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Domenico Sacchi - Social2Tech
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Domenico Sacchi

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Appassionato di Web Marketing, di motori di ricerca e strategie SEO. Lavoro come freelance offrendo consulenza a società e clienti che vogliono migliorare la loro presenza e visibilità sul web.

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Gli hashtag hanno fatto la fortuna di Twitter e hanno reso popolare questo social network usato ormai da giornalisti e persone di tutto il mondo. Anche Facebook ed altri social come Instagram (acquistato poi da Zuckerberg) li hanno introdotti per aggregare post e contenuti di vario genere.

Cos’è un hashtag ?

Prendo spunto dalla sezione Help del sito di Facebook per capire cosa è e come funziona un hashtag. Si tratta di paroline precedute dal simolo cancelletto # che servono per aggregare post su Facebook. Inserendo un #hastag su un post qualunque di facebook quella parola diventa cliccabile e dunque tutti gli utenti possono trovare e leggere messaggi su quello specifico argomento.

Ad esempio se volessi scrivere di un argomento esempio #Facebook potresti scrivere un post:

Quant’è bello navigare su #facebook

In questo caso il post diventa pubblico e tutti gli utenti che cliccano su #facebook potranno vederlo. Vedremo poi cosa implica questo per la privacy.

Come funzionano gli hashtag?

Per usarli dunque basta fa precedere il simbolo # alla parola che vuoi utilizzare. In questa piccola guida voglio chiarire alcuni punti sul funzionamento degli hashtag su Facebook.

Innanzitutto gli #hashtag possono essere utilizzati in qualunque post di Facebook, anche sulle foto e sui video o quando si condividono link.

Ad esempio se volessi condividere un post su quant’è bello il mare del salento potrei usarne di più, come in questa foto :

esempio-hashtag-foto-facebook

Possono essere usati dunque in un qualunque punto. E’ importante che non ci sia uno spazio tra il simbolo # e la parola che vogliamo usare. Ad esempio # salento non è corretto ma bisogna scriverlo tutto attaccato esempio #salento.

Perchè usare gli hashtag su Facebook ?

Avrai capito che gli hashtag non sono una moda. Funzionano esattamente come Twitter e cioè permettono di seguire tutti i post legati ad un determinato argomento. Quando volete sapere cosa si dice su un determinato argomento poter cercarli su Facebook.

Rispetto a Twitter però è possibile leggere i post con l’hashtag usato dai propri amici o dagli utenti che hanno impostato quel post come pubblico. Sul social dei cinguettii invece se usi un hashtag tutti lo possono vedere automaticamente.

E’ dunque un modo per seguire interessi e rimanere informato su uno specifico argomento.

Hashtag : cosa implica per la privacy

Come ti ho spiegato primo un post che contiene uno o più hashtag diventa visibile a tutti gli amici e a tutti gli utenti a seconda del livello di privacy impostato.

Come saprai quando si scrive un post è possibile impostarlo come “Pubblico” come mostrato in questa foto:

esempio-hashtag-foto-post-pubblico

Quindi se vuoi intervenire in una discussione pubblica parlando di un argomento “caldo” cioè di cui si parla molto in quel momento devi usare gli hashtag (spesso molte trasmissioni televisive o eventi ne usano alcuni noti) e impostare il messaggio come visibile a Tutti altrimenti solo i tuoi contatti potranno visualizzarlo.

Per cercare argomenti specifici è sufficiente digitare nella barra di ricerca in blu in alto l’argomento di tuo interesse. Basta inserire prima della ricerca il simbolo del #cancelletto e lo puoi fare anche dallo smartphone o dal tablet.

Riepilogando tieni a mente alcune cose:

  • Scrivi gli hashtag senza spazi prima delle parole
  • Se ti interessa puoi cercare un hashtag nella barra degli indirizzi
  • I post in cui li hai inseriti potranno essere visibili solo dagli amici con cui hai condiviso il post a meno che non lo imposti come Pubblico cioè Visibile a chiunque.

Spero con questa guida su come si usano gli hashtag su Facebook di averti chiarito le idee.

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Gli utenti sono la base e la fortuna delle grandi aziende. Il mercato della TV digitale in Italia è quanto mai vivo grazie all’on demand che si sta spostando dai canali tradizionali verso l’online. In questi mesi abbiamo assistito all’arrivo di due servizi in streaming : Mediaset che con il suo Infinity ha messo a disposizione un vasto catalogo di film e Sky Online che ha lanciato la sua offerta poche settimane fa.

Entrambe le aziende si sono mosse in anticipo dopo i rumors che segnalano come altri colossi della tecnologia stiano per lanciare le loro offerte anche nel nostro paese. Se oltre oceano ci sono già da tempo questi servizi (vedi Netfix che probabilmente in Italia non arriverà e Roku) da noi le offerte sono partite a rilento.

La sfida vera è sui contenuti

amazon-fire-tv-site

Già da tempo aziende come Apple e Google hanno lanciato il loro box per la TV del futuro. La Apple TV  è disponibile da tempo e Chromecast, acquistabile su Amazon a 35 €, è arrivato anche da noi per accendere l’intrattenimento su Internet.

Chromecast pare supporterà grazie alle sue applicazioni Infinity entro l’estate, probabilmente anche Sky Online in un futuro non troppo lontano. In più permette di vedere contenuti in streaming trasformando la propria televisione in una Smart TV vera e propria. A questo punto la sfida si giocherà sempre di più sui contenuti. L’italiano medio è abituato troppo ad usare tecnologie tradizionali e cerca il calcio e lo sport prima di ogni altra cosa . E’ evidente che, per diventare veramente convincenti, tutte queste aziende dovranno fornire un catalogo molto più appetibile ed ampio per il pubblico.

Cosa è la Fire TV di Amazon ?

amazon-firetv-copertina

La Fire TV è un set-top-box che permette di vedere contenuti in streaming ma anche di eseguire videogiochi comandando il box attraverso la voce come si vede nello spot ufficiale.

Il costo è di 99 dollari, vedremo quando sarà lanciato anche sul sito italiano. Si tratta quindi di un mini PC a tutti gli effetti con un processore potente (monta un quad core da 1,7 Ghz) ed è interfacciabile anche con altri dispositivi come controller per il gioco. Avevamo parlato del lancio imminente in questo articolo ed effettivamente a Marzo siamo rimasti stupiti da un arrivo che in pochi si aspettavano.

Con questa mossa Amazon punta ad incrementare la propria base di utenti con la stessa strategia che le ha permesso di essere vincente nel settore degli ebook con il suo prodotto di punta, il Kindle e dopo essere entrata anche nel mercato dei tablet con il Kindle Fire HD .

L’offerta viene considerata ancora insufficiente da molti blog e magazine hi tech americani ma ricordiamoci che anche Apple con la sua TV era partita in sordina per poi migliorare nel corso degli anni.

Meglio comprare uno Smart TV a questo punto ?

In attesa di rispondere a questa domanda vi lascio alla video recensione del sito The Verge che vi aiuterà a chiarirvi le idee:

Il problema di fondo di tutti questi dispositivi è che per ora fanno la stessa cosa, offrono gli stessi contenuti. Dunque quale dovrebbe essere una ragione sufficiente per acquistarli ? I televisori di ultima generazione hanno ormai tutte le app per vedere in streaming, sono dei veri e propri computer anzi offrono molte più applicazioni.

E’ evidente che il mercato è destinato ad essere ridimensionato se questi colossi non troveranno il modo di ampliare la loro offerta di contenuti, magari stringendo accordi commerciali con altri partner. E’ questa la vera sfida “di fuoco” di Amazon.

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Più di 450 milioni di utenti attivi al mese

Gli utenti. Sono questi che fanno la fortuna economica delle aziende. Ci eravamo abituati alle spese pazze nell’era dei social network ma quello che spenderà Facebook per acquistare WhatsApp è proprio una cifra folle.

Più di 450 milioni di utenti attivi al mese
Più di 450 milioni di utenti attivi al mese

Dopo le voci circolate nei mesi scorsi su un possibile acquisto da parte di Google  Zuckerberg ha rotto gli indugi e si portato a casa l’applicazione mobile più utilizzata in questo momento. Con questa mossa probabilmente risolverà due problemi : la migrazione di molti utenti verso l’app di messaggistica più famosa e lo sfruttamento del suo immenso traffico mobile.

Gli utenti sono tutto. Senza di loro i social non conterebbero nulla. Ed è per questo motivo che Facebook non poteva permettere che WhatsApp continuasse la sua scalata. Ad Aprile 2013 WhatsApp contava più utenti di Twitter e tramite la sua piattaforma venivano inviati più di 10 miliardi di messaggio al giorno, numeri spaventosi. Questa applicazione ha costretto molte compagnie telefoniche a rivedere i propri piani telefonici offrendo dei pacchetti All Inclusive per l’invio di messaggi tutto incluso. Chi usa più gli MMS per inviare immagini ? Ormai il traffico è tutto via WhatsApp o Email.

E così eri sul sito ufficiale è comparsa la notizia dell’accordo stipulato: 4 miliardi di $ in contanti, 12 miliardi di $ in azioni e i restanti 3 miliardi per i fondatori e dipendenti.

Un accordo senza precedenti. Per farci un’idea pensiamo che Instagram è stato acquistato per meno di 1 miliardo e Motorola è stata venduta per 3 milardi di $.

Ma quanto valgono gli utenti ?

Facebook tramite il suo CEO ha dichiarato che l’azienda resterà indipendente e che tramite WhatsApp saranno in grado di raggiungere 1 miliardo di persone con dei servizi mobili migliori. Probabilmente i servizi di chat e messaggistica di Facebook verranno integrati in WhatsApp o viceversa.

In ogni caso stiamo parlando di un costo per utente veramente alto, circa 35 dollari a utente.

Le parole di Zuck

“WhatsApp is on a path to connect 1 billion people. The services that reach that milestone are all incredibly valuable”

Facebook punta quindi, come dichiarato dal fondatore stesso, alla cifra di 3 miliardi di utenti. Raggiunta questa punterà a monetizzare. A monetizzare gli utenti, sono questi il valore di queste aziende che giocano troppo al rialzo in un mercato che di normale ha ben poco.

Cediamo ogni giorno sia a livello personale che di lavoro troppa sovranità digitale ai social che sanno ormai tutto. Ciò che ci piace, ciò che facciamo, dove ci muoviamo e perchè.

In un mercato molto gonfiato, sono gli utenti hanno un valore reale. Ed è su questo che si gioca la partita, almeno per ora.

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Paper la prossima "rivoluzione" ?

facebook_paper

La conferma ufficiosa del lancio di un news reader da parte di Facebook è arrivata in questi giorni. Si chiama Paper e verrà lanciato il prossimo 3 febbraio come applicazione mobile. Sarà disponibile solo per gli utenti negli Stati Uniti in una prima fase, non sappiamo se poi verrà esteso a tutti.

L’idea è quella di creare un “contenitore di storie” più evoluto introducendo un ulteriore livello che è quello della curation. Su Facebook paper infatti gli utenti diventeranno dei veri e propri curatori di notizie. Potranno scovare e condividere vari flussi di notizie su canali specifici.

L’idea di fondo di Zuckerberg è sempre la stessa : quella di sfruttare il proprio traffico mobile. Per questo motivo Creative Labs, la divisione che fa innovazione per Facebook, ha progettato una prima app che punta a migliorare l’esperienza mobile degli utenti per le news. Nel video seguente vediamo un’anteprima di Paper:

Le storie al centro

Al centro di tutte ci sono le storie. Sarà possibile tramite Paper ggiungere contenuti in delle sezioni tematiche dove confluiranno le notizie scelte da redattori umani, dagli utenti e da algoritmi. L’obiettivo è quello creare dei flussi di notizie evidenziando sia i contenuti di grossi portali ma anche quelli di nicchie specifiche. Piccoli blogger sconosciuti potranno aggregare e condividere anche le proprie storie con foto e video.

Un ecosistema fatto di curatori del web, questo è quello che potrebbe diventare Paper.

La content curation come risposta al bisogno di informazioni accurate ?

content curation

Abbiamo già parlato del ruolo che la content curation potrà avere nel futuro in un precedente articolo . Probabilmente Paper può essere un altro tentativo di risposta ai bisogni di informazioni accurate. I risultati dei motori di ricerca, specialmente nell’ultimo periodo, non offrono delle risposte eccezionali e sopratutto non sono in grado di distinguere davvero l’informazione di qualità da quella che invece è scadente.

Per questo motivo molti esperti di comunicazione prevedono che, in un futuro non troppo lontano, ci saranno una serie di curatori che selezioneranno per noi le informazioni più rilevanti in un settore specifico. Paper potrà essere uno strumento da usare secondo questa logica per consentire ad esperti di settore di selezionare le fonti più autorevoli su determinate tematiche.

Ora staremo a vedere se questa app potrà essere utilizzata secondo questo paradigmai e se avrà successo, anche alla luce dei recenti fallimenti come il caso di Poke che ha tentato di emulare in modo imbarazzante Snapchat. Dalle parti di Facebook probabilmente hanno capito che molte funzionalità non vengono usate dagli utenti che preferiscono esperienze d’uso più semplici e immediate . Quante funzioni dell’app mobile non vengono usate ad esempio ?

Un altro problema non da poco consisterà nel far emergere i contenuti di qualità. La qualità media si sta abbassando e molti preferiscono già oggi intavolare delle discussioni sui social network rinunciando a creare valore sui propri siti. Cediamo ogni giorno sovranità digitale senza neanche rendercene conto.

Naturalmente il lancio di Paper non è così ambizioso tant’è che occorrerà una prima fase di test per verificare quanto questa novità può incidere nel web. Di certo i lanci delle novità solo per il mercato USA non aiutano. E’ una delle cose che Facebook dovrebbe imparare da altri big del settore che lanciano i propri servizi nei paesi che contano quasi in contemporanea.

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Nonostante l’altissimo numero di devices venduti nel nostro paese arriviamo sempre per ultimi sui vari store dei big della tecnologia. Dopo aver lanciato la vendita dei prodotti Nexus negli Stati Uniti ed in altri paesi il Google Play Store devices si apre all’Italia.

E’ infatti possibile acquistare ora i prodotti della gamma anche nel nostro paese.

nexus7-play-store-italiano

Per accedervi basta collegarsi sul Play Store nella sezione “devices” per poter acquistare per ora solo il Nexus 7 in tre versioni, da 16 Gb, da 32 Gb entrambi in versione WiFi o con LTE una tecnologia che usano in America.

Il costo per la versione base è di €229 con la spedizione gratuita che viene offerta per questi primi giorni.

Si tratta di un tablet da 7” molto maneggevole che sarà sicuramente un concorrente temibile ed agguerrito di Ipad Mini e del Kindle di Amazon.

Era una delle cose che mancava a Google, ovvero la possibilità di vendere senza intermediazione i propri prodotti direttamente da uno store proprietario e con Play questo sarà sempre più vero. E’ probabile che gli attesissimi Google Glass sbarchino proprio su questo sito per la vendita diretta al grande pubblico.

I prezzi sono competitivi anche se rispetto al mercato estero ci perdiamo qualcosa con il cambio, la versione Wi fi si può comunque ordinare da altri siti dall’estero mentre la versione LTE in Italia non funziona perchè si tratta di una tecnologia che attualmente non si utilizza nel nostro paese.


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Ecco il video della presentazione alla stampa del prodotto

Per ora è possibile ordinare solo il Nexus 7 in attesa degli altri prodotti della galassia Google.

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youtube-slow-motion

Siamo abituati a vedere i video al rallentatore per catturare emozioni o momenti particolari. Pensiamo al replay del calcio o alla moviola in cui si analizzano le situazioni di gioco. YouTube ha pensato ad una nuova funzionalità per i video amatoriali con una nuova funzionalità (slow motion) annunciata sul suo blog per applicare ai propri filmati un nuovo effetto.

Con il progetto YouTube Editor da un po’ Google lavora per offrire nuovi strumenti di editing per chi produce video spingendo sul proprio servizio che potrebbe rappresentare la tv del futuro. E così con questo nuovo strumento è possibile rallentare le immagini dei propri video fino ad 1/8 della velocità normale.

Il risultato è buono e permette di dare un tocco di creatività alle proprie produzioni.

Come funziona

Per provare questa nuova interessante funzionalità di video editing basta andare su http://www.youtube.com/editor con il proprio account Google e attivarla su uno dei propri video.

youtube-editor-slowmotion

E’ sufficiente trascinare i video e i file audio nell’apposita sezione che vedi in foto per vedere il risultato finale.

Qualche esempio

Sul sito ufficiale ci vengono proposti degli esempi con un video su Times Square proposto prima e dopo l’applicazione dello slow motion.

Ecco come diventa il video :

Chi fa marketing o video a livello amatoriale può iniziare a girare i propri spot sperimentando l’effetto “slomo”. Non è detto che Google non proponga in futuro degli strumenti professionali avanzati per aiutare i produttori di video a costruire dei canali più professionali.

Per il momento molti strumenti gratuiti vengono rilasciati, staremo a vedere quali saranno i prossimi.

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vine-android

Sarà stata una coincidenza oppure no, fatto sta che in concomitanza con l’arrivo di Vine per Android scaricabile sul Play Store Twitter è andato giù per circa trenta minuti.

I problemi tecnici si erano verificati anche nei giorni scorsi con gli aggiornamenti dei tweet in tempo reale per molti utenti. Insomma crescono gli utenti e quindi anche i problemi di gestione.

Ma torniamo a Vine. Sul blog ufficiale di Twitter è apparsa proprio ieri la notizia del lancio ufficiale per gli utenti Android.

Avevamo parlato tempo fa in un’altro post di Vine, il servizio che permette di registrare e condividere brevi video della durata massima di 6 secondi su Twitter. E gli utenti sembrano apprezzare per ora attraverso video divertenti e creativi che fanno il giro del mondo grazie alla più popolare piattaforma di microblogging.

@ Gizmag
@ Gizmag

Nel post sul blog ufficiale Twitter conferma di avere raggiunto la ragguardevole cifra di 13 milioni di download e punta ad aumentare il suo bacino di utenti grazie anche alla popolarità di Android nel mercato degli smartphone.

Come su Iphone Vine permette di creare facilmente dei video e di scovarli facilmente grazie ad una funzionalità (Explore) un grado di monitorare facilmente le ultime tendenze. Rispetto alla versione per iOS ci sono ancora delle funzionalità da inserire come la possibilità di utilizzare la fotocamera frontale o lo share su Facebook passando per la ricerca via hashtag.

E’ già comunque un bel passo in avanti, vedremo nei prossimi giorni come reagiranno i possessori di Android.

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Dopo l’arrivo del Samsung Galaxy S4 che dovrà guardarsi dalla concorrenza di Apple e del nuovo terminale di HTC (Htc One) Samsung ha confermato sul suo blog ufficiale l’arrivo di una versione ridotta con display da 4,3 pollici.

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Il nuovo terminale sarà equipaggiato da un display Super Amoled di 4,3 Pollici e di un processore Dual Core a 1,7Ghz. Monterà la versione di Android 4.2.2 e avrà una fotocamera di circa 8 Megapixel contro quella frontale di soli 2,1 Megapixel.

Tra i vantaggi ci sarà sicuramente il peso di soli 107 grammi oltre ovviamente ad un costo ridotto rispetto alla versione tradizionale.

La presentazione alla stampa avverrà il prossimo 20 Giugno

à. Tuttavia, sarà in mostra il dispositivo al suo prossimo Galaxy & eventi ATIV a Londra il 20 giugno all’evento Samsung Premiere 2013 GALAXY & ATIV.

Le specifiche tecniche

In questa bella immagine ti riporto tutte le caratteristiche tecniche che avrà il nuovo dispositivo, sicuramente meno performante del fratello maggiore ma che rimane comunque un ottimo smartphone:

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Credit : Samsung Tomorrow

Non ci resta che aspettare la conferenza per conoscere il prezzo a cui verrà venduto.

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Facebook ha annunciato in un comunicato l’arrivo di pagine e profili verificati. Meglio tardi che mai.

Gli account verificati avranno sul loro profilo un segno di spunta blu, un po’ come accade con Twitter. Come possiamo vedere facendo già adesso una ricerca ci sono dei brand famosi nel mondo che hanno già avuto questo riconoscimento :

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Tempi duri dunque per chi campa alle spalle di brand e pubblicità. Questo aggiornamento aiuterà gli utenti a capire se le pagine che frequentano corrispondono effettivamente a chi dichiarano di essere, siano esse celebrities o marchi conosciuti.

Il badge di verifica viene posto accanto al nome della pagina e compare nelle query di ricerca così come anche negli annunci o quando si passa con il mouse sul nome della pagina.

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Per avere il profilo verificato non sarà necessaria alcuna procedura aggiuntiva, Facebook stessa provvederà automaticamente a verificare le pagine relative a marchi famosi, a giornalisti o celebrità in modo da renderle inconfondibili per gli utenti. Sarà inoltre possibile segnalare al team anti spam eventuali duplicazioni o abusi legati allo sfruttamento della propria immagine,

Per il momento vediamo solo dei marchi americani fra quelli verificati, attendiamo l’arrivo anche in Italia.

Pulizia di primavera prima dell’arrivo di Graph Search

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Sul mio account personale di Facebook è stato attivato il nuovo newsfeed di cui abbiamo parlato in questo articolo. Nella barra in alto come potete vedere ci sarà la possibilità di cercare luoghi, persone, ed oggetti.

Anche il modo di ricercare sul web sta cambiando molto. Stiamo di fatto passando dalla ricerca di contenuti alla ricerca di persone autorevoli che ci possono proporre i contenuti che ci interessano, un cambio radicale nella filosofia e nell’approccio al modo con cui cerchiamo le informazioni. Questo sarà ancora più evidente con l’arrivo di Search Plus Your World di Google e con il Graph Search di Facebook.

Per fare questo però occorre fare pulizia per eliminare tutta una serie di pagine duplicate o false che campano sulle spalle dei brand e non solo. Spesso pagine e contenuti condivisibili dalla maggioranza degli utenti come aforismi, iniziative di solidarietà o barzellette vengono poi utilizzate, una volta raggiunto un certo numero di like, per vendere pubblicità o peggio fare spam.

Il problema di molti social come Facebook ma anche Twitter è quello dei fake. Con questa mossa vedremo se gli utenti ne beneficeranno e se in ambito business daranno un colpo di scure alla compravendita di fan e followers, un mercato che vale ancora milioni di dollari.

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Yahoo acquisisce Tumblr

La CEO di Yahoo Marissa Mayer ha confermato ufficialmente l’acquisizione di Tumblr per la cifra di 1,1 Miliardi dollari. La notizia non è tanto che Yahoo abbia acquistato la piattaforma di blogging popolarissima negli Stati Uniti ma che Yahoo abbia 1 Miliardo cash da investire.

Yahoo acquisisce Tumblr
Yahoo acquisisce Tumblr

Non sorprende la notizia anche alla luce degli ultimi acquisti fatti da Yahoo che nei mesi scorsi ha comprato Summly e ha rifatto completamente il layout del proprio sito.

La ricerca di una nuova identità

Yahoo ha dovuto fare i conti con lo strapotere di Google nel comparto della ricerca tanto da piegarsi recentemente a mostrare gli annunci provenienti da Big G all’interno dei propri spazi, il tutto nell’indifferenza generale dell’Antitrust.

La ricerca della nuova identità di Yahoo passa così dai giovani attraverso l’acquisto della piattaforma più utilizzata dai ragazzi. Come sappiamo Yahoo è completamente morta nel settore della ricerca e sta cercando di evolvere verso una nuova dimensione nel web.

Il problema ora per Yahoo sembra essere la gestione dei contenuti generati da alcuni bloggers che non sembrano molto felici della nuova proprietà.

UGC, quale il futuro ?

Gli user generated content possono generare molti problemi, lo abbiamo visto con i casi eclatanti di alcuni brand che hanno dovuto ammettere il fallimento di alcune campagne basate sulla generazione dei contenuti da parte degli utenti.

Se questo aspetto non verrà gestito correttamente si potrà rivelare controproducente. Come minimo si renderanno necessarie una autenticazione basata su social verificati ed una moderazione più aggressiva. La verifica dell’identità di chi scrive sarà forse necessaria per non generare il caos. Consideriamo, inoltre, che molti dei contenuti prodotti su Tumblr vengono presi da altre fonti o aggregati, come si comporterà Yahoo con questo tipo di post ?

Ci sarà meno tolleranza o un accesso più controllato ? Molti giovani usano Tumblr negli States sopratutto per questo motivo e Yahoo ci dovrà fare i conti. Già in passato abbiamo assistito ad acquisizioni fallimentari di social network molto popolari ed è per questo motivo che la Mayer ha promesso che “non rovinerà Tumblr”.

Con questa mossa Yahoo punta a colmare il gap con altri colossi del web e ad attrarre gli utenti nella fascia 18-25 anni che attualmente non usano in modo massiccio i suoi servizi. E’ una fascia di utenza strategica anche a livello pubblicitario che la Mayer cercherà di monetizzare il più possibile anche per fermare il declino di Yahoo che è ormai avvenuto in molti settori del web.

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