peraltro non è neanche disponibile in tutti i negozi, quindi per Natale potrebbe essere difficoltoso regalarlo.

Migliori smartphone Natale 2017: Samsung Galaxy S8, S8+ e Note 8

Passiamo ora in rassegna i migliori smartphone lanciati quest’anno da Samsung, che potrebbero essere un ottimo regalo. Siamo però sempre su una fascia di prezzo alta, sui 700-800 euro. Il colosso coreano è il vero antagonista di Apple, ed è uscito indenne anche dal clamoroso flop del Galaxy Note 7. Il quale, lanciato in agosto 2016, è stato definitivamente ritirato dal mercato a causa di molti casi di esplosioni della batteria. E così, per il Galaxy S8 Samsung ha voluto fare tutti i test del caso, onde evitare altri flop. Infatti, invece di essere presentato al Mobile World Congress di Barcellona a febbraio 2018 ed essere lanciato in commercio nel marzo successivo, Galaxy S8 e la sua versione Plus (quindi entrambi Edge) si è dovuto attendere metà aprile.

Entrambi si distinguono per il loro Infinity Display SuperAMOLED, certificazione IP68 per l’impermeabilità, il riconoscimento dell’iride, il processore Octa Core (Quad Core 2.3GHz + Quad Core 1.7GHz) e sistema operativo Android Nougat 7. Sebbene da novembre sono partite le beta per Android 8 Oreo. Che dovrebbe arrivare definitivamente a gennaio 2018. Secondo molti esperti sono gli smartphone migliori lanciati in questo 2017, pur non avendo però la doppia fotocamera e tanti utenti si sono lamentati dello scomodo sensore di impronte digitali sul retro, facilmente confondibile con quello della lente.

Samsung ha risolto questi inconvenienti con il suo ultimo phablet: il Note 8, risposta agli iPhone. Riguardo ai prezzi, se Note 8, che è un phablet, costa da listino 999 euro, sul web c’è anche chi lo propone su eBay a 689. Ma occhio sempre alle recensioni sul venditore. Stesso discorso per gli S8.

Miglior smartphone Natale 2017: Huawei P10

Huawei si è ormai consolidato come terzo incomodo tra Apple e Samsung. Scrollandosi di dosso la diceria che i prodotti economici siano certo economici ma di scarsa qualità. Molto apprezzata è la linea P, con il lancio di tre versioni: una normale, una Plus e una Lite. Tutte e tre di ottima fattura e che accontentano tutte le tasche. L’ultima versione è il Huawei P10, lanciato in Italia i 30 marzo 2017 e nella versione Plus dal 15 aprile 2017. Successore del Huawei P9, ha un look simile all’iPhone e conferma il livello alto di design e funzionalità dimostrato con il successo della linea P9.

Il nuovo Huawei P10 si presenta in nuove e inedite tonalità (oro, verde e blu) che si aggiungono ai classici nero, bianco e oro rosa e punta ancora su un comparto fotografico di pregio grazie alla collaborazione con Leica. Un colosso della fotografia, già previsto per la versione precedente. Per quanto concerne le caratteristiche tecniche troviamo: doppia fotocamera da 20MP e 12MP, laser autofocus e stabilizzatore ottico sul retro e sensore da 8MP con apertura focale f/1.9 davanti. Per quanto concerne lo storage troviamo 4GB o 6GB di RAM e memoria interna da 64GB e 128GB a seconda della variante scelta.

Ottimo poi anche il prezzo, in pieno stile Huawei: Huawei P10 su Amazon lo trovate anche a 410 euro. Huawei P10 Lite a 229 euro. Huawei Plus costa sui 520 euro.

Migliori smartphone Natale 2017: HTC U11

Anche HTC si sta creando una propria fetta di mercato, sebbene il colosso di Taiwan abbia visto nel 2016 crollare le proprie vendite del 50%. Ad HTC U11 dunque è affidato il difficile compito di rilanciare il marchio. Lanciato al prezzo di 749 euro e oggi trovabile a 500-600€, si distingue dalla concorrenza per l’altissima qualità dei comparti audio e fotografico. Per gli ossessionati dal selfie Htc U11 potrebbe essere il telefono della svolta: ha infatti ottenuto il punteggio più alto mai realizzato su DxOMark da una fotocamera per smartphone.

Migliori smartphone Natale 2017: LG G6

Con una mossa furba, l’altro colosso coreano LG, ha anticipato il concorrente Samsung lanciato il suo Top di gamma a febbraio 2017: il G6. Mostrandolo anche al MWC di Barcellona, prendendosi buona parte della scena. Come il precedente, anche questo modello è nato col difficile compito di far riprendere LG dal mezzo flop del suo predecessore: il G5. Così, LG G6 ha ripreso gli aspetti vincenti, come ad esempio la doppia fotocamera posteriore, e risolto alcuni difetti importanti, come la mancanza di una certificazione IP68 per la resistenza all’acqua. Abbandonata anche la modularità, l’LG G6 è dotato di display 5.7 pollici QHD, di una doppia fotocamera, di 4GB di RAM, di 64GB di memoria interna e di un reparto audio migliore dell’LG V20. Riguardo il processore, LG G6 utilizza lo Snapdragon 821 nonostante gli utenti si aspettassero un hardware più performante. Non male poi il comparto fotografico e audio.

LG G6 è partito con un prezzo azzardato di 749,90, ma nel giro di 10 mesi oggi è trovabile praticamente quassi alla metà: 395 euro su Amazon. Il sentore è che Lg abbia steccato di nuovo, ma non tanto per il telefono in sé, quanto per la reputazione che porta con sé Samsung (malgrado il flop del Note 7) e per l’ottimo compromesso qualità-prezzo proposto come detto da Huawei. Il destino di LG sembra essere quello di rimanere un ottimo marchio per gli smartphone di fascia bassa, ma che non riesca ad imporsi tra quelli di fascia alta. In fondo parliamo sempre del marchio che ha proposto per primo uno smartphone.

Migliori smartphone Natale 2018: OnePlus 5 e 5T

Ma a rappresentare la Cina ci pensa pure OnePlus. Il quale conferma ancora una volta la strategia cinese: offrire prodotti di qualità a prezzi bassi. A novembre 2016 One Plus ha lanciato il One Plus 3T, considerato uno degli smartphone top di gamma più interessanti in circolazione anche grazie al prezzo inferiore ai 400 euro.

Questo è l’anno di One Plus 5, il 5.5’’ con doppia fotocamera e chip Snapdragon 835 a 10nm che offre un rapporto qualità-prezzo ottimo. È disponibile all’acquisto anche in Italia attraverso lo store ufficiale online o su Amazon, e costa 499€ nella versione Slate Grey con 6GB di RAM e 64GB di storage. Il modello Midnight Black con RAM 8GB e memoria 128GB costa 559€.

A novembre OnePlus ha lanciato il 5T, venduto a partire dallo stesso prezzo (499€), ma differenziandosi da OnePlus 5 per il fatto di essere leggermente più grande (display 6’’ con ratio 18:9), con un sensore di impronte digitali sulla scocca posteriore, riduzione al mimino delle cornici (come ha fatto Samsung con S8) ed eliminando il tasto fisico Home.

Per ora, in Italia non esistono rivenditori OnePlus ufficiali o flagship store. Tutto sommato, però, l’azienda offre un’assistenza post-vendita discreta.

Migliori smartphone Natale 2017: Google Pixel 2 XL

Il colosso tuttofare Google non poteva di certo accontentarsi di lanciare solo un sistema operativo, ma anche di lanciare un suo vero e proprio smartphone: il modello Google Pixel 2 XL. Non molto popolare, è in realtà risultato dai test migliore dell’iPhone X. Monta il processore Snapdragon 835 abbinato a 4GB di RAM, e vanta hardware e software creati da esclusivamente da Google. Pertanto, si sposano alla perfezione con il sistema operativo Android, come noto sempre prodotto da Big G. Ancora, è adatto anche per gli ossessionati del selfie: monta una fotocamera da 12,2+8MP. Infine, è resistente all’acqua. Solo due i colori invece: bianco e nero. Il tutto ad un prezzo però inaccessibile a molti: 989 euro. E forse ciò lo rende meno appetibile dei top di gamma Samsung e Huawei.

Migliori smartphone Natale 2017 dai 300 euro a scendere

Fino ad ora abbiamo visto i migliori smartphone che potreste comprare o regalare a Natale 2017 di fascia alta. Se però nessuno di questi fa per le vostre tasche, non temete. Il mercato offre anche validi smartphone sotto i 300 euro.

Samsung Galaxy A5 2017

Cominciamo da Samsung, e dal suo Galaxy A 2017, giunti in Italia nelle due varianti A5 e A3. Smartphone dalle ottime prestazioni, un design accattivante, a prezzi ragionevoli. Il Galaxy A5 2017 può essere trovato sui 298 euro su Amazon ed è disponibile nei particolari colori Black Sky, Gold Sand, Blue Mist e Peach Cloud. È dotato di due fotocamere da 16MP, ha il certificato IP68 (quindi resistente ad acqua e polvere, forse l’unico della fascia media) e monta uno schermo SUper AMOLED da 5.2 pollici Full HD Gorilla Glass. Monta anche un processore octa core Exynos 7880, 3GB di RAM e 32GB di memoria interna espandibile con microSD fino a 256GB. Oggi è trovabile sui 259 euro.

Non male anche il Samsung Galaxy A3. Il Galaxy A3 2017 è caratterizzato da un design elegante e di tendenza, contraddistinto da bordi leggermente arrotondati e da 4 varianti di colori tra cui scegliere: dorato, nero, rosa pesca e ghiaccio.

Il display del Galaxy A3 2017. Vanta uno schermo da 4,7 pollici Super AMOLED 720×1280 e si fonde alla perfezione con il vetro posteriore 3D altamente resistente. La fotocamera posteriore è da 13MP, mentre quella posteriore è da 8MP con apertura focale f/1.9. Il che la rende un’ottima fotocamera. Come A5, anche il Samsung Galaxy A3 ha la certificazione IP68 che lo rende resistente a polvere e acqua (fino a 1,5 metri di profondità e fino a 30 minuti). Monta una batteria da 2350mAh, notevolmente superiore rispetto al modello precedente e capace di durare a lungo anche in caso di uso più o meno intenso. La RAM è da 2 GB, mentre la memoria interna è da 16GB, espandibile con microSD fino a 256GB.

Infine, conta sulla funzione Always on Display che consente la visualizzazione immediata degli elementi sullo schermo senza doverlo sbloccare, e la seconda è la possibilità di inserire il cavo USB C in qualsiasi verso. Oggi il Galaxy A3 è possibile trovarlo anche sui 199 euro. Un ottimo prezzo considerate tutte le sue caratteristiche tecniche.

Samsung Galaxy J7 2017

E dobbiamo ancora annoverarvi uno smartphone Samsung: il Galaxy J7 2017. La scocca è tutta in alluminio, i bordi sono leggermente stondati e il display ha una diagonale pari a 5,5 pollici. Monta un processore Exynos 7870 octa core da 1,6 GHz, con processore grafico Mali T830 MP2 abbinato a 3GB di RAM. Il sistema operativo è Android 7 Nougat. La fotocamera principale ha 13 megapixel con apertura ƒ/1.7. Scatta ottime foto anche in condizioni di scarsa luminosità. Mentre quella frontale è da 13 megapixel e apertura focale di ƒ/1.9. Il prezzo è sui 250 euro.

Huawei P8 Lite 2017

Nonostante siano passate due versioni, Huawei ha deciso di rilanciare il Huawei P8 Lite con una versione 2017. Proprio per il grande successo che ha avuto. Nella scheda tecnica del P8 Lite 2017 troviamo processore Hisilicon Kirin 620, 8 x 1.2GHz, memoria interna da 16GB espandibile, RAM da 3GB e batteria da 3000mAh. Ottime le fotocamere: quella posteriore è da 13MP mentre quella anteriore da 5MP con supporto a HDR e video HD da 1080p. Presente anche il lettore di impronte digitali sul retro. Il prezzo è davvero incredibile, essendo ormai sceso dai 169 euro in giù.

Migliori smartphone Natale 2017 economici

Hai constatato che purtroppo non puoi permetterti neanche gli smartphone di fascia media, niente paura, ti riportiamo anche quelli più economici.

Xiaomi Redmi 4A

Xiaomi Redmi 4A della cinese Xiaomi consente di svolgere al meglio le proprie attività quotidiane più basilari. Il design è minimal, con scocca in plastica, un display da 5 pollici con risoluzione HD (1280 x 720 pixel) mentre la scheda tecnica è molto buona e si compone di un SoC Qualcomm Snapdragon 425, quad-core da 1,4 GHz. La memoria è da 16 GB e 2 GB di RAM. La memoria è comunque estendibile tramite microSd, ma il vantaggio è che tale slot può servire anche da seconda Sim. La fotocamera è da 13 MP quella posteriore e 5 MP quella anteriore. Ottima invece la batteria, con un modulo da 3120 mAh che consentirà di arrivare a fine giornata e anche oltre. Il sistema operativo è Android Marshmallow 6.0, con MIUI 8. il prezzo è davvero incredibile, in pieno stile cinese: anche sugli 80 euro.

Motorola Moto E4

Motorola è stato un ottimo marchio tra la seconda metà degli anni ‘90 e la prima metà 2000, con telefoni all’avanguardia e accattivanti. Poi sono arrivati gli smartphone, che l’hanno messa da parte insieme ad altri colossi come la succitata Nokia, Eriksson, Siemens. Comunque, il Motorola Moto E4 è un buon smartphone dal prezzo accattivante. Ha un display da 5 pollici a risoluzione HD (1280 x 720 pixel), che si adagia su una scocca metallica disponibile in tre eleganti colorazioni.

Il processore è un SoC MediaTek MT6737 con CPU quad-core da 1,3 GHz, affiancato a 2 GB di RAM e ad uno storage di 16 GB, espandibile via micro SD. La fotocamera, in questo caso, è sopra la media, grazie ad un sensore posteriore da 8 MP con f/2.2, autofocus automatico e funzionalità di HDR. La fotocamera anteriore ha un sensore da 5 MP con flash anteriore. La batteria è da 2800 mAh, che dovrebbe farvi arrivare tranquillamente a fine giornata. C’è perfino un sensore d’impronte digitali sul pulsante Home e il sistema operativo Android Nougat 7.1. Il tutto ad un prezzo incredibile di 119,99 euro su Amazon.

Xiaomi Redmi Note 4X

Lo Xiaomi Redmi Note 4X è invece un phablet da 5,5 pollici che si contraddistingue per avere un prezzo di listino molto basso ed una scheda tecnica decisamente sopra la media. Display Full HD molto ampio, scocca metallica che lo rende molto elegante. I bordi arrotondati del vetro 2.5D e della scocca ne favoriscono il grip, evitando così l’effetto “padellone”.

Il processore è un SoC Qualcomm Snapdragon 625, con CPU octa-core da 2,0 GHz, affiancata da 3 GB di RAM. Buona la memoria, con 32 GB, espandibile anche in questo via micro SD. Come il precedente Xiaomi, anche qui possiamo metterci quest’ultima o una seconda SIM. Buona la fotocamera posteriore da 13 MP, con PDAF (Phase Detection Auto Focus) e HDR, mentre risulta essere buona anche quella anteriore, con sensore da 5 MP. Notevole poi la batteria da 4000 mAh, che garantisce più di un giorno intero d’autonomia. Il sistema operativo è Android Marshmallow 6.0, con interfaccia MIUI 8.

Su alcuni portali come Aliexpress è possibile trovarlo anche a 118,29 euro.

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Cos’è Sky Go? Come funziona Sky Go? Come attivare Sky Go? Sky Go è a pagamento? Attivare Sky Go conviene? Domande lecite che si pongono quanti hanno deciso di attivare uno dei pacchetti previsti dal colosso televisivo Sky o sono in procinto di farlo. Ma non hanno ancora capito come fare. Vediamolo di seguito in questa guida completa su Sky Go.

Sky Go cos’è

Partiamo dalla domanda principale: cos’è Sky Go? Sky Go è è il servizio di streaming di Sky Italia che consente di visualizzare, sui dispositivi abilitati, fino a 40 canali selezionati dell’offerta Sky. Nonché una videoteca contenente migliaia di titoli On Demand di Cinema, Serie TV e tanto altro ancora. Da visualizzare quando si vuole. Sky Go può essere usata sia da computer, che smartphone o tablet. Ed è disponibile anche in versione Plus.

Sky Go Plus cos’è

Cos’è Sky Go Plus? Sottoscrivendo un abbonamento a Sky Go Plus (che si paga 5 euro al mese) si ha la possibilità aggiuntiva di poter accedere al servizio su fino a 4 device diversi (quindi il doppio, dato che Sky Go Plus ne prevede 2) e si ottiene altresì la funzione di download dei contenuti per poterli vedere offline.

Sky Go su quali dispositivi è fruibile?

Su quali dispositivi è possibile usare Sky Go? Il servizio è fruibile in ogni dove: Pc, tablet, smartphone. Sono sufficienti i sistemi operativi Windows o su un Mac, e come browser Internet Explorer, Safari, Chrome e Firefox. Su alcuni browser, però, come i primi due Safari e Internet Explorer, occorre avere pure il plugin gratuito Microsoft Silverlight. Che può essere scaricato e installato andando sul sito ufficiale.

Per quanto riguarda i dispositivi mobili, però, occorre dire che al momento è possibile attivare Sky Go solo tramite iPhone e iPad, su alcuni tipi di smartphone e tablet di marca Samsung, su alcuni tablet Asus, su smartphone Windows Phone e sui dispositivi basati su Windows 10 e Windows 8.1. Sul sito ufficiale di Sky ci sono comunque tutti i dispositivi sui quali è possibile fruire di Sky Go. Magari potrebbe averne aggiunti altri.

Sky Go, cos’è Microsoft Silverlight

Abbiamo detto che Microsoft Silverlight è un plugin gratuito che serve per usare Sky Go sui browser Internet Explorer e Safari. Una volta visualizzata la pagina Web ufficiale di Microsoft Silverlight recandosi al link prima detto, clicca sul pulsante di colore viola Download now così da scaricare subito il programma sul proprio Pc. Terminato il download, fare doppio clic sul file ottenuto e nella finestra che andrà ad aprirsi pigiare prima su Installa ora e poi su Chiudi per poter portare a termine l’installazione di Microsoft Silverlight.

Sky Go, come creare Sky ID

Come creare Sky ID? Attenzione: oltre ad avere Microsoft Silverlight, altro presupposto per poter usare Sky Go è avere un profilo Sky ID. In quanto è indispensabile effettuare la registrazione sull’area Fai da te del sito Web di Sky. Per registrarsi sull’area Fai da te e ottenere il tuo Sky ID, clicca qui. Cliccare poi sul pulsante Non sei registrato? Crea subito il tuo Sky ID che si trova sulla destra e seguire l’apposita procedura guidata che viene mostrata a schermo.

Come attivare Sky Go

Come attivare Sky Go? Una volta fatte queste due cose, la procedura di registrazione è alquanto facile. Basta compilare il modulo che viene proposto dal sito di Sky inserendo, negli appositi campi di testo, il proprio codice cliente, il codice fiscale e tutti gli altri dati personali richiesti.

Come attivare Sky Go su Pc

Come attivare Sky Go su Pc? La prima cosa che occorre fare è andare sulla pagina Web principale del servizio. Successivamente cliccare sul pulsante Attiva Sky Go che troviamo collocato in alto a destra. Nella pagina Web che viene visualizzata, occorre compilare i campi che troviamo di lato alle voci Username e Password, digitando i dati della tua area Fai da te di Sky.it. Poi cliccare sul pulsante Invia e seguire le indicazioni su schermo.

Una volta effettuato l’accesso, selezionare la voce Canali TV collocata in alto e poi indicare il canale Sky che si desidera visualizzare in streaming. Dopo attendere un attimo per far sì che venga avviata la riproduzione in real time del canale indicato nell’apposito player presente al centro dello schermo. Se invece si preferisce guardare un film in programmazione o un programma TV on demand, fare clic sulla voce On Demand collocata in alto. E poi indicare il contenuto che si desidera visualizzare. Dopodiché attendere qualche istante affinché venga avviata la riproduzione del contenuto scelto nell’apposito player visualizzato al centro dello schermo.

Come attivare Sky Go su iPhone e iPad

Come attivare Sky Go su iPhone e iPad? Innanzitutto, occorre cliccare sull’icona di App Store presente alla homescreen del dispositivo, fare tap sul campo cerca collocato in alto a destra, digitare sky go e pigiare sul pulsante Cerca presente sulla tastiera. Dopodiché, pigiare sull’app Sky Go disponibile in elenco. Se si desidera velocizzare l’esecuzione di queste operazioni, si può puoi cliccare su questo link direttamente dal proprio dispositivo se si utilizza un iPhone, o qui se si utilizza un iPad.

Procedere poi facendo tap sul pulsante Ottieni collocato sulla destracosì da avviare la procedura di download e di installazione dell’applicazione sul proprio dispositivo Apple iPhone o iPad. Ad installazione conclusa, recarsi sulla homescreen del proprio iPhone o iPad e poi cliccare sull’icona di Sky Go per avviare l’app. Una volta aperto Sky Go sul proprio iPhone o iPad cliccare sul pulsante Login collocato in alto a sinistra, compilare i campi Username o Email e Password immettendo username e password con cui si è registrato sul Fai da te di Sky.it, spuntare la casella Ricordami (se non si vuole accedere ogni volta) e poi pigiare sul pulsante Login in modo tale da poter cominciare subito ad utilizzare l’app sul tuo dispositivo.

Nel caso in cui non si è ancora in possesso di uno Sky ID, si può creare direttamente dalla app pigiando sulla voce Registrati adesso, che si trova nella barra laterale di sinistra della app Sky Go e compilare il modulo che viene proposto. Così come su PC, occorre inserire il codice cliente, il codice fiscale e il resto dei tuoi dati personali.

Come attivare Sky Go su smartphone e tablet Samsung

Abbiamo detto che è possibile fruire di Sky Go anche su alcuni dispositivi Samsung. La prima cosa che occorre fare è pigiare sull’icona di GALAXY Apps presente sul proprio dispositivo. Poi pigiare sull’icona raffigurante una lente di ingrandimento, digitare Sky go nell’apposito campo di ricerca ed individuare l’app Sky Go.

Dopodiché pigiare su Installa e poi su Accetta e scaricare per avviare il download e l’installazione dell’applicazione sul proprio dispositivo Samsung. Completata la procedura di installazione, aprire la pagina Home o Tutte le applicazioni e pigiare sull’icona di Sky Go per avviare l’app. Una volta aperto Sky Go sul proprio tablet Samsung Galaxy pigiare sul pulsante Login collocato in alto a sinistra, compilare i campi Username e Password immettendo username e password con cui sei registrato sul Fai da te di Sky.it, spuntare eventualmente la casella Ricordami e poi pigiare sul pulsante Login in modo tale da poter cominciare subito ad utilizzare l’app sul tuo dispositivo.

Come attivare Sky Go su tablet Asus

Sky pensa anche a chi ha un dispositivo Asus. Innanzitutto, occorre controllare se si ha l’app Asus Plus. In caso contrario, la si può scaricare come fai solitamente per le altre app dal Play Store di Google. Dopodiché cliccare sull’icona di Asus Plus presente nella schemata che raccoglie tutte le app installate sul device, pigiare sull’icona raffigurante una lente di ingrandimento, digitare sky go nell’apposito campo di ricerca ed individuare l’app Sky Go.

Pigiare ora su Installa e poi su Accetta e scaricare per avviare il download e l’installazione dell’applicazione sul proprio tablet Asus. Una volta completata l’installazione, aprire la pagina Home o Tutte le applicazioni e pigiare sull’icona di Sky Go per avviare l’app. Dopo aver aperto Sky Go sul proprio tablet Asus, pigiare sul pulsante Login collocato in alto a sinistra, compilare i campi Username e Password immettendo username e password con cui si è registrati sul Fai da te di Sky.it, spuntare la casella Ricordami se si vuole risultare già loggati al prossimo accesso e poi pigiare sul pulsante Login in modo tale da poter cominciare subito ad utilizzare l’app sul tuo dispositivo. Se non si ha ancora uno Sky ID, è possibile crearlo dal sito di Sky visto in precedenza o dalla app di Sky Go cliccando sull’apposita voce.

Come attivare Sky su Windows

Abbiamo infine detto che è possibile fruire di Sky Go anche su uno smartphone Windows Phone oppure su Windows 10/Windows 8.x. Basta pigiare sull’icona del Windows Store presente sul proprio dispositivo e digitare Sky go nel campo di ricerca visualizzato a schermo. Successivamente pigiare sul primo risultato visualizzato. Se si desidera velocizzare l’esecuzione di queste operazioni è possibile cliccare qui direttamente dal proprio PC/tablet con Windows 10/8.x o qui dal proprio Windows Phone.

In seguito fare click sul pulsante Scarica l’app in modo tale da avviare la procedura di download e di installazione dell’applicazione sul proprio dispositivo Windows. In seguito recarsi sulla homescreen e poi pigiare sull’icona di Sky Go per avviare l’app.

Una volta avviato Sky Go sul proprio dispositivo Windows, pigiare sul pulsante Login ID collocato in alto a destra e compilare i campi Username e Password immettendo username e password con cui si è registrati sul Fai da te di Sky.it, spuntare eventualmente la casella Ricordami e poi pigiare sul pulsante Login collocato in basso . Così da poter cominciare subito ad utilizzare l’app.

Se si ha ancora lo Sky ID, lo si può fare direttamente dalla app pigiando sulla voce Registrati adesso e compilando il modulo che viene proposto con tutti i tuoi i propri personali come visto in precedenza.

Sky pacchetti quali sono

Dopo aver visto Sky è un colosso della Tv che, come vedremo nel prossimo paragrafo, si è sempre più esteso negli anni diventando un colosso mediatico. Il successo di Sky è quello di offrire tanti pacchetti in base alle più disparate esigenze, oltre che un servizio di qualità e sempre “sul pezzo”. In questo paragrafo ci occuperemo quindi delle offerte relative a Sky TV, i loro contenuti e i loro prezzi durante e dopo i periodi promozionali. Nonché l’opportunità che offre a quanti, già abbonati, decidono di ampliare il proprio abbonamento.

Quali sono i pacchetti Sky? Vediamo prima quali sono i vari pacchetti offerti da Sky:

  • Sky TV: costa 19,90 euro/mese ed è dedicato quasi del tutto a intrattenimento e serie TV. Include la rete generalista Sky Uno, i canali del gruppo Fox (serie TV), Sky Atlantic, AXN, Comedy Central, Man-ga (anime giapponesi), MTV, Horror Channel, Gambero Rosso (cucina), SkyTG24 (all-news), SkySport24 e altro ancora.
  • Sky Famiglia è invece dedicato a documentari, cartoni animati e musica. Al costo di 5 euro/mese vedrete canali come Discovery Channel, National Geographic, Animal Planet, History Channel, le emittenti del gruppo Disney, DeaKids, Nickelodeon, Cartoon Network, ecc.
  • Sky Cinema: costa 15 euro al mese e include tutti i canali di Sky dedicati ai film: Sky Cinema 1, Sky Hits, Sky Family, Sky Passion, Sky Comedy, Sky Max, Sky Cult e Sky Classics.
  • Sky Sport: come si può evincere, è il pacchetto con i canali dedicati allo sport. Costa 14 euro/mese e consente di guardare 3 match a turno di Serie A, 2 match a turno di Serie B, la UEFA Europa League, i campionati internazionali di calcio, Formula 1, MotoGP, NBA, Rugby, Boxe e così via.
  • Sky Calcio: costa 14 euro/mese e permette di guardare la serie A, la serie B e le qualificazioni ai mondiali di calcio.
  • Sky Box Sets: servizio esclusivamente online, è accessibile tramite decoder My Sky, che consente di guardare tutte le stagioni delle migliori serie TV Sky on-demand. Costa 5 euro/mese ma spesso Sky lo include gratis nell’abbonamento per 12 mesi.
  • Sky Kids: trattasi di una app per tablet che consente di accedere ai contenuti di Sky per i più piccoli, gratis (se ci si abbona al pacchetto Famiglia) e senza interruzioni pubblicitarie.

Sky offerte

Quali sono le offerte Sky? Il colosso dell’australiano Murdoch, malgrado i già tanti clienti che vanta, lancia spesso offerte molto allettanti. Ecco quelle del momento:

a) Sky TV + Famiglia: è sicuramente una delle offerte più economiche di Sky Italia. Include in toto i contenuti del pacchetto base Sky TV, i contenuti del pacchetto Sky Famiglia (quindi cartoni animati, documentari e altri programmi adatti a tutta la famiglia) + 1 anno di Sky Box Sets a costo zero. Attualmente non è disponibile, ma ogni tanto viene rilanciata.

b) Sky TV + Famiglia + Sport: consente di guardare tutti i contenuti previsti dei pacchetti Sky TV e Sky Famiglia, più i migliori eventi sportivi di tutte le discipline. Comprende anche 1 anno di Sky Box Sets a costo zero (opzionale) e la visione dei canali in HD.

c) Sky TV + Famiglia + Calcio: si tratta di una variante del precedente, con la differenza che qui sono presenti Serie A e la Serie B di calcio al posto degli eventi sportivi delle altre discipline. Include anche la visione dei canali HD e 1 anno di Sky Box Sets per fruire delle serie TV on-demand.

d) Sky TV + Famiglia + Cinema: un’offerta adatta per chi è interessato ai contenuti cinematografici anziché quelli sportivi. Include i programmi dedicati alla famiglia e tutti i film di Sky con una prima visione ogni giorno. Offre anche la visione dei canali in HD e 1 anno di Sky Box Sets.

Tutte queste offerte includono il decoder My Sky, la digital key e il servizio Sky On Demand al fine di vedere i contenuti inclusi nel proprio abbonamento anche in modalità on-demand. Costi di attivazione: 79 euro per chi è già in possesso della parabola o 99 euro per chi invece necessita di installarla. Inoltre è possibile aggiungere le opzioni per la visione dei canali 3D a 5 euro/mese (che è gratuita se ci si abbona contemporaneamente a Sky Cinema, Sky Sport e Sky Calcio), per il servizio Sky Go Plus che consente di accedere ai contenuti di Sky Go da quattro device (anziché due) e di scaricarli offline per 5 euro/mese e il servizio Sky Multivision il quale permette di vedere i contenuti di Sky anche su una seconda Tv posseduta in casa a 9,90 euro/mese per 6 mesi e poi 15 euro/mese (incluso nel prezzo con Sky Go Plus).

Ci sono anche degli sconti esclusivi per chi è già cliente Sky, i quali possono avere i pacchetti Sky Sport, Sky Calcio e Sky Cinema a prezzo scontato per 6 o 12 mesi (in base alle promozioni in corso).

Per fare ciò è sufficiente utilizzare il servizio Sky Fai da te. Se invece l’abbonamento deve essere ancora attivato, basta selezionare i pacchetti o le opzioni di proprio interesse dalla schermata per la creazione dell’abbonamento e pigiare sul pulsante Aggiungi.

Per visualizzare i pacchetti e le offerte Sky in corso si può andare sul sito ufficiale.

Sky Tier cos’è

Cos’è Sky Tier? Trattasi di un servizio fruibile in queste regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Abruzzo, Sicilia e Sardegna. Trattasi di una offerta che rende lo sconto per i nuovi clienti della pay TV satellitare ancora più conveniente. Purché si rinunci a Sky On Demand e al decoder My Sky. Per fare un esempio, è possibile acquistare il pacchetto Sky TV + Calcio + Sport a 29,90 euro/mese per 2 anni invece di 47,90 euro. L’installazione costa 89 euro, la consegna 49 euro, l’attivazione 10 euro. E’ possibile ottenere maggiori info andando qui.

Ricordiamo poi che Sky lancia spesso offerte in connubio con i colossi della telefonia. Si pensi a Tim e Fastweb. Le offerte prevedono pacchetti televisivi e telefonici insieme. Controllare di volta in volta dato che cambiano spesso e sono validi solo in determinati periodi.

Sky pacchetti online

Sky ha pensato anche a quanti non vogliono legarsi con un contratto o non vogliono installare una parabola fuori al balcone, terrazzo o soffitto. Infatti, questi clienti possono scegliere i pacchetti Sky del servizio NOW TV, che consente di guardare i canali del colosso televisivo tramite Internet. Funziona su PC, smartphone, tablet, smart TV, console per videogiochi o con un set-top box proprietario da collegare al televisore. Altro vantaggio è che non prevede vincoli contrattuali, l’abbonamento si rinnova mese per mese e si può disdire in ogni istante senza costi.

Anche in questo caso i servizi Sky possono cambiare continuamente. Ad oggi comunque prevede 4 pacchetti:

1. Ticket Serie TV: il costo è di 9,99 euro/mese e consente di vedere tutte le serie TV di Sky in modalità on-demand e i canali Fox, Fox Crime, Fox Life e Sky Atlantic in diretta streaming. Consente di vedere i canali in streaming in risoluzione HD (720p) e i contenuti on-demand in risoluzione Full HD (1080p).

2. Ticket Cinema: il costo è di 9,99 euro/mese e consente di guardare più di 500 film in modalità on-demand più 8 canali del pacchetto Sky Cinema. Consente di vedere i canali in streaming in risoluzione HD (720p) e i contenuti on-demand in risoluzione Full HD (1080p).

3. Ticket Intrattenimento: costa 9,99 euro/mese e consente di vedere tutti gli show e i documentari di Sky on-demand, più i canali Sky Uno, Sky TG24. Sky Sport24, MTV, Fox Life, Fox Animation, Nat Geo Wild, Euro Sport, Euro Sport 2, History Channel, Disney Channel, Disney Junior e Nick Jr in diretta streaming. Consente di vedere i canali in streaming in risoluzione HD (720p) e i contenuti on-demand in risoluzione Full HD (1080p).

3. Ticket Sport mensile: costa 29,99 euro/mese e consente di vedere tutti i match di Serie A, Serie B ed Europa League, ai campionati di calcio esteri (Premier League, LaLiga Santander e Bundesliga) e agli eventi di Formula 1, MotoGP, basket, golf, tennis e altre discipline sportive. Include anche la visione dei canali Sky Supercalcio e Sky Sport24 in diretta streaming. Consente di vedere solo contenuti in definizione standard.

4. Ticket Sport settimanale: il costo è di 10,99 euro/settimana e offre gli stessi contenuti del ticket sport mensile. Consente di vedere solamente contenuti in definizione standard.

5. Ticket Sport giornaliero: il costo è di 6,99 euro/giorno e offre gli stessi contenuti dei ticket sport mensile e settimanale. Consente di vedere solo contenuti in definizione standard.

6. Opzione “+”: al costo di 2,99 euro/mese permette di accedere a NOW TV da due dispositivi in contemporanea e abilita alla visione dei contenuti in HD e Full HD. Chi si abbona a NOW TV entro il 13 marzo 2017 e non disattiva la sottoscrizione ad almeno un ticket fra Cinema, Serie TV e Intrattenimento può averla senza costi.

I nuovi clienti Sky possono provare i pacchetti Cinema, Serie TV e Intrattenimento gratis per 14 giorni. Inoltre, acquistando il set-top box NOW TV Box è possibile fruire di promozioni speciali come 3 mesi di Intrattenimento, Serie TV o Cinema a 29,99 euro. Al termine della trial gratuita, abbonandosi a due o tre pacchetti a scelta fra Serie TV, Cinema e Intrattenimento, si ha diritto a uno sconto sul canone mensile del servizio.

Quanti vogliono usare NOW TV solo da smartphone e tablet, possono attivare il piano NOW TV Mobile che per 6,99 euro/mese permette di vedere tutti i contenuti dei pacchetti Serie TV e Intrattenimento. Occorre poi dire che i contenuti in alta definizione sono fruibili solo da NOW TV Box, console per videogiochi e Smart TV Samsung.

In conclusione, NOW TV può essere incluso anche negli abbonamenti telefonici inclusivi di linea ADSL/fibra (come Infostrada e Fastweb) che in alcune offerte permettono di vedere sei mesi di Intrattenimento, Serie TV o Cinema su NOW TV gratis. Inoltre, Vodafone consente di accedere a NOW TV tramite la sua Vodafone TV.

Sky Italia chi è

Chi è Sky Italia? Sky Italia è un colosso televisivo nato nel 2003 dalla fusione di due aziende tra loro fino ad allora concorrenti: Tele+ Digitale e Stream Tv. Il che provoca qualche mugugno per quanto concerne i rischi di monopolio. Le trasmissioni inizieranno ufficialmente il 31 luglio dello stesso anno. Nella primavera dell’anno seguente, Sky abbandona il sistema di codifica SECA per passare all’NDS, gestito dalla società News Corporation. Il tutto per ovviare al problema della pirateria, che in alcune aree del Paese aveva raggiunto livelli incredibili. Nel novembre 2004 il numero di abbonati raggiunge già i 3 milioni.

Nel 2006 Sky lancia i primi quattro canali in Italia in alta definizione e a fine anno tocca quota 4 milioni di abbonati. L’anno successivo verrà creata la prima fiction per pay-tv e nel novembre la società lancia il servizio di IPTV. Nel 2008 Sky acquista i diritti anche per trasmettere le Olimpiadi fino al 2016.

Nel 2009 nascono nuovi canali: Sky Uno, Sky Primafila HD e altri dodici canali in HD. Viene poi lanciato il canale in chiaro Cielo, per il digitale terrestre. Qui arrivano i programmi andati già in onda su Sky o alcuni programmi inediti. A fine 2009 prende il via il servizio di video on demand Sky On Demand.

Nel 2010 i loghi dell’emittente vengono uniformati a quelli di Sky plc, a luglio l’Unione Europa autorizza Sky a gareggiare per l’assegnazione delle frequenze del digitale terrestre, purché mantenga solo i canali in chiaro. Nel 2011 Sky segna un record grazie al film Avatar, il quale tocca 1,3 milioni di spettatori. Il record riguarda la Tva pagamento. A ottobre 2011 Sky tocca la soglia dei 5 milioni di abbonati.

Nel febbraio 2012 Sky HD comincia a trasmettere altri dodici canali, toccando quota 52. Superando l’offerta tedesca di Sky Deutschland (che invece ne prevede 43) arrivando così al secondo posto come azienda di News Corp in Europa su canali in alta definizione (la prima però è Sky plc con cinquantotto canali).

Nel novembre 2012 Sky segna una flessione: il numero di abbonati scende a quota 4,86 milioni, come gli utili che scendono a 23 milioni di dollari. Quest’ultimo dato fu influenzato dalla forte spesa per le Olimpiadi (70 milioni di dollari). Sempre nel 2012 vengono acquisiti i diritti per trasmettere in diretta le stagioni di Formula 1 per l’anno seguente fino al 2018. Nel 2014 sbarca su Sky Sport il Motomondiale, i cui diritti per le trasmissioni vengono prolungati fino al 2019. Sempre nel 2014 vengono acquisiti i diritti della UEFA Europa League in esclusiva assoluta per le stagioni dal 2015 al 2018. Perdendo però i diritti per la trasmissione della UEFA Champions League, che vanno a Mediaset Premium. La quale, sperando che tanti clienti Sky fossero passati da loro per guardare la Champions, cosa poi non verificatasi, in realtà hanno registrato un pesante indebitamento. Diritti che comunque Sky riacquista il 14 giugno 2017 per il triennio 2018-2021, così come quelli per trasmettere per l’Europa League anche per il triennio successivo.

Il 25 luglio 2014 la 21st Century Fox vende il 100% di Sky Italia alla sua controllata britannica Sky plc (fino al 22 novembre 2014 chiamata BSKYB) per circa 3 miliardi di euro.

I canali in chiaro sono Cielo, Tv8 (ex Mtv) e Sky Tg24 (canale che trasmette notizie H24). Al 30 settembre 2017 gli abbonati risultano essere 4,783 milioni.

Sky critiche

Sky è stata spesso oggetto di critiche. Dopo una lunga serie di polemiche tra Sky e Auditel, nell’aprile 2007 Auditel inizia a pubblicare anche gli ascolti registrati dai canali di Sky. Nell’aprile del 2008, in occasione delle elezioni politiche, a Sky non viene concesso di trasmettere il duello tra Veltroni e Berlusconi (il quale comunque si rifiutò di presentarsi in generale). Così emise un annuncio a pagamento sui maggiori quotidiani mostrando immagini di duelli avvenuti all’estero sulla propria rete.

Nell’agosto del 2008 contro Sky è stato richiesto l’intervento dell’Antitrust per pubblicità ingannevole. C’è da dire, peraltro, che tra aprile 2006 e agosto 2007, Sky è stata condannata ben 4 volte dall’Antitrust per lo stesso motivo.

A dicembre 2008 viene confermato l’adeguamento al rialzo dell’IVA sugli abbonamenti dal 10% al 20%, anche in seguito all’interpretazione delle direttive comunitarie che aveva chiesto un’imposta uguale per tutte le forme di ricezione televisiva a pagamento. Allora al Governo si era da poco insediato Berlusconi, come noto padrone di una delle concorrenti di Sky Italia. Infatti, Sky accusa l’imprenditore milanese di favorire la sua Mediaset. Dato che essa si vede in chiaro, mentre gli abbonamenti Sky sarebbero costati di più complice l’aggravio dell’Iva.

Il 20 maggio 2011 Sky annuncia la fine del rapporto con Current TV, penalizzata dai bassi ascolti. Tuttavia, la notizia non viene accolta bene dalla fetta di pubblico che la guardava, tanto che Sky ha dovuto diramare comunicati in merito nei quali meglio spiegava la sua posizione.

Il 2 luglio 2011 Sky decide di oscurare il canale Mediaset Plus, l’unica emittente Mediaset ospitata sulla sua piattaforma, per inadempienze contrattuali. In realtà lo spegnimento è avvenuto improvvisamente, senza alcuna comunicazione né da parte di Sky né del gruppo Mediaset. La decisione è stata presa unilateralmente da Sky in base a gravi inadempimenti contrattuali da parte di Mediaset. In particolare, per il fatto che il Biscione non aveva inserito nel suo palinsesto i programmi di maggior richiamo delle sue reti in chiaro. Mediaset, da parte sua, ha accusato Sky Italia di averla oscurata dal satellite, intraprendendo un’azione legale contro di essa per la sospensione improvvisa del canale. Il 7 dicembre dello stesso anno, comunque, Sky torna di nuovo a ospitare un canale di proprietà del gruppo Mediaset: TGcom24. Canale che trasmette notizie H24.

Il 30 novembre dello stesso anno, Sky decide di ritirare la propria domanda di partecipazione al beauty contest. Per la lunghezza dei tempi e la presenza di regole a sua detta discutibili.

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Quali sono i migliori motori di ricerca Torrent gratis? Ormai si sa, su internet è possibile scaricare film, musica, giochi, applicazioni e quant’altro. Ad aprire le danze fu il sito Napster a fine anni ‘90, nei confronti del quale il gruppo metal Metallica espose anche denuncia per violazione di copyright. Alla fine vinsero i Metallica, ma avevano solo vinto la battaglia di una guerra persa in partenza. L’uso di massa di internet era solo agli inizi e ben presto stravolgerà il mondo della musica e del cinema, che dovranno fare i conti, e soprattutto le spese, con una pirateria senza limiti. Certo, il download a pagamento tramite iTunes ha un po’ mitigato il problema. Ma ormai la possibilità di guardare e ascoltare materiale free è sconfinata.

Una ottima opzione per scaricare file è senza dubbio la tecnologia Torrent. Che si fa preferire per la velocità di fruizione e per la vastità del materiale trovabile. Quali sono i migliori motori di ricerca Torrent gratis? Li proponiamo di seguito. Una volta trovato il file da scaricare, dovremo avviarlo sul proprio programma BitTorrent preferito.

Premessa: questo articolo ha solo scopo informativo e non vuole certo invogliare il download di materiale coperto da copyright. Pertanto, chi scrive non si assume alcuna responsabilità sull’utilizzo a cui saranno destinate le informazioni ivi presenti.

Prima di vedere quali sono i migliori motori di ricerca per trovare file Torrent, però, vediamo cos’è e come funziona un file Torrent.

Torrent cos’è

Cos’è un Torrent? Trattasi dell’estensione dei file di BitTorrent, un protocollo basato sulla tecnologia peer-to-peer (P2P) che consente la distribuzione e la condivisione di file su Internet. Un file Torrent serve a condividere contenuti personali. Ogni utente, infatti, può creare e pubblicare un proprio torrent. La diffusione dei file .torrent si è sviluppata in maniera contemporanea alla diffusione della banda larga (ADSL). I .torrent sono file di piccole dimensioni che, aperti con programmi appositi, portano a scaricare il contenuto memorizzato nel computer delle persone che stanno condividendo il file. Si tratta di file di tipo binario, che contengono tutte le informazioni di riferimento del file da scaricare e condividere. La codifica usata per i file torrent si definisce Bencode.

File Torrent come funziona

Partendo dall’ultimo punto, Bencode è una codifica derivata da XML, sebbene abbia una sintassi del tutto diversa. Bencode vanta infatti la scalabilità, l’inclusione e l’estensibilità completa di un documento XML, ma consente di risparmiare caratteri (e pertanto byte in trasmissione) per codificare le informazioni. I quattro tipi più importanti di Bencode sono il dizionario, la lista, l’intero e la stringa. In maniera diversa rispetto a XML, il tipo intero è distinto dal tipo stringa. Un dizionario e una lista possono includere un numero infinito di elementi di natura qualsiasi, mentre intero e stringa non possono contenere altri elementi.

a) Dizionario

Il dizionario è formato da una serie di elementi ognuno dei quali identificato da una stringa. Gli elementi non hanno limitazioni di tipo. Possono essere anch’essi dizionari.

b) Codifica della lista

Una lista inizia con il carattere l e termina col carattere e. Gli elementi sono disposti nel loro ordine, ciascuno nella rispettiva codifica.

File Torrent com’è fatto

Un file torrent include le informazioni necessarie per identificare e scaricare un file dalla Rete in tutta sicurezza. Si tratta di un file di testo che contiene la codifica in Bencode di un unico grande dizionario, il quale contiene a sua volta i dati (anch’essi sotto forma di dizionari) che identificano il torrent.

I seguenti elementi fanno parte del protocollo standard e comprendono le ultime estensioni:

  • announce (stringa): che sarebbe l’indirizzo URL del tracker codificato come stringa ASCII
  • announce-list (lista): estensione del protocollo verso il Multitracker. Il dizionario announce è comunque richiesto per la retrocompatibilità
  • creation date (intero): data di creazione codificata come timestamp Unix
  • comment (stringa): un commento al Torrent codificato come stringa ASCII
  • created by(stringa): programma che ha generato il Torrent
  • info(dizionario): dizionario principale che descrive il contenuto del Torrent

Occorre però dire che gli elementi di un file Torrent possono variare. Ecco i casi:

In caso di file singolo:

  • length (intero): dimensione del file in byte
  • md5sum (stringa): fingerprint MD5 del file per migliore identificazione
  • name (stringa): il nome del file in formato ASCII (i nomi UTF-8 e Unicode generano problemi di codifica)

In caso di archivio con più file:

1. files (lista): la lista dei file contenuti in un Torrent

2. (dizionario): ogni file è rappresentato da un dizionario con la seguente struttura:

  • length (intero): dimensione del file in byte
  • md5sum (stringa): fingerprint MD5 del file per migliore identificazione
  • path (lista): lista di stringhe che consente di ricostruire il percorso del file prendendo gli elementi del loro ordine
  • (stringa): l’ultimo elemento rappresenta nome ed estensione del file
  • piece length (integer): lunghezza in byte di ogni parte in cui è suddiviso il(o i) file
  • pieces (stringa): stringa che concatena le fingerprint SHA1 del/i file in formato ASCII. Se in fase di creazione la stringa non ha lunghezza multipla di 20, essa viene completata con zeri.

Quali sono i migliori motori di ricerca Torrent

Torrent Project

Torrent Project è un sito molto essenziale, il quale consente di cercare film, musica, programmi, giochi e tantissimi altri tipi di file su tutti i migliori motori di ricerca torrent in maniera contemporanea. Tutto quello che occorre fare è digitare il nome di un file nell’apposita barra di ricerca. I risultati ottenuti saranno ordinati in maniera automatica in base al numero di fonti disponibili. Per avviare un download, occorre cliccare prima sul nome del file che si intende scaricare e poi scegliere se effettuare il download del file Torrent o se sfruttare i magnet link (cliccando sulle apposite voci). La differenza è che nel primo occorre scaricare sul PC un file con estensione .torrent da dare ipoi al client BitTorrent (es. uTorrent). Nel secondo caso, invece, tutto ciò che occorre fare è cliccare sull’icona del magnete (il cosiddetto magnet link) il quale permette di avviare il download nel client senza dover prima scaricare il file .torrent sul computer.

A parte la differenza pratica, ciò che davvero conta è scegliere un file che abbia un rating alto (cioè una discreta qualità) e un buon numero di fonti (seed) al loro attivo; così da scaricarlo prima.

Torrents.me

Torrents.me è il giusto mix tra grafica ed efficacia. Esso sfrutta i database di tutti i principali siti Torrent del mondo, così da consentire all’utente di trovare ciò che vuole in modo semplice e in poco tempo. I risultati di ricerca sono mostrati in maniera molto simile a quelli della ricerca Google, quindi non dovrebbe essere complicato “sfogliarli”. Inoltre, nella pagina principale del servizio, ci sono dei riquadri contenenti i link ai siti Torrent più popolari per ogni tipo di contenuto. Quindi avremo ad esempio il riquadro General per quello che integra i file di ogni genere; Music per i brani musicali; Movie & TV per il riquadro che contiene file inerenti a film e serie TV. Ecc.

Se invece si vogliono limitare i risultati solo a certi siti Torrent, dopo aver cercato su Torrents.to, occorre cliccare sulla voce Settings che si trova nella barra in alto e rimuovere i motori di ricerca che non si desiderano facendo click sulla “x” che appare di fianco ai loro nomi.

IsoHunt

IsoHunt rientra tra i siti Torrent che hanno un proprio database e consentono di cercare file solo al suo interno. IsoHunt vanta però un database immenso, oltre ad essere molto facile da usare. Basta digitarne il nome del file del film, del brano musicale o di altro genere, nell’apposita barra di ricerca e cliccare sul classico pulsante Search. Per sfogliare i contenuti più famosi e/o recenti, basta sfruttare gli elenchi di categorie (film, musica, giochi, ecc.) che è possibile trovare nella barra posta alla sua sinistra.

Completata la ricerca e trovato il file che ci interessa, potremo scaricare il file .Torrent cliccando prima sul titolo e poi sul pulsante Download torrent. O avviando il download mediante magnet link cliccando sull’icona del magnete. Per assicurarsi una velocità di download elevata, meglio scegliere i file che vantano un numero di seed alto. Per poter individuare questo dato, occorre cliccare sulla lettera “S” che si trova sulla destra nella tabella con i risultati della ricerca.

1337X

Anche 1337X ha un database proprio e molto ricco. Viene presentato da chi lo ha ideato come un sito in cui la qualità media dei contenuti è molto alta e la navigazione fra le sezioni è molto intuitiva. In effetti sembra proprio essere così. Infatti, a parte la barra di ricerca collocata in alto a destra (utilizzata per trovare in maniera rapida qualunque tipo di contenuto), è possibile sfruttare una comoda sidebar laterale la quale consente di trovare link veloci per il download di file di film, musica, applicazioni e altri file.

TorrentReactor

TorrentReactor consente di effettuare sia ricerche dirette, sfruttando l’apposita barra collocata in alto, sia ricerche per categorie, sfruttando i link presenti nella barra laterale di sinistra (si pensi a Software per i programmi, Movies per i film e così via). Pigiando sul pulsante Advanced search, inoltre, è possibile effettuare una ricerca diretta specificandone la categoria di appartenenza (es. musica, film, software ecc.) e/o la data con la quale è stata indicizzata sul sito. Una volta individuato il file che ci interessa, per poterlo scaricare basta pigiare sul nome del file e in seguito sul pulsante per il download.

Come scaricare file torrent: Extra Torrent

Si può dire tranquillamente che Extra Torrent sia uno dei siti Torrent più utilizzati ad oggi. Nel suo archivio interno possiamo trovare file di tante categorie: film, musica, giochi, applicazioni. Inoltre, cercarli è davvero estremamente semplice. Per trovare il file che ci interessa è sufficiente digitare il suo nome nella barra di ricerca collocata in alto e cliccare Invio.

Sarà possibile ordinare con tutta semplicità i risultati della ricerca in base al numero di seeder, leecher e al livello di salute (health) del Torrent. In modo da scegliere i file Torrent migliori. Una vola trovato il file che ci interessa, per poterlo scaricare sul PC basterà pigiare prima sull’icona della scatola e poi sul link [Download Torrent]. In alternativa, si può pigiare sull’icona del magnete e avviare il download mediante il magnet link.

Chi invece vuole “sfogliare” i contenuti in base alle categorie, invece di svolgere le ricerche in maniera diretta, è possibile pigiare sul pulsante Browse Torrents di Extra Torrent (che troveremo in alto a sinistra) e consultare gli ultimi arrivi in varie categorie di file: film, musica, giochi, libri, e così via.

Bitsnoop

BitSnoop è interessante poiché è un sito che indicizza i file presenti su vari siti Torrent. Rispetto ai motori di ricerca di tipo tradizionale, questo non rimanda al download su siti terzi, ma consente di trovare file .torrent e magnet link in modo diretto sulle sue pagine. Usarlo è estremamente semplice: nella sua pagina iniziale è possibile trovare una barra di ricerca che consente di trovare contenuti di ogni tipo: video, audio, giochi o software. Basta digitare titolo, scegliere la tipologia di file da trovare e cliccare sul pulsante Search torrents.

Altrimenti, è possibile sfogliare i contenuti indicizzati da BitSnoop sotto forma di elenchi o classifiche: cliccare sulla voce Browse e selezionare la categoria del file che ci interessa tra Video, Audio, Games e Software. Invece, recandosi nella sezione Top 100, sarà possibile consultare la classifica con i Torrent più “quotati” del giorno.

Zooqle

Molto interessante è anche Zooqle: si tratta di un motore di ricerca semplice ed efficace, il quale consente di trovare file sulla rete BitTorrent utilizzando i database di quasi duemila tracker. Il servizio funziona in maniera molto intuitiva. Nella sua pagina principale è possibile trovare la barra di ricerca dove cercare i file in maniera diretta, la lista dei file più popolari del momento, nonché delle icone poste in alto, le quali permettono di “sfogliare” i contenuti in base al loro genere di appartenenza (che si tratti di film, musica, serie TV e così via).

Quando troviamo un contenuto di nostro interesse, dobbiamo poi cliccare sul suo nome e poi sul pulsante Magnet per effettuare il download mediante il magnet link. O sul pulsante Torrent file per poterlo scaricare mediante file torrent.

Migliori App per scaricare file Torrent

Oltre alla classica ricerca sul web dei file Torrent, è possibile anche scaricare delle comode applicazioni molto facili da usare. Ecco di seguito le migliori:

qBitTorrent

Trattasi di un ottimo client Torrent per Windows, Mac OS X e Linux. Gratuito e open source, non prevede al suo interno neppure i fastidiosi banner pubblicitari. Tra le sue funzioni più interessanti, troviamo un motore di ricerca interno, grazie al quale è possibile trovare (e mettere automaticamente in download) cercando tra i database dei migliori siti Torrent del mondo.

Bit Che

Trattasi di un software gratuito il quale consente di cercare i file Torrent su molti siti tra loro diversi mediante una sola e semplice interfaccia. Questa app può essere usata solo per Windows. Una volta scovato il file che ci interessa, i file Torrent possono essere scaricati con qualsiasi client adatto allo scopo (si pensi a qBitTorrent, uTorrent e così via).

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Come tradurre una pagina web gratis? Come tradurre bene una pagina web? Si sa, l’inglese è la lingua del Mondo e noi italiani paghiamo lo scotto di non conoscerla bene come invece avviene in altri Paesi. L’inglese dovrebbe essere la seconda lingua di ogni Stato, tanto più in un Paese globalizzato come quello in cui viviamo. Ma nel nostro Paese solo di recente è stata introdotta già dalle scuole elementari. Di conseguenza, quando viaggiamo all’estero dobbiamo farci capire a suon di gesti, oppure, quando facciamo un colloquio, dobbiamo farci ripetere più volte una domanda. E ciò può valere per altre lingue: francese, spagnolo, portoghese, cinese, giapponese e così via. Il grado di difficoltà aumenta quanto più la lingua in questione si discosta dalla nostra.

Anche quando navighiamo in rete spesso finiamo in una pagina completamente in lingua inglese e abbiamo bisogno di tradurla. Come possiamo tradurre una pagina web in maniera gratis e semplice? Senza dover scaricare programmi o arzigogolarci su internet per cercare di farlo. Del resto, sono lontani i tempi in cui, a settembre, la DeAgostini lanciava puntualmente in edicola Dvd e dizionari per imparare facilmente le lingue. Sfruttando soprattutto il fatto che tanti, tornati dalle vacanze, volevano restare in contatto con qualche pulzella conosciuta all’estero o nelle località rinomate italiane (Rimini, Riccione, Portofino, Milano Marittima, ecc.). Con l’arrivo delle chat prima e dei Social poi, per conoscere una ragazza o un ragazzo straniero interessante non capita più solo viaggiando. E quindi potrebbe tornarci utile un servizio online che ci aiuti seduta stante a parlare con qualcuno/a.

Il web da qualche anno ha facilitato il tutto. Vediamo dunque i migliori servizi e modalità gratis per tradurre una pagina web, un testo in lingua straniera o una singola parola.

Come tradurre una pagina web: come funziona Google Traduttore

Cos’è Google traduttore? Come funziona Google traduttore? Possiamo dire che per tradurre una pagina web in maniera rapida e semplice il modo migliore è Google traduttore. Uno dei servizi migliori della rete. Del resto, Big G pensa a tutto, anche a chi non mastica bene le lingue straniere. Google traduttore è tutto sommato affidabile, anche se non è impeccabile. Ma il risultato ottenuto è accettabile e tendenzialmente corretto.

Come funziona Google Traduttore? Occorre collegarsi alla pagina principale del servizio mediante questo link, ed incollare l’indirizzo (URL) della pagina che dobbiamo tradurrere nel campo collocato sulla sinistra. Poi, usando gli appositi pulsanti e menu collocati in alto, occorre selezionare la lingua d’origine della pagina Web che intendiamo tradurre (es. Inglese) o impostare l’opzione Rileva lingua per rilevare in automatico la lingua di partenza, e selezionare così la lingua di destinazione (nel nostro caso Italiano). Infine, cliccare sul bottone blu Traduci per tradurre la pagina. Vedremo così finalmente la pagina web tradotta in italiano.

Se poi vogliamo vedere porzioni di testo in particolare, possiamo passare il cursore sul testo tradotto, per visualizzare la parte di testo corrispondente in lingua originale. Apparirà di fatto un fumetto che verrà mostrato a schermo. Cliccando invece sul bottone Originale collocato in alto, sarà possibile vedere di nuovo la pagina Web nella sua lingua originale. Se vogliamo tornare alla traduzione, ci basterà cliccare su Traduzione. Nella schermata possiamo fare anche copia e incolla solo della porzione di testo che intendiamo tradurre.

Google Traduttore è ovviamente utilizzabile anche tramite app su iOS e per Android (quindi su iPhone e sul 94% degli smartphone in circolazione). Come funziona app Google Traduttore? Tuttavia, è un po’ scomoda da usare, in quanto per tradurre una pagina Web con l’app di Google Traduttore bisognerà fare copia e incolla di tutto il testo che vogliamo tradurre e poi incollarlo sulla schermata che apparirà.

Se usiamo Google Chrome come browser, però, possiamo sfruttare il fatto che Google Traduttore sia integrato direttamente in esso. Quindi non avremo bisogno di fare i passaggi detti in precedenza. In pratica, una volta entrati nella pagina web in lingua straniera, apparirà dopo qualche istante un’apposita toolbar in alto, che ci chiederà se vogliamo tradurre la pagina. Sarà sufficiente cliccare sul bottone Traduci. Questa comodità è sfruttabile anche su smartphone e tablet, quindi potrebbe risultare inutile scaricare la app di Google Traduttore. La quale, come detto, non è proprio comodissima.

Come tradurre una pagina web: Bing Traduttore

Google Traduttore non ti ha convinto? Come dice una vecchia e famosa canzone: don’t worry, be happy! (magari traduci anche questa). Ci sono altre valide alternative. Quali sono le alternative a Google Traduttore? Possiamo usare Bing Traduttore. Bing, per quanti non lo sapessero, è il motore di ricerca di Microsoft. E in quanto tale, considerato forse il principale rivale di Google, il quale offre anche un ottimo servizio di traduzione online con molte lingue sia in “entrata” che in “uscita”.

Come funziona Bing Traduttore? Per usare Bing Traduttore, collegarsi a questo link che riporta alla pagina ufficiale del servizio by Bill Gates, per poi impostare la lingua d’origine della pagina da tradurre (es. Spagnolo) tramite l’apposito menu collocato in alto a sinistra. O, se non sappiamo di che lingua preciso si tratti (pensiamo ad olandese o danese facilmente confondibili, islandese molto difficile da individuare, o qualche lingua asiatica) e selezionare l’opzione Rilevamento automatico per rilevare in maniera automatica la lingua d’origine. Dopo indicheremo la lingua in cui effettuare la traduzione (es. Italiano) dal menu collocato sulla destra ed infine copiare ed incollare l’indirizzo (URL) della pagina Web che intendiamo tradurre nel box presente sulla sinistra. Infine, fare click sul bottone giallo Traduci presente al centro.

Successivamente, sarà aperta una nuova scheda nella finestra del browser che conterrà la pagina Web tradotta. Come nel caso di Google Traduttore, possiamo anche conoscere la traduzione di porzioni di testo facendo scorrere il cursore sul testo tradotto. Apparirà un apposito riquadro che sarà mostrato a schermo. Le funzionalità di Bing Traduttore non finiscono qui. Con i pulsanti che troveremo in alto a destra di fianco alla voce Visualizzazioni, è possibile scegliere se e come visualizzare la pagina d’origine e quella tradotta.

Anche Microsoft, come Google, prevede una app per iOS e Android, chiamata Microsoft Translator. Appannaggio di quanti vogliono utilizzare il servizio di Bing comodamente sul proprio smartphone, iPhone e tablet.

Come tradurre pagina web direttamente da browser

I browser più popolari offrono anche la possibilità di tradurre una pagina web senza dover ricorrere a siti esterni. Come tradurre una pagina web direttamente sul browser? Mediante apposite estensioni. Ecco le migliori in circolazione per ogni browser:

Estensione Google Chrome per tradurre pagina: come funziona

Come funziona Instant Translate di Google Chrome? Del resto, non possiamo non partire dal browser più utilizzato sul web. Instant Translate è una estensione da usare come alternativa alla feature disponibile “di serie”. Tramite Instant Translate è possibile tradurre specifiche parti di testo in lingua straniera presenti su una pagina Web, supporta le scorciatoie da tastiera, offre un utile menu contestuale, ecc. Come aggiungere Instant Translate a Google Chrome? Basta andare qui e cliccare su Aggiungi presente in alto a destra in un vistoso bottone blu. E’ possibile usarla anche su smartphone Android sotto forma di app. Basta cliccare più o meno in alto a centro pagina dove riporta Download.

Estensione Mozilla Firefox per tradurre pagina web: come funziona S3.Google Translator

Come funziona S3.Google Translator di Mozilla Firefox? Questa estensione consente di tradurre intere pagine Web oltre che specifici testi selezionati e singole parole. La vera chicca di questa estensione è il fatto che è possibile tradurre tramite essa pure i sottotioli dei video su YouTube. Anche in questo caso aggiungerla al proprio browser Firefox è molto semplice: sarà sufficiente andare su questo link e cliccare a centro pagina sul bottone con dicitura Aggiungi a Firefox.

Estensione su Opera per tradurre pagine web: come funziona Translate

Trattasi di una estensione per Opera che replica fedelmente la funzione di traduzione di Google Chrome. Quando siamo su una pagina Web di lingua straniera, mostra un’apposita barra di traduzione in alto. Quindi è una estensione molto comoda. Per usare Translate su Opera basta andare qui e pigiare sul bottone color grigio sfumato con la dicitura Aggiungi a Opera sito sul lato destro della pagina.

Estensione su Safari per tradurre pagina web: come funziona Translate

Infine, vediamo una estensione prevista per Safari: Translate. Essa consente di effettuare traduzioni di intere pagine web scritte non nella nostra lingua (o in una lingua che non conosciamo) sfruttando Google Traduttore. Sarà sufficiente pigiare sull’apposito pulsante che viene aggiunto alla finestra del browser o sfruttare il comando che troviamo annesso al menu contestuale. Per scaricare Translate su Safari basta andare qui.

Come tradurre parole straniere in italiano: come funziona WordReference

Ma non solo i colossi informatici Google e Microsoft offrono servizi web per tradurre pagine da lingua straniera a italiano o in altre lingue straniere. Un altro interessante servizio è quello offerto da WordReference, sebbene qui si tratti di tradurre parole e non interi testi o pagine web. Come funziona WordReference? Come tradurre una parola con WordReference? Non temere, WordReference è molto semplice da utilizzare.

Basta collegarsi alla sua pagina principale mediante questo link, digitare il termine da tradurre nel campo di testo che troveremo al centro della pagina, selezionare la lingua d’origine della parola e la lingua in cui vorremmo tradurla dal menu a tendina adiacente (es. italiano-spagnolo per tradurre dalla lingua italiana alla lingua spagnola) e cliccare sul pulsante con l’icona della lente d’ingrandimento per visualizzare il termine tradotto. WordReference offre pure dizionari speciali, come quelli con i sinonimi e le sole definizioni delle parole, selezionabili dal menu a tendina per scegliere i dizionari.

Otterremo così una pagina Web di riferimento del termine digitato che intendiamo tradurre con tutte le possibili informazioni ad esso relative. Così come esempi pratici di utilizzo, la possibilità di poter ascoltare la pronuncia nella lingua d’origine (così da poter imparare anche a dirla in maniera corretta oltre che il suo significato) e altre funzioni. All’interno di WordReference non manca anche la presenza di un Forum, al fine di approfondire la traduzione di termini meno utilizzati, così come modi di dire, ecc. Quindi spiegazioni più specifiche che vanno oltre l’automatica traduzione di un termine. Anche WordReference può essere utilizzato su smartphone e tablet mediante una apposita app per iOS ed Android.

Migliori programmi per tradurre pagina web in italiano

Se i servizi web che ti abbiamo elencato non ti convincono, oppure li hai testati ma non ti hanno soddisfatto, allora possiamo provare con programmi per tradurre. Ecco di seguito i migliori programmi per tradurre pagine web, frasi o parole.

Babylon cos’è e come funziona

Il nome è tutto un programma. Nell’elencare i migliori programmi per tradurre, non possiamo non iniziare da Babylon. Probabilmente il più famoso programma per questo scopo disponibile per Windows. Consente infatti di tradurre frasi e parole in oltre 75 lingue diverse partendo da qualsiasi applicazioni; supporta la traduzione di intere pagine Web e documenti; integra pure le voci di Wikipedia nei risultati delle definizioni. Babylon si integra altresì alla perfezione con tutte le versioni di Microsoft Office e permette pure di convertire fusi orari, valute e unità di misura. Quindi, non è utile solo per tradurre pagine web, frasi o parole. Attention please: Babylon viene offerto gratuitamente in prova solo per 30 giorni. Poi occorre pagarlo. Per ulteriori info ed eventualmente scaricarlo, andare a questo link.

DualClip Translator cos’è e come funziona

DualClip Translator è una valida alternativa a Babylon tra i migliori programmi per tradurre. E’ gratuito ed open source e sfrutta i motori di traduzione sia di Google che di Microsoft (Bing) per tradurre parole e frasi selezionate in qualsiasi applicazione mediante combinazioni di tasti della tastiera. Funzione molto interessante di DualClip Translator, quella di sostituire il testo selezionato con la sua versione tradotta: è sufficiente la semplice pressione di una combinazione di tasti e il riconoscimento OCR dei testi presenti nelle immagini. Non hai capito bene questa funzione? Provare per credere, andando sulla sua pagina ufficiale.

FreeTranslator coms’è e come funziona

Tra i migliori programmi per tradurre è giusto annoverare anche FreeTranslator. Esso si ispira a Babylon sebbene non raggiunga la sua potenza e versatilità. Presenta un’interfaccia molto grezza ma anche per questo estremamente semplice da usare e supporta tante lingue, tra le quali Italiano, Inglese, Francese, quelle scandinave, Tedesco, Spagnolo, Russo, Greco, quelle asiatiche, ecc. Occorre però specificare che per usare il programma in modo corretto, bisogna avere sul PC il .Net Framework 2.0 di Microsoft. FreeTranslator è utilizzabile anche formato app per smartphone e tablet con sistema operativo Android. Per scaricare questo programma semplice ed utile andare qui.

gTrans cos’è e come funziona

Anche gTrans merita di essere annoverato tra i migliori programmi per tradurre. E’ fatto molto bene e si appoggia al database di Google Translate, Offre la traduzione di e per 58 lingue diverse. Quindi, in pratica, le più diffuse. Anche in questo caso non siamo di fronte ad un programma completamente Free, ma gTrans si paga dopo un periodo di prova. Per scaricarlo cliccare qui.

Lingoes cos’è e come funziona

Lingoes può essere annoverato tra i più conosciuti migliori programmi per tradurre. Supera anche il precedente in quantità di lingue traducibili, dato che ne sono oltre 80 (quindi, oltre alle più diffuse, vi consentirà di fare poche figuracce anche con quanti parlano lingue di nicchia). Lingoes è comodissimo poiché consente di tradurre testi da qualsiasi applicazione semplicemente selezionandoli con il mouse e poi facendo click col tasto destro mentre si tiene premuto il tasto Ctrl della tastiera. Oltre alle consuete tradizioni, integra altresì informazioni sulla pronuncia delle parole e integra vari servizi di traduzione online, e anche le definizioni di Wikipedia. Quindi un servizio molto ricco. Per scaricare Lingoes andare su questa pagina ufficiale del programma.

Qtranslate cos’è e come funziona

Tra i migliori programmi per tradurre gratis “al volo” frasi e parole che troviamo in altre lingue va annoverato Qtranslate. Basterà selezionare il testo da tradurre, premere la combinazione di tasti Ctrl+Q sulla tastiera del computer e ci apparirà un riquadro con la traduzione del testo. La comodità è che non bisogna pure impostare la lingua originaria del testo. Essa verrà riconosciuta in automatico. Questo software integra servizi di traduzione online molto diffusi come i succitati Google Translate e Bing, ma anche Babel Fish ed altri ancora. Ancora, consente di sostituire il testo selezionato con la sua versione tradotta e pure di verificare l’ortografia dei testi. Così da ridurre al minimo il rischio di incorrere in errore. Per poterlo scaricare cliccare qui.

Translate.Net cos’è e come funziona

Questo programma consente di tradurre un testo da una lingua ad un’altra utilizzando più traduttori automatici nello stesso momento. Del resto, Translate.Net sa bene che i traduttori automatici, benché comodi, ne dicono di sciocchezze. Quindi solo tramite una traduzione effettuata da più traduttori automatici possiamo intuire il reale significato del testo straniero. Translate.Net è del tutto gratuito, ma funziona solo se il Pc è connesso. Per poter effettuare il download, andare sulla sua pagina ufficiale. Al termine del download, fare doppio click sul file di installazione scaricato. Nella finestra che si apre, poi, fare click sul pulsante Avanti, spuntare la voce Accetto i termini del contratto di licenza, fare sempre click su Avanti e poi su Fine per avviare il programma.

Come tradurre un testo da una lingua ad un’altra con Translate.Net? Nella finestra principale andare sulla linguetta Lingue. Poi selezionare la lingua originaria del testo nella lista di sinistra e quella in cui vogliamo tradurlo nella lista di destra. Scrivere il testo da tradurre nel campo di testo vuoto e fare click sul pulsante Tradurre per leggere le diverse traduzioni dello stesso testo.

Migliori app per tradurre in italiano su smartphone e tablet

Abbiamo già parzialmente risposto alla domanda su come tradurre una pagina, parola o frase in lingua straniera su smartphone e tablet, elencando alcuni dei servizi di cui sopra. Qui però per completezza di informazioni, vediamo altri modi per tradurre pagine web:

Come tradurre su Android e iOS: iTranslate

Partiamo da questa ottima app che permette di effettuare traduzioni online da e verso 80 lingue diverse ad una velocità incredibile. Itranslate integra altresì pure i dizionari per conoscere nel dettaglio il significato dei termini. È disponibile sia per Android e per iOS, in entrambi i casi gratis con acquisti in-app

Come tradurre su Android e iOS: iTranslate Voice

La società che l’ha sviluppata è la medesima di iTranslate. L’aggiunta di quel “Voice” è dovuta al fatto che permette di tradurre velocemente frasi e parole utilizzando la dettatura vocale. È disponibile per iOS (dietro pagamento di 9,99 euro) ma anche per Android (gratis con acquisti in-app per sbloccare tutte le funzioni).

App per tradurre su Android e iOS: Reverso Traduzione e Dizionario

Questa app permette di effettuare la traduzione di parole e frasi basando il tutto su milioni di esempi di vita reale. Reverso Traduzione e Dizionario integra altresì un potente motore di ricerca, un frasario, permette di ascoltare la pronuncia della parola da tradurre, ecc. È disponibile sia per Android che per iOS, in entrambi i casi gratis con acquisti in-app.

App per tradurre su smartphone Android e iPhone: Traduttore Professionale

Questa app consente di tradurre un testo in più di 50 lingue diverse in maniera molto rapida e risulta comprensiva di oltre 300 frasi tradotte in modo professionale, organizzate in categorie ed accessibili anche offline. Tutto quanto tradotto può essere altresì ascoltato e, in base alle proprie preferenze, è possibile selezionare voci diverse. È disponibile solo per iOS gratis con acquisti in-app.

Speriamo che queste varie alternative su come tradurre una pagina web ti soddisfino e che tu abbia trovato quella che più fa per te. Così da non dover sforzarsi di rispolverare il proprio inglese o francese imparato a scuola ormai ammuffito o non fare figuracce se chattiamo con una persona che ci interessa ma che parla un’altra lingua. In fondo il web, come ci fa conoscere facilmente persone provenienti da ogni angolo del Mondo, così ci offre anche l’opportunità di poter parlare con loro.

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Cos’è WinRAR? Come funziona WinRAR? WinRAR è a pagamento? Come scaricare WinRAR? Se ti stai ponendo queste domande, probabilmente hai bisogno di utilizzare WinRAR, uno dei tanti programmi utili messi a disposizione da Microsoft per semplificarci la vita. Nella fattispecie, a cosa serve WinRAR? Questa applicazione serve per archiviare i file che abbiamo sul pc, così da comprimerli, gestirli più facilmente e renderli anche meno pesanti per un eventuale invio via indirizzo mail.

La sua interfaccia è tradotta del tutto e molto bene in lingua italiana, ed è molto semplice da usare. Dunque di seguito cerchiamo di rispondere a tutte le domande su WinRAR poste nell’incipit.

WinRAR cos’è

WinRAR è un programma shareware utile per la compressione e l’archiviazione dei dati creato da Evgenij Lazarevič Rošal. È una delle poche applicazioni capaci di aprire file con estensione .RAR, giacché sono codificati con un algoritmo di compressione proprietario. Altre funzioni di WinRAR sono riparare, effettuare il backup avanzato e convertire gli archivi; e ancora crittografare i file in maniera cifrata ed è compatibile su tutti i sistemi operativi. È in grado di integrarsi con tutti i software antivirus, ed è fruibile in ben 42 lingue tra cui l’italiano.

WinRAR, oltre ovviamente a file RAR e ZIP, è compatibile con i file CAB, Arj, LZH, TAR, GZ, UUE, BZ2, JAR, ISO, 7Z, Z ed ACE. Dispone di archiviazione completa tramite algoritmo AES (acronimo di Advanced Encryption Standard) con chiave a 128 bit. Nella versione 5, invece, è prevista la compatibilità con la chiave a 256 bit. Ancora, può gestire file ed archivi fino ad una dimensione massima di 8,589 miliardi di gigabyte. Mentre il numero di file che si può tenere in un singolo archivio è di tipo illimitato. E’ possibile creare archivi auto-estraenti e/o di tipo multivolume (suddiviso su più livelli).

Ancora, utilizza la recovery dei dati che consentono la riparazione di archivi ormai danneggiati. Sostiene le opzioni avanzate del file system NTFS e i nomi dei file in Unicode. Come vedremo, l’applicazione di Microsoft WinRAR può essere usata gratuitamente in prova per 40 giorni, alla fine dei quali ogni volta che lo avviamo appare un avviso che invita ogni volta al suo acquisto. Se acquistato, gli aggiornamenti successivi sono

gratuiti e illimitati.

WinRAR come è cambiato col tempo

Nella data in cui scriviamo, WinRAR è giunta alla versione 5.50. Ecco le principali novità introdotte negli anni:

  • 2.90: capacità di gestire un nuovo formato di archivio RAR3, precedentemente incompatibile con le versioni precedenti
  • 3.50: possibilità di cambiare skin del programma
  • 3.50: aggiunta compatibilità con Windows x64
  • 3.60: inclusione di una versione con multithreading dell’algoritmo di compressione, capace di migliorare la velocità di compressione su sistemi con più CPU dual-core o Hyper-threading che siano abilitati
  • 3.70: compatibilità con il sistema operativo Windows Vista.
  • 3.80: supporta gli archivi ZIP, che includono i nomi di file Unicode UTF-8
  • 3.90: disponibili altre 2 versioni: x86 e x64.
  • 4.00: incapacità di supportare Windows 98, Me e NT, mentre resta il supporto per Windows 2000. Miglioramento delle performance e decompressione al 30% e si integra con le funzionalità di Windows 7.
  • 4.01: E’ stato aggiunto il supporto per i formati di file memorizzati in formato binario in archivi TAR. Alcuni tra essi utilizzano il formato binario dimensioni anziché ottale per i file superiori agli 8 GB. Capacità di corregge problemi minori
  • 4.10: rimozione di tutte le limitazioni di ZIP, permettendo un numero senza limiti di file e dimensioni dell’archivio. Consente la creazione di file ZIP multivolume
  • 4.11: correggere problemi inferiori
  • 4.20: implementata la velocità di compressione in modalità SMP, a discapito dell’uso di memoria. SMP è usato pure per comprimere file ZIP Questa nuova versione rende più difficile comprimere il testo senza utilizzare parametri aggiuntivi, non supporta Windows 2000, mentre supporta le versioni successive Windows XP, Vista, Windows 7 e 8
  • 5.00: introdotto nel 2013, introduce il nuovo formato di archivio di tipo RAR5, incompatibile con le versioni precedenti, mentre supporta le versioni Windows 8 e 8.1, implementa la cifratura a 256 bit AES
  • 5.01: distribuito qualche mese dopo la versione precedente sempre nel 2013, corregge problemi minori e introduce due nuove funzioni

L’ultima versione è come detto la 5.50, rilasciata lo scorso agosto 2017.

WinRAR a cosa serve

Partiamo col dire WinRAR cos’è e a cosa serve. Trattasi di una delle migliori applicazioni per la gestione degli archivi compressi disponibili per lo storico ed utilizzatissimo sistema operativo di Microsoft: Windows. Lo stesso che da quasi trent’anni ha reso semplicissimo e alla portata di tutti utilizzare il Personal computer. Consente di aprire con facilità tutti i principali formati di archivi compressi quali ZIP, 7Z, RAR, gli archivi multivolume. Ma anche di realizzare archivi in formato RAR. Quasi esclusiva di questa app.

WinRAR è a pagamento?

WinRAR si paga? Purtroppo sì ed esiste solo una versione di prova gratuita che consente di sfruttarne comunque tutte le opzioni per 40 giorni. Passati i quali l’utente non può più utilizzare le funzioni avanzate, quale per esempio la possibilità di creare archivi protetti da password. Inoltre, vengono visualizzati numerosi e fastidiosi messaggi pubblicitari che invitano l’utente ad acquistare la licenza per usarlo in tutto il suo splendore. Sebbene, comunque, l’applicazione continui a funzionare.

WinRAR versioni Windows compatibili

Per quali versioni di Windows è compatibile WinRAR? Per fortuna, questa applicazione è compatibile con quasi tutte le versioni di Windows. Ovvero da Windows 2000 in poi, passando per il mitico Windows Xp, il criticatissimo Windows Vista, fino all’attuale Windows 10. Quindi avreste problemi solo con le precedenti versioni di Windows anni ‘90. Quindi a parte rarissimi casi di chi usa Pc preistorici (non sentitevi vecchi inutilmente, ma la tecnologia anni ‘90 è da considerarsi preistorica), WinRAR è largamente utilizzabile. E’ disponibile anche in una versione x64 bit che permette di sfruttare appieno la potenza dei processori a 64 bit.

Come scaricare WinRAR

Per usare questa utile applicazione dobbiamo ovviamente prima di tutto scaricarla. Come si scarica WinRAR? Basta collegarsi qui al sito Internet ufficiale del programma e pigiare sul pulsante Scarica WinRAR se si utilizza un sistema operativo a 32 bit; o dove dice clicca qui per la versione a 64bit, se si utilizza un sistema operativo appunto con potenza a 64 bit. Poi fare click sulla voce Continua per il download WinRAR e il download partirà in maniera automatica.

Dopo che il download sarà completato, aprire il pacchetto d’installazione di WinRAR (il cui file finirà per “.exe”, come tutti quelli che servono ad installare qualcosa) e fare click prima su Sì e poi su Installa. Mettere il segno di spunta al fianco dei tipi di file che si intendono aprire in automatico con WinRAR (ad esempio rar, zip, 7z ecc.) e cliccare su OK e infine Chiudi per concludere linstallazione del programma. Semplice no?

WinRAR come funziona?

Una volta installato WinRAR, come funziona? Innanzitutto individuiamo l’archivio che vogliamo aprire con WinRAR e facciamo doppio click sulla sua icona. Arrivati a questo punto, possiamo optare se vogliamo visualizzare i file contenuti nell’archivio oppure se estrarli in una cartella. Se scegliamo la prima opzione, dobbiamo solo trovare i file che intendiamo visualizzare, fare doppio click sull’icona e aspettare qualche secondo affinché WinRAR li elabori. Nel secondo caso, invece, dobbiamo selezionare i file che vogliamo estrarre dalla finestra di WinRAR e trascinali nella cartella di destinazione usando il nostro mouse.

Abbiamo però una alternativa: se vogliamo estrapolare tutti i file contenuti in un archivio e copiarli in una cartella, dobbiamo cliccare sul bottone “Estrai in” che troviamo posizionato in alto a sinistra, scegliere la cartella in cui vogliamo copiare i file e avviare l’estrazione dei dati cliccando sul bottone OK. Il procedimento dura in base al quantitativo dei file da estrarre e del loro relativo “peso”. Oltre che ovviamente alla potenza del processore, che può rendere il tutto più lento o più veloce.

Se invece dobbiamo estrapolare un archivio multivolume diviso in più parti, allora dobbiamo prima copiare tutti i volumi che lo compongono che si trovano dentro la medesima cartella e poi aprire il primo (ad esempio archive.part000) o senza numeri nel nome (come archive.rar). La parte restante della procedura per estrarre o aprire i file è uguale a quella che abbiamo visto in precedenza in sede di spiegazione per i casi di archivi singoli.

WinRAR come creare archivio

Come creare un nuovo archivio con WinRAR? Basterà selezionare i file da includere nell’archivio, pigiare con il tasto destro del mouse su uno qualunque tra loro e selezionare la voce Aggiungi ad un archivio dal menu che appare. Si aprirà una finestrina e inserire il segno di spunta vicino alla voce RAR e cliccare il nome che vogliamo dare al file compilando lo spazio dove dice Nome archivio.

Fatto ciò, selezionare la cartella in cui intendiamo salvare il file RAR pigiando sul bottone con la dicitura “Sfoglia” ed impostare il livello di compressione dell’archivio desiderato utilizzando l’apposito menu a tendina. La scelta del livello di compressione deve essere oculato, sapendo due cose. La prima è che più impostiamo un livello di compressione elevato, più ridotta sarà la dimensione del file archiviato. E quindi meno spazio il file occuperà nell’Hard disk. Ma la seconda cosa, l’altra faccia della medaglia, è che più comprimiamo il file, più aumentano i tempi per la creazione del file RAR stesso. Quindi, se andiamo di fretta e non possiamo tenere il Pc acceso a lungo, ci conviene scegliere soluzioni mediane.

Una volta che abbiamo impostato tutte le preferenze, facciamo click su OK e la procedura si avvierà in automatico per creare il nostro archivio RAR.

WinRAR, come creare archivio multivolume

Windows ci offre anche la possibilità di creare un archivio multivolume (intendendo per esso il fatto che sia suddiviso in più parti) sempre tramite la applicazione WinRAR. Come creare un archivio multivolume con WinRAR? Sarà sufficiente seguire lo stesso procedimento visto in precedenza per creare un nuovo file RAR ed usare il menu a tendina “Dividi in volumi con dimensione” al fine di scegliere il peso che ciascun “pezzo” dell’archivio dovrà avere. A tal fine, possiamo utilizzare delle misure di tipo personalizzato, o usare una delle misure standard che ci offre il menu (si pensi a 100MB o a 700MB).

WinRAR, come creare file con password

Come creare un file WinRAR protetto da password? In effetti la scelta è ideale quando il proprio Pc viene usato da più persone oppure si teme che il suo contenuto finisca in mani indesiderate.

WinRAR assistenza clienti

Per quanti acquistano WinRAR dopo i 40 giorni di utilizzo, è disponibile un supporto in italiano via email, con risposta entro le 24-48 ore lavorative successive l’invio. Comunque, per tutti è sempre disponibile il Forum dove ottenere risposte e consigli da qualsiasi utente che usa questa applicazione di Microsoft. Raggiungibile qui.

File RAR su Mac come fare

E se possediamo un Mac? Abbiamo detto che WinRAR è una applicazione esclusiva per Windows. Quindi come scaricare WinRAR su Mac? Non possiamo farlo e quindi dobbiamo affidarci ad alcune alternative. Ecco le principali per Mac-

Unarchiver

Quali sono le alternative a WinRAR per Mac? Una discreta è The Unarchiver che è del tutto gratis e consente di estrapolare i file da tutti i principali tipi di archivi compressi. Si pensi a RAR, Zip, 7-zip, Tar, Gzip e Bzip2. E’ possibile scaricarla facilmente dal Mac App Store cliccando sul pulsante Ottieni/Installa l’app che possiamo trovare nella barra laterale di sinistra di The Unarchiver. Essa si imposterà in maniera automatica come applicazione predefinita per aprire gli archivi compressi (che sarà possibile estrapolare con un semplice doppio click sulla propria icona).

Se non si imposterà in automatico, allora scegliere le tipologie di file da aprire con The Unarchiver tramite la procedura seguente:

  1. Selezionare un file del tipo che vuoi aprire in maniera predefinita con The Unarchiver (ad esempio proprio un file RAR)
  2. Premere contemporaneamente i tasti cmd+i sulla tastiera del proprio Mac al fine di far apparire la finestra con le proprietà del file
  3. Espandere la sezione Apri con la finestra che si è aperta, selezionare The Unarchiver dal menu a tendina sottostante e pigiare prima su Modifica tutto e poi su Continua al fine di salvare i cambiamenti.

Aprendo il programma The Unarchiver dal LaunchPad del proprio dispositivo Mac (o tramite Spotlight) e andando nella scheda Estrazione del software possiamo scegliere anche in quale cartella possiamo estrarre il contenuto degli archivi. Avremo le seguenti opzioni:

  • Same folder as the archive: per estrarre i file nella cartella di origine dell’archivio
  • Ask for a destination folder: per selezionare di volta in volta una cartella diversa
  • Other: per scegliere una cartella personalizzata.

RAR Archiver

The Unarchiver ha però la pecca di non prevedere la possibilità di creare nuovi archivi. Ma a ciò possiamo rimediare con RAR Archiver al costo di soli 1,99 euro, programma che consente di generare e archivi RAR in maniera molto semplice. Per creare nuovi archivi occorrerà avviare RAR Archiver e trascinare nella finestra che si apre tutti i file che si vogliono includere nel pacchetto RAR. Data che è una impostazione predefinita, RAR Archiver estrapola il contenuto di tutti gli archivi in una medesima cartella. Per cambiare la destinazione dei file, occorre avviare la app, recarsi nelle Impostazioni selezionando la voce Preferences dal menu RAR Archiver, ed impostare nel menu a tendina Save folder l’opzione che preferiamo.

StuffIt Expander

StuffIt Expander è un’altra ottima alternativa alla app The Unarchiver, questa volta gratuita, la quale pure supporta tutti i principali formati di archivi compressi visti in precedenza: RAR, ZIP, 7Z, TAR e tanti altri ancora. Ha il vantaggio di avere un’interfaccia utente molto semplice da usare ed è molto veloce pure nel decomprimere i file. Per poter scaricare StuffIt Expander sul proprio Mac, basterà collegarsi alla pagina sul Mac App Store appositamente ad esso dedicato e cliccare sul pulsante Visualizza nel Mac App Store che troviamo sulla sinistra. Successivamente, attendere che sia aperto il Mac App Store, cliccare sul pulsante Ottieni/Installa la app e, se necessario, digitare la password del proprio ID Apple al fine di avviare l’installazione del software.

In seguito, avviare la app e trascinare gli archivi da estrarre sull’icona della scatola che compare sullo schermo. Per associare gli archivi RAR a StuffIt Expander al fine di farli estrarre automaticamente dal sistema facendo doppio click su di essi, seguire la stessa procedura vista dianzi per The Unarchiver. Ricapitolando: selezionare il file RAR desiderato, premere insieme cmd+i e scegliere StuffIt Expander dal menu a tendina Apri con presente nella finestra che appare.

Keka

Da non confondere con Kaka (grande campione brasiliano che ha militato nel Milan negli anni 2000), Keka per Mac consente di gestire i file con estensione: RAR, 7z, Lzma, xz, Zip, Tar, Gzip, Bzip2, ISO, EXE, CAB, PAX ed ACE. Ma non solo: anche di generare archivi o file immagine nei formati 7z, Zip, Tar, Gzip, Bzip2, DMG ed ISO. Trattasi di un programma di tipo Open source, che si può utilizzare gratuitamente, e al massimo ci verrà chiesto di supportarne lo sviluppo tramite una donazione o acquistando la versione dell’applicazione che si trova sul MAS (anch’essa a soli 1,99 euro).

Per scaricare la versione gratuita di Keka sul proprio Mac, basta collegarsi al sito suo ufficiale e cliccare sul pulsante Scarica Keka. Dopo apriremo il pacchetto dmg che contiene il software, e prenderemo l’icona di quest’ultimo e la trascineremo nella cartella Applicazioni di macOS al fine di completarne l’installazione sul proprio dispositivo Mac. Fatto ciò, dobbiamo associare i file RAR al programma Keka come già visto per The Unarchiver e fare doppio click su di essi per estrarne il contenuto. Possiamo anche scegliere di fare click destro sulle icone dei file RAR che vogliamo estrarre e selezionare le voci Apri con > Keka dal menu che ci apparirà. Fatto ciò potremmo usare Keka per estrarre i file RAR senza doverli associare a questi ultimi.

Per gestire a nostro piacimento le impostazioni di compressione e decompressione degli archivi, dobbiamo aprire Keka usando la propria icona presente nel LaunchPad di macOS.

Plugin BetterZip per Quick Look

Il plugin Plugin BetterZip per Quick Look ha invece una caratteristica peculiare: permette all’utente di venire a conoscenza di quali file contiene un archivio RAR senza doverlo per forza estrarre. Questo programma in sostanza sfrutta il sistema di anteprima incluso in macOS (vale a dire facendo tap con tre dita sulle icone degli archivi, o scegliendo questi ultimi e premendo la barra spaziatrice sulla tastiera del Mac). Installare Plugin BetterZip per Quick Look è molto semplice. Ecco i passaggi:

  1. Scaricare il plugin BetterZip per Quick Look collegandosi qui e cliccare sulla voce Legacy version 1.5 che possiamo trovare sotto la dicitura BetterZip Quick Look Generator
  2. Quando il suo download sarà ultimato, copiare il file BetterZipQL.qlgenerator appena scaricato sul proprio Mac nella cartella /Library/QuickLook/. Se non conosciamo il modo per raggiungere questa cartella, fare click destro sull’icona del Finder, selezionare la voce Vai alla cartella dal menu che compare e incollare il percorso nella finestra che si apre
  3. Aprire il Terminale e dare il comando qlmanage -r al fine di riavviare il servizio di Quick Look e rendere effettive le modifiche.

Fatto ciò sarà possibile selezionare un file ZIP o RAR e visualizzare il suo contenuto senza la necessita di estrarlo. Occorre però dire che ciò non significa che è possibile aprire i file presenti negli archivi o estrarli in maniera singola. Per fare ciò abbiamo bisogno di soluzioni di tipo professionale: si pensi a BetterZip, proprio dal quale è sorto Plugin BetterZip per Quick Look. BetterZip è una delle soluzioni più complete per creare ed estrarre archivi compressi che abbiamo a disposizione su Mac, consentendo di visualizzare il contenuto degli archivi senza la necessità di doverlo prima estrarre, aggiornando gli archivi già esistenti, ecc.

E’ possibile scaricare il programma gratuitamente ma solo in formato prova. Mentre la sua versione completa costa 23,56 euro.

Come scaricare WinRAR su smartphone e tablet

Come estrarre un file RAR o un file ZIP su smartphone o su tablet? Anche in questo caso, possiamo utilizzare WinRAR sui nostri dispositivi mobile, tramite apposita app WinRAR per Android (ultima versione 5.50 rilasciata nel 2016, mentre non per iOS). Tuttavia, è preferibile usare dei programmi pensati apposta sia per Android che iOS. Ecco quali programmi usare per aprire file RAR o ZIP su smartphone e tablet.

  1. ES Gestore File per Android: sui dispositivi Android (che secondo le ultime statistiche sono pari al 94% sul mercato) possiamo usare ES Gestore File Android, in grado di estrarre i file contenuti in qualsiasi archivio RAR o ZIP. È del tutto gratis e supporta anche gli archivi protetti da password.Documents per iOS: trattasi di un file manager gratuito pensato per iPhone e iPad che consente di visualizzare vari tipi di file, tra cui gli archivi RAR e ZIP (anche qualora siano protetti da password). Come per tutte le app iOS, possiamo scaricarla da Apple Store.
  2. Entrambe queste app consentono di accedere ai servizi di cloud storage (come Dropbox o Google Drive) e di condividere in maniera semplice i file con il proprio Personal computer in modalità di tipo wireless.

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Come i usa iCloud? E come si usa iCloud su iPhone? Come si usa iCloud su Mac? Come si usa iCloud su Pc Windows? E come si usa iCloud su iPad e iPod? Icloud è un servizio comodissimo tra i tanti offerti dai dispositivi di casa Apple, ma non tutti hanno la dimestichezza per usarlo. E allora ce ne occupiamo in questo articolo.

Del resto Apple ha lanciato tante idee innovative, poi copiate o prese di ispirazione con sfumature da altre marche. La stessa idea di smartphone, in realtà lanciata dalla multinazionale coreana LG, è stata sdoganata e resa straordinaria grazie ad iPhone. Ora si attende solo l’iPhone pieghevole e qui la mela morsicata si gioca a Samsung in una corsa sfrenata a chi farà per primo. Non mancano i brevetti, ma occorre ancora superare qualche limite tecnico (soprattutto legato alla batteria) e di natura economica (quanto arriverà a costare?!

Ma attendendo lo smartphone pieghevole, dedichiamoci alle tecnologie già esistenti, come appunto iCloud. Vediamo dunque di seguito come si usa iCloud sui dispositivi Apple e non solo. Di fatti, pure la concorrente Microsoft con il suo sistema operativo Windows permette di creare delle copie di sicurezza dei propri dati su un hard disk online e di sincronizzarli fra tutti i dispositivi. Il sistema di immagazzinamento di dati fornito da iCloud è rivoluzionario in quanto tutto viene conservato “in rete” non andando a occupare spazio sul dispositivo.

Prima di partire con la nostra guida, ci preme anche aggiungere che per utilizzare iCloud dobbiamo disporre di un ID Apple e la selezione di iCloud come sistema predefinito per eseguire il backup dei dati sul nostro dispositivo.

iCloud: come attivare ID Apple

Abbiamo detto che per utilizzare il sistema iCloud dobbiamo prima di tutto avere un ID Apple. Se non lo abbiamo già – come il caso di chi sta attivando iCloud per la prima su un dispositivo Apple – possiamo crearlo in pochi minuti, collegandoci al sito Internet ufficiale di Apple, compilando un breve modulo di iscrizione e confermando la nostra identità cliccando il link contenuto nella mail che ci è stata inviata in automatico dal sistema. Vediamo di seguito nello specifico come attivare un ID Apple

Come attivare ID Apple su Pc Windows

Per attivare ID Apple su Pc Windows dobbiamo innanzitutto collegarci a questa pagina Apple. Si aprirà una pagina con un lungo modulo di iscrizione al servizio che andrà compilato tutto. Ci sarà poi chiesto di indicare una mail e una password, che dovrà essere accurata: lunga almeno otto caratteri e deve contenere almeno una lettera maiuscola ed un numero. In modo da renderla il più sicuro possibile. Compilati tutti i campi in cui ci vengono chiesti i soliti dati personali, dovremo anche compilare le altre sezioni del modulo scegliendo le tre domande di sicurezza e le relative risposte. Utili in caso smarrissimo la password. Dovremo anche selezionare il Paese e se vogliamo ricevere varie comunicazioni da parte della creatura di Steve Jobs. Infine, occorre digitare il codice di sicurezza captcha nel campo di testo collocato in fondo alla pagina e cliccare su Continua.

Fatto tutto ciò, riceveremo una mail da Apple contenente un codice. Esso andrà inserito nell’apposito riquadro Verifica l’indirizzo email. Poi cliccare sulla voce Verifica collocata in basso a destra. Il gioco è fatto. Se si hanno problemi con questo procedimento, provare a creare un ID Apple tramite iTunes, il popolare media player destinato non solo ai dispositivi Apple ma anche per quelli Windows. Come creare un ID Apple tramite iTunes? Semplice. Dopo aver scaricato l’applicazione, occorre selezionare l’opzione per accedere all’iTunes Store dalla barra laterale di sinistra e cliccare sulla voce per la creazione di un nuovo ID Apple. Il procedimento sarà poi il medesimo.

Come creare un ID Apple da iPhone, iPad e iPod Touch

Una volta comprato o avuto regalato un dispositivo Apple – iPhone, iPad o iPod Touch che sia – è obbligatorio creare un ID Apple per poter accedere a tutti i servizi offerti. Un po’ come il fatto di dover avere un account Gmail per i dispositivi con sistema operativo Android. Lo si può fare quando stiamo configurando il dispositivo o in un secondo momento.

Se vogliamo creare un ID Apple subito, appena acceso il nostro bel iPhone, iPad o iPod che sia, allora la cosa sarà semplice poiché la procedura ci sarà proposta in maniera automatica. Non dovremo far altro che scegliere lingua, Paese di residenza, stabilire un collegamento a Internet tramite Wi-Fi e scegliere se attivare o meno i servizi di localizzazione. Scegliamo poi di configurare il terminale come nuovo dispositivo, selezionare la voce Crea un ID Apple gratuito dalla schermata che si apre e fornire tutte le info che ci saranno richieste. Via via ci sarà richiesta data di nascita, la volontà di creare un indirizzo email iCloud gratuito, fino a dover scegliere il nome utente (e quindi l’indirizzo di posta elettronica) che vogliamo utilizzare per il nostro ID Apple. Ancora, dovremo scegliere la password, le tre domande di sicurezza e un indirizzo di mail secondario (qualora malauguratamente smarrissimo i dati di accesso all’ID Apple. Occorre poi accettare le condizioni d’uso di iOS, scegliere se attivare iCloud e Trova il mio iPhone/iPad, configura un PIN di protezione per il dispositivo. Fatto tutto ciò, avremo finalmente il nostro ID Apple nuovo di zecca.

Qualora l’iPhone, l’Ipad o l’iPod contengano già un ID Apple oppure all’opposto nessuno, occorre recarsi nella sezione Impostazioni di iOS (icona ingranaggio presente in home screen) e selezionare il proprio account.

Per poter sostituire l’ID Apple già presente sul device con uno nuovo, occorrerà cliccare su Esci situato in fondo al menu e confermare la rimozione dell’indirizzo digitando la relativa password. Usciti da quell’account, occorre cliccare su Crea nuovo ID Apple e compilare tutti i moduli proposti.

Ovviamente le informazioni date inizialmente su ID Apple possono essere modificate successivamente. Basta andare a questa pagina e modificare ciò che dobbiamo o vogliamo.

Come usare iCloud su iPhone, iPad e iPod Touch

Visto come si crea un ID Apple, vediamo ora come si usa iCloud su iPhone, iPad e iPod Touch. Per selezionare iCloud come sistema predefinito occorre selezionare l’apposita opzione durante la procedura di attivazione del dispositivo. Se quando lo abbiamo fatto non abbiamo contestualmente selezionato iCloud come sistema predefinito, possiamo rimediare accedendo alla home screen del dispositivo, cliccare su Impostazioni, poi sul proprio nome, ancora su iCloud e portando su ON tutte le levette che riguardano le opzioni collegate alla schermata che ci apparirà. Se però sul nostro device abbiamo una versione del sistema operativo iOS precedente alla 10.3, per accedere alle impostazioni dell’iCloud dobbiamo recarci in Impostazioni > iCloud.

Dopo aver visto come attivare iCloud su iPhone, iPad o iPod Touch saremo in grado di vedere lo stato del servizio, gestire i dati archiviati, modificarli, eliminarli e salvarne di altri con questo procedimento: cliccare su Impostazioni che appare in home screen, cliccare sul proprio nome, poi sulla voce iCloud e infine sul grafico riguardante lo spazio disponibile sul tuo account. Se si utilizza una versione di iOS precedente alla 10.3, dobbiamo sempre andare su Impostazioni > iCloud > e poi su Archivio.

Nella schermata che apparirà, si potrà visualizzare lo spazio totale e lo spazio effettivamente disponibile. Cliccando invece su Gestisci spazio si potrà gestire lo spazio disponibile su iCloud nel migliore dei modi.

Come usare iCloud su Mac

In caso in cui si possegga un Mac e vogliamo sapere come si usa iCloud su Mac, dobbiamo sempre avere un ID Apple. Se non ne disponiamo già di uno, possiamo crearlo anche tramite Mac con le medesime istruzioni già enunciate per iPhone, iPad e iPod Touch. Posseduto un ID Apple, per attivare un iCloud su Mac dobbiamo cliccare sull’icona a forma di lente di ingrandimento che troviamo nella parte in alto a destra della barra dei menu; poi cliccare Preferenze di sistema nel campo di ricerca che viene mostrato a scremo; ancora cliccare due volte sul primo risultato visualizzato e pigiare sulla voce iCloud della finestra che si aprirà.

Aggiungere poi un segno di spunta ad ogni voce presente nella parte destra della finestra (vale a dire Contatti, Preferiti, Foto, Calendario etc.). Poi confermare le modifiche apportate chiudendo la finestra che visualizzeremo in seguito. Qualora volessimo visualizzare lo stato del nostro iCloud con i dettagli dei dati salvati su di esso, andare in Preferenze di sistema e cliccare su Gestisci che vedremo in basso a destra della schermata che abbiamo di fronte.

Qualora volessimo visualizzare i dati già archiviati su iCloud Drive, modificarli, eliminarli e salvarne di altri, ci basterà avviare il Finder, cliccare sulla voce iCloud Drive collegata alla barra laterale di sinistra e scegliere gli elementi su cui si intende agire.

Come usare iCloud su Pc Windows

Abbiamo prima accennato al fatto che il sistema iCloud si può utilizzare anche su un PC Windows. Come si usa iCloud su Pc Windows? Inutile dire che pure in questo caso occorre avere un ID Apple. Se non lo possediamo già (e qui è più probabile giacché, visto che vogliamo usarlo per Windows, magari non disponiamo di un Apple), valgono sempre le istruzioni date in precedenza. Possiamo attivare iCloud scaricando ed installando l’apposito client e configurandolo in seguito. Per scaricare il client iCloud per PC Windows andare su questa pagina che porta direttamente al modo per farlo. Dopo cliccare sul pulsante Scarica e attendere che la procedura di download sia avviata e portata a termine sul nostro Pc Windows.

Fatto ciò, fare doppio clic sul file icloudsetup.exe appena scaricato su Pc Windows ed attenersi alla semplice procedura guidata di installazione che appare sullo schermo. Accettare le condizioni di utilizzo del servizio mettendo il segno di spunta alla voce Accetto i termini dell’accordo di licenza e poi cliccare su Installa, Sì e Fine. Ad installazione conclusa, dobbiamo riavviare il Pd Windows e accedendo nuovamente a Windows cliccare su Start, digitare icloud nel campo di ricerca che ci viene mostrato e poi fare click sul primo risultato che ci appare nell’elenco per aprire iCloud sul proprio personal computer.

Una volta visualizzata la finestra di iCloud, fare login al servizio utilizzando i dati di accesso del nostro ID Apple. Mettere poi il segno di spunta accanto agli elementi del PC che si vogliono sincronizzare con il servizio cloud e cliccare su OK al fine di salvare le modifiche.

Volendo, possiamo anche visualizzare e modificare tutti file che abbiamo sull’archivio di iCloud accedendo a Esplora risorse o Esplora file (in base a quale versione di Windows tra le tante uscite in questi anni utilizziamo), facendo clic sulla voce iCloud Drive dalla barra laterale di sinistra e selezionare gli elementi che vogliamo su cui vogliamo apporre delle modifiche.

Come espandere memoria iCloud

Visto come si attiva un ID Apple e come si usa iCloud su iPhone, iPad, iPod Touch, Mac e Windows, dobbiamo anche vedere come espandere memoria di iCloud. Già perché non abbiamo ancora dato la brutta notizia: questo prezioso servizio offerto dalla mela morsicata più prestigiosa che ci sia, è utilizzabile gratuitamente solo nella versione base che offre una capienza di 5 GB. Certo, si tratta comunque di uno spazio ragguardevole e che grosso modo potrebbe già bastarci. Tuttavia, se ad esempio già sappiamo che la mole di foto che archivieremo è tanta (viaggiamo tanto, facciamo spesso gite giornaliere, fotografiamo tante cose della nostra vita quotidiana o, come direbbe Arisa, siamo arruolati all’Esercito del Selfie), oppure amiamo archiviare tanta musica sul nostro dispositivo, o ancora avere documenti, allora ci converrà allargarla. Perché in meno di un anno probabilmente la esauriremo.

Come espandere memoria iCloud quindi? Apple mette a disposizione degli abbonamenti:

  • per 50 GB di spazio pagheremo 0,99 euro/mese
  • per 200 GB di spazio ci vengono chiesti 2,99 euro/mese
  • per 2 TB di spazio invece dovremo pagare 9,99 euro/mese

Dunque ce n’è per tutti i gusti e tutte le esigenze. Facendo due calcoli, nel primo caso andremo a pagare 11,88 euro all’anno; nel secondo caso 35,88 euro; nel terzo caso 119,88.

Scelto il piano a pagamento che più ci confà, vediamo come attivare l’abbonamento per espandere memoria iCloud su iPhone, iPad e iPod Touch. Occorre andare sulla sezione Impostazioni di iOS, cliccare sul nome, poi sulla voce iCloud, poi nella sezione relativa allo spazio disponibile sul nostro ID Apple account e infine sulla voce Modifica piano di archiviazione. Dopodiché scegliere il piano che si crede possa risultare più consono alle proprie esigenze e pigiare sulla voce Acquista che si trova in alto a destra della schermata visualizzata.

Discorso sempre a parte per chi utilizza la vecchia versione di iOS, quella precedente alla 10.3. In questo caso, andare su Impostazioni > iCloud, poi andare sulla voce Archivio e poi cliccare su Acquista più spazio o Modifica piano di archiviazione.

Per sottoscrivere un piano a pagamento di iCloud su Mac devi invece accedere a Preferenze di sistema, pigiare su iCloud, fare clic su Gestisci… e fare clic sul pulsante Acquista più spazi.

In base alle tue esigenze puoi ampliare il tuo piano e continuare cliccando su Acquista.

Per sottoscrivere un piano a pagamento di iCloud su Windows devi accedere a iCloud, cliccare su Gestisci… e pigiare poi su Acquista più spazio.

Per saperne di più su come aggiornare il tuo piano o consultare quelli disponibili visita il sito ufficiale di Apple e la sezione iCloud.

Dunque, sperando di esservi stati utili nel dirvi come si usa iCloud su iPhone, iPad, iPod e Pc Windows, non resta che augurarvi buon divertimento con iCloud.

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Come scegliere un tablet? Cosa valutare per acquistare un tablet? Ormai anche in Italia – un Paese che soffre ancora di analfabetismo digitale – i device mobili fanno parte del quotidiano. I tablet sono considerati una via di mezzo tra gli smartphone e i portatili, sebbene siano nate anche vie di mezzo tra gli smartphone e i tablet stessi, come i phablet. I tablet sono molto comodi e consentono un utilizzo anche professionale, senza dover per forza acquistare un portatile.

Ma come scegliere il tablet giusto? Come per tutti gli strumenti, dipende sempre dalle nostre esigenze e dalle nostre risorse economiche. Il mercato offre una pluralità di marche e negozi dove acquistarli, virtuali e fisici, quindi la scelta non è facile. Soprattutto se si è poco avvezzi alla tecnologia. Certo, va da sé che scarse risorse economiche sono anche sinonimo di poche chance di acquistare un prodotto di livello. Sebbene, proprio per la concorrenza di cui sopra e per il fatto che sul mercato vengano immesse sempre nuove tecnologie, si possono fare anche ottimi affari. In linea di massima, comunque, un tablet che faccia il minimo sindacale non deve andare al di sotto di queste caratteristiche: almeno 2GB di RAM, un display da 1024×600 pixel e una capacità di immagazzinamento dati di almeno 16GB

Fatta questa promessa, di seguito quindi vediamo come scegliere un tablet, analizzando pezzo per pezzo.

Come scegliere display del tablet

Il display è l’hardware che funge da interfaccia tra noi e il display. Quindi va scelto con cura.

Dimensioni

La grandezza del display deve essere proporzionata alle nostre esigenze di mobilità, al lavoro che dobbiamo svolgere e se fruiamo di contenuti multimediali. Possiamo dire, pertanto, che se è vero che i tablet da 10 pollici sono ottimali per chi deve creare dei contenuti, leggere news dal web, giocare e vedere film, può risultare scomodo per chi deve portarli sovente con sé. I tablet da 7 o 8 pollici possono essere una buona scelta per chi si sposta, ma al contempo legge notizie, libri, gioca. Mentre non sono adatti per chi ci lavora per creare contenuti multimediali o grafici. Poi ci sono i tablet che vanno oltre i dieci pollici, sono spesso muniti di cover con tastiera integrata e sono utili per quanti devono produrre contenuti multimediali, lavorano soprattutto da casa e non hanno esigenza di un notebool. Ne sono un esempio il Microsoft Surface o l’iPad Pro.

Risoluzione e densità

Altri due parametri molto importanti sono la risoluzione e la densità grafica, che sono importanti riguardo la nitidezza dei contenuti visualizzati sullo schermo del tablet. La risoluzione viene espressa in pixel, che può essere ancora più alta in uno schermo Full HD. Più un display è dotato di pixel, più ovviamente le immagini che fornisce saranno nitide. La densità del display si esprime in ppi (acronimo di pixel per pollice) e indicano il numero di pixel riprodotti su ogni pollice di schermo. Dunque, dovremo guardare il numero di ppi, che più alto sarà, più garantirà densità.

Il pannello

Il display di un tablet può essere IPS LCD, AMOLED e Super AMOLED. I pannelli IPS LCD (o più semplicemente LCD) offrono una buona visione sotto la luce del sole e hanno una riproduzione dei colori molto naturale. I pannelli AMOLED e Super AMOLED, invece, non necessitano di retroilluminazione poiché dispongono di diodi che emettono luce propria. Pertanto, potremo godere di neri profondissimi (poiché i pixel neri sono spenti) e consumi energetici ridotti. All’opposto, però, avremo anche delle controindicazioni: rispetto ad un pannello LCD, si vedrà una riproduzione dei colori meno fedele e una visibilità minore sotto la luce del sole.

Supporto HDR

Alcuni display utilizzano tecnologie HDR, mediante le quali è possibile visualizzare dettagli, non visualizzabili altrimenti sui display che ne sono privi. Risulterà molto utile per guardare video di alta qualità (che prevedono però la versione in HDR). Quindi può essere una priorità per chi guarda film col tablet.

Supporto P3

Come la precedente, anche questa tecnologia fa parte dei modelli di tablet più costosi. La tecnologia P3 migliora la visualizzazione dei colori consentendo di visualizzare un numero maggiore di sfumature di colore rispetto ai normali display.

Refresh rate

Trattasi della frequenza con cui vengono aggiornati i contenuti sullo schermo, e viene misura in Hz. I tablet più potenti arrivano pure a 120 Hz, che consente contemporaneamente di scorrere le pagine online, riprodurre i contenuti multimediali e scrivere sullo schermo con la penna senza che il dispositivo si blocchi.

Sensore di luminosità

Molto comodo poiché la luminosità del display sarà regolata in maniera automatica. Pertanto se useremo il dispositivo in casa, avremo una luminosità più bassa (specie la sera al buio, così da beneficiare anche i nostri occhi che si stancheranno molto bene), mentre all’aperto, specie se c’è sole, essa aumenterà da sola. Il sensore di luminosità è ormai molto diffuso e manca solo nei tablet più economici. In sua assenza, dovremo regolarla manualmente a seconda dei casi. La luminosità è importante anche per il risparmio energetico. Avere il valore sul massimo del 100%, farà scaricare la batteria molto prima. Tenere tale valore, se non si dispone di sensore di luminosità, solo quando si è all’aperto e c’è una intensa luce del sole. Altrimenti, è consigliabile tenerlo su un 45% durante il giorno in un ambiente chiuso o il 30% col buio.

Come scegliere Ram del tablet

Per capire l’importanza della RAM per un tablet, così come per un notebook, un Pc o uno smartphone, basta paragonarlo al motore di una auto. Incide infatti molto sulle prestazioni del device mobile. La sua potenza viene espressa in GHz e core, entrambi indicano:

  • GHz, l’effettiva potenza del processore
  • core, il numero di unità che si suddividono i calcoli da eseguire

Da questi due valori dipende quindi la velocità con cui il dispositivo riesce a svolgere tutte le operazioni richieste. La RAM è dunque la memoria in cui vengono ospitati temporaneamente i dati dei processi e delle applicazioni in esecuzione. La capacità di immagazzinare dati da parte della RAM, viene espressa in GB e determina la capacità del tablet di gestire più applicazioni in contemporanea senza subire rallentamenti, blocchi o refresh forzati. Come dicevamo nell’incipit, ormai il minimo di RAM che un tablet deve avere è di 2GB.

Quanta memoria deve avere un tablet

Veniamo ora all’aspetto memoria. Come scegliere un tablet in base alla memoria? La memoria è molto importante giacché deve contenere il sistema operativo (che in genere ne occupa da solo già la metà), le app e i dati come documenti o foto. La memoria di un tablet può essere fissa o espandibile. Nel secondo caso, avremo l’opportunità di inserire una scheda microSD in un apposito slot e di trasferire altresì parte dei dati e delle app su di esse. Così da non appesantire la memoria interna. I tablet con memoria fissa (si pensi agli iPad di Apple), non consentono questa operazione. Pertanto il proprietario dovrà usare la memoria con parsimonia. Ma non è tutto perso. Potrete comunque acquistare accessori esterni, come ad esempio delle chiavette USB (o delle chiavette USB-Lightning nel caso degli iPad) al fine di trasferire i file da e verso i tablet con memoria fissa. Certo, si tratta sempre di componenti esterni al device mobile e non è proprio la medesima cosa di avere una microSD espandibile.

Occorre poi aggiungere che il valore nominale della memoria viene espresso dai produttori in GB ma non corrisponde all’effettivo quantitativo di memoria che il proprietario avrà a disposizione. Quindi, se ad esempio acquistate un tablet con memoria da 16 Gb, fate conto che ne avete di meno, già occupata da sistema operativo e le app native. Mediamente, perderete già la metà in partenza, come accade con gli smartphone. Aggiungete poi il fatto che sia il sistema operativo che le app sono soggette ad aggiornamenti ciclici. E ciò farà ridurre ulteriormente la memoria a vostra disposizione.

C’è poi un altro appunto riguardo la memoria espandibili per i tablet con sistema operativo Android. Infatti, non tutti i modelli dotati di memoria espandibile (quindi di slot per le microSD) consentono di impostare la microSD come unità di memoria principale. Pertanto, alcuni dati e alcune app potrebbero non essere trasferibili nella memoria esterna.

Tablet come scegliere connessione

Oggi la potenza della connettività di un dispositivo mobile è una cosa fondamentale, vista la società iperconnessa in cui viviamo. Se ad esempio ci spostiamo molto col tablet, avremo bisogno di un device compatibile con le reti 3G/4G, quindi di un tablet dotato di slot per la SIM. Anche se a breve si andrà al 5G. Comunque, il 4G è l’ideale per avere la potenzialità massima per il download e l’upload dei dati. La 4G più importante è quella LTE e si divide in 15 categorie, ognuna espressione di una potenzialità diversa di Mbps. La minima, la Categoria 1 va fino a 10 Mbps in download e 5 Mbps in upload. Mentre l’ultima, la Categoria 15, arriva fino a 4000 Mbps in download e 1500 Mbps in upload.

Diciamo pure che per sfruttare al massimo le reti 4G italiane serve una tecnologia LTE almeno di categoria 6, la quale consente di navigare fino a 300 Mbps in download e 50 Mbps in upload. Ancora, non tutti i tablet che prevedono una SIM dispongono di funzioni telefoniche. E quindi non tutti consentono di effettuare o ricevere chiamate. Pertanto, se cerchiamo un tablet che ci consenta di fare anche chiamate o riceverne, dobbiamo prestare attenzione al fatto che ci sia o meno questa funzione. Comunque, i tablet con supporto 3G/4G sono ovviamente quelli più costosi rispetto a quanti sono dotati solo di Wi-Fi. Inoltre pesano giusto qualche grammo in più. Ma in proporzione all’utilità della funzione, è un dettaglio trascurabile.

Riguardo, il Wi-Fi, se è vero che tutti i tablet possono operare sulle reti Wi-Fi a 2.4GHz, le più diffuse in commercio, solo alcuni di essi consentono di sfruttare le reti dual-band a 5GHz (le quali hanno il vantaggio di essere meno soggette a interferenze e consentono di trasferire dati a velocità più elevate all’interno della rete locale). Ma anche di sfruttare una velocità di trasferimento che tocca i 1.3Gps consentiti dallo standard wireless AC (il migliore a disposizione ad oggi).

Quale batteria deve avere un tablet

La batteria è una componente fondamentale per un device mobile. Che sia un notebook, un tablet e uno smartphone. Dato che lo dobbiamo portare in giro con noi. Diciamo che un tablet deve garantirci almeno 5-6 ore di autonomia come minimo sindacale. Per capire la potenza di una batteria, dobbiamo guardare i suoi milliampere/ora (espressi con l’acronimo mAh). Più alto è il numero di milliampere/ora (mAh) più è maggiore l’autonomia della batteria. Certo, siamo a valori sulla carta. La durata della batteria dipende da varie cose. Si pensi all’efficienza del sistema operativo, ai consumi del processore, a quante operazioni contemporaneamente svolgiamo, alla luminosità dello schermo (come detto in precedenza).

Riguardo la durata della batteria, meglio affidarsi ai pareri che gli utenti rilasciano come recensione del prodotto. Se dovete comprare online, meglio affidarsi ad Amazon, in quanto, oltre alla pluralità della scelta, disporrete di recensioni vere ed imparziali. Cosa che potrebbe non verificarsi sul portale della marca del tablet stesso.

Come scegliere un tablet dalla fotocamera

Oggi siamo foto-dipendenti. Ovunque andiamo non devono mancare selfie e foto da spiattellare sui Social per mostrare quanto stiamo facendo o abbiamo fatto. Certo, rispetto ad uno smartphone, scattare foto con il tablet è un’attività un po’ scomoda. Inoltre,il tablet non è tanto utilizzato per questa funzione. Tuttavia, il vantaggio è di avere una schermata più grande. Comunque, i tablet hanno la fotocamera integrata e quindi perché non approfittarne? Quali caratteristiche deve avere la fotocamera di un tablet?

Innanzitutto, occorre dire che l’errore che fanno in tanti è quello di soffermarsi ai Megapixel. Certo, sono importanti e un device che ne ha più di 10 (per l’obiettivo posteriore) è sempre allettante. Ma occhio. Il numero di Megapixel indica solo il numero di milioni di pixel da cui è formata l’immagine ottenuta da una fotocamera, non la qualità dell’immagine. Questo valore viene espresso in f/ e più è basso il valore f/ più è ridotta la luminosità quindi è alta la qualità. Inoltre devono contenere uno stabilizzatore (meglio che sia ottico anziché digitale) capace di non far venire foto e video mossi. Ovviamente, non deve mancare un flash, fondamentale per le foto scattate di sera o di notte. Anche se una fotocamera benfatta offre discrete immagini già senza flash. Anche la fotocamera viene recensita dagli utenti, talvolta anche con foto e video. Ci sono siti specializzati in recensioni che mettono a confronto anche due foto scattate con due device diversi.

Come scegliere audio del tablet

Per guardare un film, serie Tv, concerti ed altri video in maniera ottimale, non è importante solo lo schermo ma anche l’audio. Per ottenere un audio migliore meglio scegliere tablet che abbiano due o tre speaker. Ciò dipenderà cosa fate col tablet. Se guardate spesso film o serie tv col vostro device, allora conviene, altrimenti uno sarà più che sufficiente. Infatti, per forza di cose, più speaker significa per forza di cose anche un prezzo maggiore.

Quali porte deve avere un tablet

Un tablet è ormai come un castello: ha tante porte per più funzioni. Così come tante slot. Ma quali deve avere un buon tablet?

Gli iPad di Apple dispongono solo di una porta: la Lightning, che consente di ricaricare il dispositivo, collegarlo al PC e connetterlo ad accessori di terze parti come adattatori HDMI e chiavette Lightning/USB. Tuttavia, fanno distinzione gli iPad della gamma Pro, i quali, oltre alla porta Lightning, offrono un connettore denominato Smart Connector. Il quale consente di collegare il tablet alla cover con tastiera prodotta dalla stessa Apple. Gli iPad hanno altresì il jack da 3,5 mm per le cuffie. Sebbene in futuro questa porta tenderà a scomparire e i device mobili avranno sempre più tutti cuffie wireless.

Discorso diverso per i tablet Android e Windows, i quali offrono un set di ingressi e uscite più vario. Ciò significa che hanno più porte a disposizione. Le quali sono dunque:

USB full size

Per esse si intendono le porte USB in formato standard (USB A) disponibili pure sulla maggior parte dei notebook e dei PC desktop. Consente di connettersi con chiavette, tastiere e altri dispositivi USB. Nei tablet Android, affinché tali dispositivi funzionino correttamente, bisogna vedere che sia presente la tecnologia OTG (USB on the go). In bse alla USB prevista, si può ottenere una velocità di trasferimento dei dati diversa, come segue:

porte USB 3.1 di seconda generazione fino a 1250 MB/sec

3.0 o 3.1 di prima generazione fino a 625MB/sec

2.0 fino a 60MB/sec

Sui tablet 2-in-1 le porte USB full size sono posizionate sulla base con tastiera

MicroUSB/MiniUSB

Trattasi di porte USB con un formato più ridotto che richiedono appositi adattatori per essere usate con chiavette USB o altri dispositivi USB con presa standard. Permettono anche la ricarica del tablet. Anche in questo caso la velocità di trasferimento dati massima varia a seconda della generazione di USB supportata dal tablet

USB Type-C

Trattasi della versione più moderna di USB e dotata di ottima versatilità. E’ possibile connettere dispositivi esterni e ricaricare il device. Tuttavia, al fine di collegare chiavette, tastiere (per usare il tablet a mo’ di Notebook) e altri dispositivi USB con attacco standard (USB A) bisogna prendere degli adattatori presenti in commercio

HDMI

E’ una porta che consente di collegare il tablet a televisori o monitor esterni. Molto utile quindi per chi ama guardare i film sullo schermo di una Tv, per chi deve tenere una conferenza e quindi collebare il tablet ad un proiettore, e così via. Per consentire il collegamento tra il tablet ad una tv o altro dispositivo, occorre un cavo HDMI, che può avere varia lunghezza a seconda delle nostre esigenze.

MicroHDMI/MiniHDMI

Come si evince dal nome stesso, si tratta di porte HDMI più piccole. Pertanto, per collegare il tablet ad un televisore (o a un monitor esterno) bisogna dotarsi di appositi adattatori.

6. Slot per microSD

Trattasi di uno slot che consente di utilizzare le schede microSD nei tablet che però abbiano memoria espandibile.

Slot per SIM

Consente di utilizzare le SIM nei tablet dotati di supporto 3G/4G. E’ il discorso che facevamo prima. Non tutti i tablet dotati di connettività 3 o 4 G possono far fare o ricevere telefonate.

Cos’è il sensore di impronte digitali in un tablet

In futuro la password sarà prestoria. Già oggi abbiamo altri metodi per consentire la sicurezza dei nostri tablet, come i sensori di impronte digitali o gli scanner dell’iride. Del resto, in tanti commettono ancora l’errore di utilizzare password troppo semplici, come la classica serie numerica “1234”, la propria data di nascita, la squadra del cuore. Ecc. Invece, una password per essere sicura deve essere lunga almeno sei caratteri e contenere lettere, numeri e magari un carattere speciale. Non a caso, tanti siti ormai forzano i nuovi iscritti ad usare questi crismi in sede di creazione della password.

Comunque, oggi ci sono altri metodi per garantire la sicurezza del proprio device. Come appunto uno scanner dell’iride – un sensore ottico che legge il vostro occhio – o appunto un sensore d’impronte digitali. Mediante il quale potete sbloccare il dispositivo e autenticarvi in varie app passando il dito su un lettore digitale. Certo, questi sistemi di sicurezza sono anche molto costosi, quindi preparatevi a spendere anche di più per avere un tablet con siffatti sistemi di sicurezza. Ma di sicuro, nessuno potrà violarli. Almeno che non vi stacchino l’occhio o vi taglino il dito. Ma sono soluzioni estreme che potrebbero essere adottate per entrare ad esempio nel vostro conto corrente, da parte di ladri spietati. E dovete proprio essere dei paperoni o beccare gente proprio disposta a tutto pur di entrare in possesso dei vostri soldi.

Come scegliere un tablet: come deve essere la pen

E’ proprio il caso di dire: occhio alla penna! Anzi, alla Pen. Le Pen da scegliere sono quelle di tipo attivo, vale a dire che funzionano in maniera specifica per determinati modelli di tablet e hanno una batteria interna. Pertanto, anche esse andranno ricaricate di volta in volta. Come si sceglie la qualità di una Pen? Occorre guardare i livelli di pressione che supportano, i tempi di risposta che garantiscono, ma anche fattori esogeni e indipendenti ad essa, come la qualità dello schermo del tablet su cui dovranno operare. Anche qui consigliamo di leggere le recensioni di chi ha già acquistato siffatti tablet con tali Pen. Oltre a ribadire il concetto che più si spende, più anche la Pen sarà efficiente. Infatti, nei negozi fisici e online esistono pure penne “passive” che costano meno, le quali funzionano un po’ con tutti i tipi di tablet e non necessitano di batteria. Pertanto, sono estremamente allettanti, ma di contro, anche molto imprecise. Le possiamo suggerire solo a chi deve ad esempio sottolineare i testi per la lettura o effettuare operazioni che non necessitano di precisione particolare.

Tablet, cosa sono le cover con tastiera

Ci sono poi tablet che hanno cover con tastiera. Anche qui, non lasciamoci abbindolare da prodotti a basso costo. Solitamente sono le case produttrici stesse a creare prodotti ed accessori pensati per quel prodotto specifico, pensiamo ad esempio agli accessori per IPad o di Microsoft per Surface. Comunque, ci sono anche cover con tastiera valide di altre marche esterne ai suddetti colossi americani. Anzi, il loro vantaggio è che non sono vincolate a precisi modelli da tablet, bensì funzionano con tutti i tipi di tablet (e quindi tutti i sistemi operativi) mediante connessione semplice col Bluetooth.

Cosa sono i tablet 2-in-1

In commercio esistono anche i tablet 2-in-1, detti anche convertibili. Cosa sono i tablet 2-in-1? Trattasi di tablet che si possono convertire in notebook attaccando una base o la succitata cover con tastiera. Generalmente sono grandi dai 10 pollici in su e hanno come sistema operativo le ultime versioni di Android, Windows o iOS. Tecnicamente parlando, montando ad un tablet una base o una cover con tastiera, si farà in modo che un tablet passi dall’essere un dispositivo di fruizione dei contenuti ad un dispositivo di produttività. Ciò può riuscire soprattutto con i dispositivi che vantano un sistema operativo Microsoft, mentre spesso non si riesce con quelli che montano Android e iOS. I tablet 2-in-1 sono consigliabili a chi deve usare il device per lavoro e non vuole acquistare un notebook.

Come scegliere il sistema operativo di un tablet

Se come detto la ram è il motore del tablet, il sistema operativo fa tutto il resto. Ne esistono tre, o meglio, questi tre sono i principali: Android di Google, iOS di Apple e Windows di Microsoft. Quale dei tre scegliere? Quali sono i loro pregi e difetti? Lo vediamo di seguito.

Android su tablet: vantaggi e svantaggi

Il sistema operativo Android è quello che domina il mercato. Basta solo dire, per farsi una idea, che gli smartphone presenti sul mercato che lo montano sono il 94%. Così come per gli smartphone, anche i tablet che li montano vanno da modelli estremamente accessibili a top di gamma costosi. Tra le marche, si distingue la gamma Nexus, prodotta direttamente da Google ed offre un rapporto qualità-prezzo garantito. Inoltre, presentano anche il vantaggio che rispetto a tutti gli altri tablet Android, montano una versione pura del sistema operativo (quindi prive di quelle personalizzazioni aggiunte dai produttori dei dispositivi) che riceve quindi tutti gli aggiornamenti subito, senza subire ritardi talvolta lunghi pure mesi come accade alle altre marche.

iOS su tablet: vantaggi e svantaggi

Apple, rispetto alla miriade di device Android, offre solo i tablet iPad (da 9,7″), iPad Mini da 7,9″ e iPad Pro da 10.5″ o 12,9″. Una politica della mela morsicata simile a quella degli smartphone, dato che come noto propone solo iPhone. Tuttavia, occorre ammettere che l’iPad è uno dei tablet più avanzati presenti sul mercato con caratteristiche hardware e qualità costruttive di grande livello. Quanto alla connettività, è disponibile però solo in Wi-Fi o Wi-Fi+Cellular (vale a dire con supporto alle reti 3G ed LTE) e con memoria supportata di grandezza da 64, 128 e 256 GB per i modelli più recenti. Inoltre, il sistema operativo iOS è meno personalizzabile rispetto ad Android ed è pure più sicuro (si può dire che è impossibile incappare in malware). Vieppiù, fino ad oggi occorre altresì ammettere che la qualità media delle app ottimizzate per il formato tablet è implementata al cospetto dei sistemi operativi Android. L’ultimo iOS 11 è in effetti un vero gioiellino e i modelli Pro di iPad, anche per il fatto che prevedano un file manager supportino funzionalità interessanti come il drag-and-drop, iniziano ad avere maggiori possibilità di poter sostituire in tutto e per tutto i notebook (almeno in favore di alcuni tipi di utenti).

Windows su tablet: vantaggi e svantaggi

Di Windows sappiamo già tanto, in virtù del quarto di secolo di storia alle spalle, iniziata con i personal computer. Ad oggi, molti tablet e dispositivi 2-in-1 sono forniti con Windows 10, vale a dire l’ultima versione proposta per i Pc. Questa versione, che funge su Intel ma presto sarà disponibile anche su piattaforma ARM, consente di eseguire sia le applicazioni Modern scaricate dal Windows Store sia quelle tradizionali desktop in formato exe reperite da siti esterni. In commercio esistono tanti tablet e dispositivi ibridi Windows, fra cui anche la stessa Microsoft che propone i tablet Surface. Poi ci sono i dispositivi pensati per coniugare nel miglior modo possibile l’esperienza mista tablet-notebook. Insomma, malgrado non sia più una novità, il sistema operativo Microsoft è ancora una garanzia anche per le nuove tecnologie.

Tablet: cos’è la configurazione dual-boot

La Cina è vicina ovviamente anche per i tablet, non potendosi i cinesi farsi sfuggire pure questa porzione di mercato tecnologico. Così propongono tablet con una configurazione dual-boot. Cos’è? Essa consente di fruire sia di Android che Windows 10. In pratica, l’utente può scegliere ogni volta il sistema operativo che intende usare, così da poter utilizzare ora Android ora Windows, a seconda di quello che deve fare ogni volta. Comodo no? Cosa non si inventano ‘sti cinesi…

Dunque, ricapitolando: quale tablet comprare? Come detto nell’incipit, dipende da quanto volete spendere e cosa dovete farci. Non esiste il tablet perfetto in assoluto. Potrà esserlo per voi, oppure per un altro. Ci giocate? Ci lavorate? Ci guardate film? Qual è il mio budget? Ponetevi questa domanda e farete la scelta migliore.

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Come accedere a Gmail? Una bella domanda, ma dalla risposta estremamente semplice. Tra i molteplici servizi offerti da Google, c’è anche la posta elettronica con Gmail. Un servizio molto apprezzato, dato che consente di inviare file molto pesanti e ha una casella di posta che consente fino a 15 Gb di utilizzo. Come altri client di posta, ovviamente anche Gmail consente il controllo della propria posta sia tramite browser da Pc che dal proprio dispositivo smartphone o tablet mediante l’apposita app. in questo articolo vediamo come accedere a Gmail.

Come accedere a Gmail tramite browser

Vediamo innanzitutto come accedere a Gmail tramite il browser che usiamo (chrome, firefox o explorer). Sia dal proprio Pc che dispositivo mobile.

Una volta avviato il browser, digitiamo sulla barra degli indirizzi la dicitura: https://mail.google.com/. Poi premere Invio sulla tastiera. Proprio come facciamo per accedere a qualsivoglia sito. Se abbiamo già fatto il login con il nostro account Google e con il browser in uso, allora già entreremo in Gmail e visualizzeremo la posta in arrivo. In caso contrario, clicca su Accedi che viene generalmente mostrato in alto sulla destra. Dopo, dobbiamo compilare dove dice Inserisci la tua email digitando il nostro indirizzo di posta elettronica Gmail e cliccare il pulsante azzurro Avanti.

Fatto ciò, dobbiamo digitare la password relativa al nostro account Google nella apposita casella Password e poi cliccare su Accedi. Conviene anche mettere la spunta alla voce Resta connesso, così da non dover ogni volta inserire i dati del nostro account ad ogni nuovo accesso. Ancora, se sul nostro account Google abbiamo selezionato la funzione della verifica in due passaggi, dobbiamo digitare il codice che ci è stato inviato da Google tramite SMS al nostro numero di cellulare. E poi cliccare su Verifica. Possiamo altresì spuntare la casella dove dice Non chiedere più i codici su questo computer, così da poter evitare ogni volta di doverlo fare.

Come gestire posta elettronica Gmail da browser

Una volta visto come accedere a Gmail, potremo gestire la nostra casella di posta elettronica Gmail. Per scrivere una nuova email dobbiamo cliccare sul tasto Scrivi che troveremo in alto a sinistra; per consultare le mail inviate, dovremo invece andare sulla voce Posta in arrivo che troveremo sulla sinistra e poi sulla mail che ci interessa.

Qualora invece vogliamo rispondere ad una delle mail inviate, dobbiamo fare clic sul pulsante raffigurante una freccia rivolta verso sinistra che troveremo verso la parte destra della mail. Se invece non ci interessa o vogliamo cestinarla dopo averla risposta, possiamo cliccare su Cestino che troveremo sulla barra laterale di sinistra. Può capitare di non visualizzarla: poco male. Basterà cliccare prima sul menu Altro, che troveremo sempre a sinistra dello schermo. Se invece cerchiamo una mail in Bozze, potremo sempre accedervi cliccando sulla voce Bozze che troveremo sulla barra laterale.

Come accedere a Gmail da Client

Se invece preferiamo utilizzare un Client di posta – ovvero un programma da scaricare per controllare la nostra posta elettronica – allora dovremo specificare, durante la fase di installazione e configurazione, il fatto che vogliamo utilizzare un account Google per poi fornire i dati di accesso.

In genere tali client lo fanno automaticamente, ma in caso contrario saremo noi a provvedere manualmente alla compilazione dei vari moduli che ci saranno richiesti.

E lo faremo come segue:

  • Server posta in arrivo (IMAP): imap.gmail.com, Porta: 993, Richiede SSL: sì.
  • Server posta in uscita (SMTP): smtp.gmail.com, Porta: 465 o 587, Richiede SSL: sì, Richiede l’autenticazione: sì.
  • Nome completo o nome visualizzato: il nome che preferiamo appaia sulla mail che inviamo
  • Nome account o Nome utente: il nostro indirizzo di posta Gmail
  • Indirizzo e-mail: come sopra
  • Password: la password che abbiamo scelto per accedere a Gmail

In caso dovessimo usare il protocollo POP3, allora cambia solo l’inizio della procedura, come segue:

  • Server posta in arrivo (POP3): pop.gmail.com, Porta: 995, Richiede SSL: sì.

Il resto va poi compilato come sopra.

Come accedere a Gmail da smartphone o tablet

Naturalmente, la posta elettronica di Gmail può essere gestita anche dal nostro smartphone o tablet. Dobbiamo innanzitutto scaricare l’apposita app Gmail sul dispositivo, la quale è disponibile sia per iOS che er Android, sebbene in quest’ultimo caso sia da diversi anni già “nativa” sul telefono (visto che Android è un sistema operativo prodotto da Big G).

Dopo aver scaricato o individuato se già c’è, clicchiamo sull’icona della app e se sul nostro dispositivo stiamo già utilizzando un account Google, ci verrà mostrata una schermata tramite la quale dovremo selezionare il profilo che intendiamo usare. Per fare ciò, dobbiamo individuare il nostro account tra quelli presenti nell’elenco, mettere su ON l’interruttore e poi cliccare su Fine collocato in alto a sinistra. Se invece non stiamo già usando un account Google (cosa molto probabile per i sistemi operativi iOS), allora visualizzeremo la schermata principale dell’app Gmail e dovremo compilare i campi vuoti, inserendo il nostro indirizzo di posta elettronica e la relativa password. Poi su Conferma.

Nell’uno o nell’altro caso, acconsentiamo altresì alla ricezione di notifiche da parte dell’app cliccando sull’apposito pulsante che viene mostrato a schermo e pigiare su Vai a Posta in arrivo presente in basso a sinistra della schermata. Visualizzeremo così tutta la posta arrivata.

Come utilizzare Gmail da smartphone o tablet

Dopo aver visto come accedere a Gmail da smartphone o tablet, vediamo come gestire la posta elettronica dalla app Gmail. Per scrivere una nuova mail, clicchiamo sul pulsante a forma di matita collocato in alto a destra della schermata. Per leggere la posta in arrivo, dobbiamo entrare nella sezione Principale dell’app, mostrataci appena accediamo. Mentre per rispondere ad un messaggio basterà cliccare sulla mail di nostro interesse e fare click sulla freccia rivolta verso sinistra che vediamo sulla parte in alto a destra di ciascuna mail. Se invece vogliamo controllare la posta finita in cestino, basterà pigiare sul pulsante raffigurante tre linee in orizzontale collocato in alto a sinistra e cliccare sulla voce Cestino che apparirà tra i risultati. Stessa modalità per accedere a Bozze.

Come accedere a Gmail su smartphone o tablet tramite altre app

Quali app scaricare per accedere a Gmail su smartphone o tablet non utilizzando quella di Gmail? Magari perché usiamo più mail e vogliamo averle tutte ordinate? Potremmo ad esempio utilizzare Mail su iOS o MailDroid su Android. A prescindere dalla app, solitamente possiamo configurare la mail in modo automatico: dopo aver pigiato sull’opzione per aggiungere un account di tipo Gmail, basterà digitare i dati essenziali come l’indirizzo di posta elettronica, la password e il codice per l’autenticazione a due fattori e avremo concluso. Altrimenti, dovremo farlo manualmente, inserendo i campi prima esposti.

Gmail risoluzione problemi su smartphone o tablet

Da quanto detto fino ad ora su come accedere a Gmail, si evince che sia tutto molto semplice. Se comunque dovessimo avere dei problemi ad utilizzare Gmail tramite un client per la posta elettronica o app terze che non siano quelle di questo gestore di posta di Google, è perché forse non abbiamo abilitato il protocollo IMAP o POP per la nostra casella email.

Come fare? Accediamo a Gmail medianteil browse che utilizziamo di solito e clicchiamo sulle impostazioni (icona con ruota di ingranaggio).

Poi cliccheremo su Inoltro e POP/IMAP collocato in alto e verificare se per il client di posta elettronica scelto possiamo abilitare il protocollo IMAP o POP. Se la applicazione per la posta elettronica che vogliamo usare supporta il protocollo IMAP, andiamo su Accesso IMAP consultando le istruzioni che ci aiuteranno a terminare la configurazione. Basta seguire poi la procedura guidata.

Se invece il client o l’app scelto dovesse supportare il protocollo POP, dobbiamo cliccare sulla voce Istruzioni per la configurazione che troveremo vicino alla sessione Accesso POP: di Inoltro e POP/IMAP di Gmail. E così completare la configurazione seguendo la procedura guidata esposta a schermo.

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